AMITAV GHOSH.
.
DILUVIO DI FUOCO.
.
Parte 3.
.
Titolo originale: Flood of Fire. 2015.
Traduzione di: Anna Nadotti e Norman Gobetti.
2015. Neri Pozza Editore, VICENZA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
12.
.
La Hind aveva percorso solo poche miglia lungo il fiume quando Raju corse gi a cercare Zachary, impegnato nell'inventario del carico d'oppio malwa di Mr Burnham in una delle stive della nave.
Mr Reid, signore! gridava il ragazzo. Venite, presto.
Venire dove, kid-mutt?
Nella cabina, signore.
La cabina assegnata a Zachary era nel casseretto e, come promesso da Mr Burnham, era abbastanza spaziosa. Cosa provvidenziale, dal momento che le stive della Hind erano state riempite all'inverosimile con le armi, l'equipaggiamento e i bagagli dei Bengal Volunteers. Lo spazio d'immagazzinaggio era cos scarso che Zachary aveva dovuto piazzare cinque casse d'oppio nella propria cabina, lasciando Raju ad accertarsi che fossero adeguatamente sistemate e coperte con una tela cerata.
Hai finito con le casse, kid-mutt?
No, signore, non ho potuto.
Lo spavento nella sua voce indusse Zachary a guardarlo meglio.
Cos' successo, kid-mutt? chiese in tono pi dolce. Cosa c'?
Venite a vedere, signore.
D'accordo, vengo.
Con Raju alle calcagna, Zachary si fece strada nelle viscere della nave, oltre la chiassosa confusione dell'interponte, su fino al ponte di coperta e oltre la sala mensa. Ci che vide sbucando nel corridoio che portava alla sua cabina era sorprendente: tutto il suo bagaglio, comprese le cinque casse d'oppio, era stato sbattuto fuori.
Pi stupito che indignato, si rivolse a Raju: Cos' successo, kid-mutt? Chi  stato?
Raju si limit a un gesto muto in direzione della cabina. Ho cercato di fermarli, signore...
Dalla soglia, Zachary vide con stupore che nelle cuccette erano distesi due giovani tenenti in uniforme: si erano tolti solo lo sciacc e avevano la spada stretta al fianco e gli stivali ai piedi, che premevano contro le paratie.
La disinvolta brutalit di quell'usurpazione lo lasci di stucco, tanto che non riusc a mantenere la calma. Cosa diavolo ci fate nella mia cabina?
La sua cabina?
Uno dei tenenti si tir su dalla cuccetta e and dritto da Zachary. Era un giovanotto magro, brufoloso, ma la mole modesta era ampiamente compensata da sussiego e sarcasmo.
Lei  in errore, signore disse, col naso a un palmo da quello di Zachary. Questa non  la sua cabina.  stata riassegnata.
Per ordine di chi?
D'un tratto si ud un'altra voce: Per ordine mio, signore.
Girandosi, Zachary si trov di fronte un altro ufficiale.
Sono il capitano Mee del Bengal Volunteers; e sono il comandante dei soldati su questa nave.  su mio ordine che questa cabina  stata riassegnata.
Era un uomo di complessione e statura imponenti: anche senza lo sciacc con le guarnizioni dorate superava Zachary di tutta la testa. Una fusciacca gialla gli attraversava diagonalmente l'ampio petto, dalla spallina destra alla vita. Il naso aquilino gli conferiva un'espressione di naturale disdegno, e la mascella robusta testimoniava di un temperamento focoso e quasi fremeva mentre il capitano fissava Zachary con occhi duri, minacciosi.
Non aveva alcun diritto di riassegnare la mia cabina, signore obiett Zachary. Solo il capitano della nave ha tale autorit.
Si sbaglia, signore disse Mee. Al momento, questa imbarcazione  una nave trasporto truppe. Il personale dell'esercito ha la precedenza assoluta.
Signore, questa cabina mi  stata assegnata dall'armatore in persona ribatt Zachary, cercando di apparire ragionevole. Sono il suo rappresentante, nonch il commissario di bordo.
Oh, dunque  cos? Il capitano guard le casse, tutte col marchio della fabbrica di oppio di Ghazipur. Ne colp una con un calcio. Avrei detto piuttosto che lei  un comune spacciatore d'oppio, signore.
Il labbro arricciato del capitano, e il bagliore sprezzante dei suoi occhi, fecero avvampare Zachary.
Controllando a stento la voce, disse: Trasporto un carico, signore, che  legale secondo le leggi di questo paese. Ho il diritto di portarlo dove meglio credo.
E io, signore ribatt Mee, ho il diritto di dirle che gli spacciatori di droga non mi piacciono affatto.
In tal caso, signore, non  con me che deve prendersela replic Zachary con asprezza, bens con l'Onorevole Compagnia delle Indie orientali, di cui indossa l'uniforme, perch su queste casse  chiaramente visibile il sigillo della fabbrica della Compagnia.
A quelle parole il capitano s'incup e le sue mani mossero verso l'elsa della spada.
Non faccia il furbo con me, signore grugn. Lei insulta la mia uniforme e io non intendo tollerarlo.
Ho detto la pura e semplice verit.
In tal caso, qui abbiamo per lei un'altra verit. Meglio che si tolga di torno, lei e il suo carico. E lasci che le dica, signore, che se mi giungesse all'orecchio che spaccia la sua mercanzia ai miei sepoy, mi occuper io stesso di buttare a mare il suo carico. Si consideri avvisato.
Zachary non ci vedeva pi dalla rabbia. Dimentico della spada del capitano, mosse verso di lui serrando i pugni, ma solo per accorgersi che qualcuno lo aveva afferrato per un gomito e lo tratteneva.
Reid! Stringi il vento!
Al suo fianco era comparso Mr Doughty. Non facciamone un goll-maul. Questi giovanotti in divisa avrebbero comunque la meglio. Troveremo una soluzione, non preoccuparti. Gi nell'interponte c' una piccola comoda cumra, giusta giusta per te. Adesso vieni, andiamo a rinfrescare la cubia.
Dopo un attimo di esitazione, Zachary si lasci portare via, ma non smise di protestare: Cos non va, Doughty, mi avevano garantito che avrei avuto quella cabina!
Voltandosi, Zachary vide che i tre ufficiali assistevano alla sua ritirata con un sorriso di scherno. Le loro voci lo seguirono mentre veniva trascinato via:
...piccolo galletto fortunato, se la cava senza nemmeno un calcio in culo...
...un minuto in pi e si ritrovava smascellato...
...se c' uno che ha bisogno di un pugno nel frontespizio  quella mammoletta...
Zachary non pot far altro che digrignare i denti.
Quando la Hind prese il mare verso Singapore, la preoccupazione di Shireen alla prospettiva di incontrare il figlio sconosciuto di suo marito and aumentando.
Parlatemi di Freddie, Zadig Bey. Probabilmente siete la persona che lo conosce meglio. Com'era da bambino?
Zadig prese a stropicciarsi il mento. Da bambino, disse, Freddie era di buon carattere, fiducioso, un po' pasticcione; fosse stato per lui si sarebbe probabilmente accontentato di imparare il mestiere di barcaiolo o di pescatore, com'era consuetudine per i figli della gente delle barche di Canton. Ma Bahram non voleva saperne. Nutriva molte ambizioni per suo figlio, voleva che fosse educato in modo da poter stare tra gentiluomini di ogni sorta: europei, cinesi e indostani. Voleva che fosse in grado di citare poesie, e che eccellesse in sport nobili come la scherma, la boxe e l'equitazione. Aveva assunto dei precettori perch gli insegnassero l'inglese, il cinese classico, e molte altre cose; faccenda tutt'altro che semplice, dal momento che in Cina vigono leggi ferree su chi pu imparare cosa e da chi. Ma con l'aiuto del suo comprador, Bahram riusc ad assicurare al ragazzo una buona istruzione, anche se Freddie non era molto portato per gli studi.
Le intenzioni di Bahram erano senza dubbio buone, continu Zadig, ma non avevano reso la vita facile al ragazzo. I coetanei di Freddie naturalmente sapevano che suo padre era un achha, come sapevano che era un ricco mercante della variet zucchetto bianco (cos venivano chiamati i parsi a Canton). Ci complicava le cose per Freddie, e il fatto che avesse dei precettori, e spesso ricevesse regali costosi, le complicava ulteriormente. A volte si sentiva molto solo, e addirittura parlava di fuggire in India. Sognava di conoscere le sorellastre e la matrigna, e avrebbe dato qualsiasi cosa per vivere a Bombay con quella ricca famiglia; essendo cresciuto in una barca-cucina della citt galleggiante di Canton, l'idea di una grande dimora, con domestici e cocchieri, era senza dubbio terribilmente attraente.
Ma su questo Bahram era stato inflessibile: per quanto benevolo fosse con Freddie, mise in chiaro che non lo avrebbe mai portato in India, per nessuna ragione. Era convinto che, se si fosse saputo dell'esistenza del ragazzo, sarebbe scoppiato uno scandalo spaventoso, e lui ne sarebbe uscito distrutto come padre, marito e uomo d'affari.
Pertanto Freddie non aveva avuto altra scelta che adattarsi a Canton, il che significava cercare la compagnia di ragazzi simili a lui: i figli mezzo cinesi di marinai, mercanti e altri stranieri. A un certo punto aveva lasciato la barca-cucina di sua madre Chi-mei e si era trasferito altrove. Di tanto in tanto andava a trovarla ma, quando lei gli chiedeva che lavoro facesse, dava risposte evasive. Ci l'aveva indotta a credere che si fosse unito a una delle tante bande e confraternite criminali del fronte del porto.
L'ultima volta che si erano incontrati, Chi-mei aveva confidato a Zadig di temere per la vita del figlio.
Poco tempo dopo Freddie era sparito. Durante una successiva visita a Canton, Zadig aveva saputo che all'incirca nello stesso periodo Chi-mei era stata assassinata, nel corso di quella che sembrava una rapina. Bahram in quel momento era a Bombay, e Zadig gli aveva scritto per informarlo della morte di Chi-mei e della scomparsa di Freddie.
Dopo di allora, per molto tempo, non se n'era pi avuta notizia. Sia Bahram sia Zadig cominciavano a pensare che fosse morto... e invece era ricomparso, a Singapore.
All'epoca Bahram era diretto a Canton, in quello che sarebbe stato il suo ultimo viaggio. Casualmente anche Zadig si trovava a Singapore e, poich avevano la stessa meta, Bahram gli aveva offerto una cuccetta sulla sua nave.
Un giorno, mentre Zadig era sull'Anahita, Vico era sceso a terra per comprare dei vestiti in un mercato settimanale nei dintorni della citt, e l, inaspettatamente, si era imbattuto in Freddie. Era con un amico, un bengalese, ovvero quell'Anil Kumar Munshi che sarebbe poi diventato il segretario di Bahram.
Bahram, pieno di gioia per essersi ricongiunto al figlio, aveva invitato Freddie a bordo, insieme al suo amico. Avevano passato parecchi giorni felici sulla nave. Freddie sembrava un uomo diverso, pi maturo e comprensivo nei confronti del padre. Ma riguardo a se stesso restava reticente: se gli si chiedeva dei suoi ultimi anni si limitava a dire che aveva viaggiato per le Indie orientali.
Quando, concluse le riparazioni dell'Anahita, era venuto il momento di lasciare Singapore, Bahram gli aveva proposto di accompagnarlo a Canton. Ma Freddie aveva rifiutato, dicendo che preferiva raggiungere la sorellastra a Malacca.
Fu l'ultima volta che mio marito lo vide?
S, bibiji. Ed  stata anche l'ultima volta che l'ho visto io, pi di un anno e mezzo fa.
E pensate di riuscire a ritrovarlo, dopo tanto tempo, a Singapore?
S, bibiji. Se  l, credo che riuscir a rintracciarlo.
In sostituzione della sua cabina, a Zachary venne assegnato un cubicolo nell'interponte: gi sgabuzzino dei velai, era schiacciato fra il castello, dove alloggiavano i lascari, e la vasta cumra ora occupata dai civili al seguito. Il cubicolo era privo di finestre, e cos angusto che a stento conteneva l'unica amaca che vi era appesa. A una prima occhiata pareva impossibile che potessero starci un uomo, un ragazzo, e anche cinque casse d'oppio. Ma alla fine, accorciando le corde dell'amaca finch fu quasi piatta contro il soffitto, Zachary riusc a farci entrare tutto: sistem le casse e il suo baule sotto l'amaca e ne fece un giaciglio di fortuna per Raju.
Il ragazzo non protest, e anzi sembrava che gli piacesse dormire sulle casse, dove restava disteso per ore, con un orecchio appiccicato alla paratia che separava il cubicolo dalla cumra adiacente.
La paratia non era che un sottile divisorio fatto con poche assi di legno inchiodate alla meno peggio. Quando la nave beccheggiava o rollava, tra le assi si aprivano degli spiragli che consentivano di guardare nella cumra; a volte poi le assi si staccavano del tutto e nel divisorio si creavano delle fessure. Sbirciando attraverso quelle aperture, Raju vide che proprio l era stata alloggiata una squadra di pifferai e tamburini, perlopi suoi coetanei.
I banjee-boy erano una combriccola molto vivace; per Raju perfino i loro litigi erano interessanti, non ultimo per come parlavano. Che imprecazioni come figlio di puttana, bastardo, stronzo e chootiya potessero essere usate con tanta facilit e cos spesso fu una rivelazione; n Raju avrebbe mai immaginato che una modesta sillaba come ya potesse essere usata in cos tanti modi e con tale eloquenza.
A volte, quando la nave rollava, il divisorio fra il cubicolo e la cumra arrivava a staccarsi dal fasciame del ponte, lasciando passare piccoli oggetti. Una sera, mentre era solo nello sgabuzzino, Raju not un lucente piffero color argento che era rotolato fin l e si era infilato sotto il baule di Zachary, in una posizione in cui rischiava di essere schiacciato.
Raju si affrett a mettere in salvo lo strumento e un attimo dopo dall'altra parte della paratia si ud un improvviso trambusto. Poggiando l'orecchio su una fessura, cap che qualcuno stava affannosamente cercando il flauto che lui stringeva tra le mani.
Come far sapere a quel ragazzo che lo strumento era al sicuro? Gli venne un'idea: aveva preso lezioni di musica e aveva una certa familiarit col flauto, dolce e traverso. Se lo port alle labbra e suon alcune note.
Il risultato fu esattamente quello che aveva sperato. Ci fu un silenzio seguito da una domanda a bassa voce:  un piffero?
S, disse Raju.  rotolato fin qui.
Un altro silenzio e poi una proposta: Possiamo vederci fuori?
Raju usc nello stretto corridoio a lato del cubicolo. Poco dopo vide arrivare di corsa un ragazzo col naso all'ins e i capelli castani.
Il corridoio era illuminato da un'unica, incerta lampada. Nella luce fioca, Raju vide che il pifferaio non era molto pi alto di lui, anche se sembrava parecchio pi grande per via dell'uniforme con le spalline decorate.
Il pifferaio prese con gratitudine il suo flauto e tese la mano. Tera naam kya hai yaar? Come ti chiami?
Raju. Aur tera?
Dicky.
Indicando il compartimento dei civili al seguito, il pifferaio aggiunse: Ora devo esercitarmi, ma possiamo parlare domani.
Il giorno seguente, dopo uno scambio di parole sul ponte, continuarono la conversazione sottocoperta, sussurrando attraverso le fessure della paratia.
Raju si meravigli nell'apprendere che i banjee-boy andavano realmente in battaglia coi sepoy. Avevano un compito vitale, gli disse Dicky: i tamburini scandivano il ritmo della marcia, e i pifferai zufolavano i segnali delle manovre. Senza di loro i sepoy non avrebbero saputo quando convertirsi da colonna a schiera; n sarebbero riusciti a formare uno scaglione d'attacco. L'apice degli strumenti dei pifferai era cos alto che sovrastava il frastuono della battaglia.
Ancora pi stupefacente fu scoprire che Dicky aveva partecipato di persona ad alcune battaglie. Non che se ne gloriasse: Combattevamo contro dei maledetti pindari. Degli stronzi che se la davano a gambe dopo la prima raffica. Predoni bastardi, ya, tutti barba e niente palle.
Da quel momento, quando era solo nello sgabuzzino, spesso Raju conversava con Dicky attraverso le fessure, e ben presto impar a parlare esattamente come il suo nuovo amico.
Era affascinato dai suoi racconti. La vita di pifferai e tamburini gli sembrava fantastica; quasi non riusciva a credere che ragazzi della sua stessa et avessero avuto esperienze cos eccitanti. Al confronto la sua esistenza gli sembrava di una banalit imbarazzante, e si stupiva del profondo interesse di Dicky per i pi noiosi dettagli del suo passato. Era andato a scuola? Aveva una madre? Un padre? Mangiava in una mensa, o sua madre cucinava per lui? Dove aveva imparato l'inglese?
Talvolta Raju abbassava la guardia e rivelava qualcosa in pi di quanto avrebbe voluto, per esempio quando si fece prestare il piffero di Dicky e suon un motivetto.
Dove hai imparato a suonare cos, ya?
Ho preso lezioni di musica, no? Flauto dolce.
Dicky strabuzz gli occhi. Arr ya! Che razza di khidmutgar sei, che prendi lezioni di musica e tutto? Dovendo pensare qualcosa alla svelta per togliersi d'impiccio, Raju s'invent di essere stato al servizio di un direttore di banda.
Quando uno dei pifferai si ammal, Dicky sugger al mazziere di lasciare che Raju lo sostituisse per qualche giorno. Il mazziere era un uomo basso, irsuto, con un'espressione perennemente imbronciata; a sua insaputa, i ragazzi l'avevano ribattezzato Bobbery-Bob per le esclamazioni e le oscenit che fluivano ininterrottamente dalla sua bocca.
A Raju fu concessa un'audizione, e fu deluso nell'apprendere che Bobbery-Bob aveva detto che suonava come se cagasse a squacchere. Ma di fronte alla sua faccia mortificata Dicky scoppi a ridere e gli spieg che era un prezioso complimento: Significa che le tue note fluivano lisce lisce, minchione. Sei quasi uno di noi, ya!
Di fronte allo spettacolo che accolse la Hind quando entr nella rada di fronte a Singapore, Kesri si stup quanto i sepoy pi giovani. C'erano ancorate sei navi da guerra, fra cui un maestoso vascello a tre ponti.
Le imbarcazioni per il trasporto delle truppe e dei rifornimenti, ormeggiate poco lontano, erano almeno dodici, coi ponti brulicanti di sepoy e soldati con le giubbe rosse. La Hind gett l'ancora accanto alla nave su cui era imbarcata l'altra compagnia dei Bengal Volunteers, la loro unit gemella, e i sepoy si ammassarono sul ponte per scambiarsi saluti a gran voce.
Guardandosi intorno, Kesri vide che il reggimento dei Royal Irish era gi arrivato, e anche il 49o e l'ala sinistra dei cameroniani. Mancava solo il 37o della Madras Native Infantry.
Pi tardi il capitano Mee convoc Kesri sul cassero per il rapporto quotidiano sulla situazione sottocoperta. Se la sbrigarono in fretta, dopodich il capitano mostr le navi da guerra a Kesri snocciolandone i nomi a uno a uno: quella laggi era la Cruiser, da diciotto cannoni; quell'altra la Algerine, da dieci cannoni; accanto c'erano le due fregate da ventotto cannoni, la Conway e la Alligator; mentre l'imponente veliero che torreggiava su tutte era la Wellesley, un vascello di linea equipaggiato con non meno di settantaquattro bocche da fuoco.
La Wellesley era il veliero pi alto su cui Kesri avesse mai posato gli occhi. Diede per scontato che fosse, se non la pi potente in assoluto, di sicuro una delle navi pi potenti della marina britannica. Ma il capitano Mee gli spieg che la Wellesley era un vascello di medie dimensioni, classificato di terza classe. Ci valeva anche per la flotta nel suo complesso, aggiunse: sebbene consistente per una missione in Asia, era piccola per gli standard degli inglesi, che spesso radunavano armate di cinquanta o pi navi.
Kesri ne fu impressionato ma anche rassicurato. Dal tono del capitano appariva chiaro che gli inglesi non consideravano quell'impresa molto azzardata, e che non dubitavano di raggiungere i propri obiettivi. Il che a lui stava benissimo. L'eroismo non gli interessava: di cicatrici da esibire ne aveva fin troppe; adesso la sua unica preoccupazione era riportare gli uomini sani e salvi ai loro villaggi.
Pi tardi Mee e gli ufficiali subalterni si allontanarono su una lancia per partecipare a una riunione a bordo della Wellesley. Quando tornarono, parecchie ore dopo, il capitano convoc Kesri nella propria cabina per aggiornarlo.
C'erano stati importanti cambiamenti nella catena di comando, gli spieg. A quanto pareva l'ammiraglio Frederick Maitland era ammalato, ed era stato rimpiazzato dal contrammiraglio George Elliot, guarda caso cugino del plenipotenziario britannico in Cina, il capitano Charles Elliot.
Al momento, il contrammiraglio Elliot era in viaggio da Cape Town, e si sarebbe unito alla spedizione solo in un secondo tempo; fino ad allora il comando sarebbe toccato al commodoro Sir Gordon Bremer, mentre la responsabilit degli aspetti operativi sarebbe ricaduta sul colonnello Burrell. Quest'ultimo aveva gi preso alcune decisioni importanti riguardo alla permanenza delle truppe a Singapore, e una era che i soldati e i sepoy sarebbero rimasti a bordo delle rispettive navi per l'intera durata della sosta.
Kesri, che aveva sperato di trascorrere qualche giorno sulla terraferma, fu deluso da quella notizia. Perch, signore?
Singapore  una piccola colonia, havildar, fondata meno di vent'anni fa rispose Mee. Costruire un campo in grado di ospitarci tutti sarebbe assai arduo, perch sull'isola le foreste sono molto fitte. E poi ci sono le tigri... Proprio questa settimana due uomini sono stati uccisi ai margini dell'abitato.
Quindi quanto ci fermeremo, signore?
Chi lo sa? Manca ancora pi di un terzo delle truppe. Almeno un paio di settimane.
Ci sar la libera uscita? Sar permesso scendere a terra?
Il capitano gli lanci un'occhiata. Non servirebbe a nulla, havildar sorrise beffardo. Se pensavi di farti una baldracca, toglitelo pure dalla testa. A Singapore le donne sono pi rare dei diamanti. I postriboli sono pieni di travestiti, perci con ogni probabilit finiresti con un culattone. E se non ti va di entrare dal retro, l'unico diversivo  fumarsi le zolle nere.
Ma cosa faranno gli uomini, signore, per due settimane?
Il capitano rise. Esercitazioni, havildar, esercitazioni! Prove d'arrembaggio, prove d'attacco, baionette, razzi. Non preoccuparti... avranno il loro daffare.
Quando Shireen apprese il nome dell'imponente fregata con settantaquattro bocche da fuoco, esclam: La Wellesley! Ma io la conosco, quella nave,  stata costruita a Bombay dai nostri amici Wadia. Ero presente al varo. L'hanno chiamata cos in onore di Sir Arthur Wellesley.
Il duca di Wellington? chiese Zadig.
S rispose Shireen. E vi dir che una volta l'ho anche visto. Poco dopo la vittoria nella battaglia di Assaye. Fu festeggiato a Bombay e i Wadia organizzarono un grandioso burra-khana in suo onore a Tarala, la loro residenza di Mazagon, e noi fummo invitati. Permisero alle ragazze e alle donne di affacciarsi a una jharoka al piano di sopra. Sir Arthur era l'uomo pi altero che avessi mai visto.
Zadig scoppi a ridere. Per essere una donna che ha passato gran parte della sua vita in purdah, avete visto molto, bibiji!
Rise anche lei, ma pi per nervosismo che per allegria. Zadig intu cosa le passava per la mente. Siete preoccupata per Freddie, vero, bibiji?
Shireen annu mordendosi il labbro. Proprio cos, Zadig Bey. Non posso fare a meno di pensare a lui.
Vi andrebbe di venire con me, domani, quando andr a cercarlo?
Quella proposta gett Shireen nel panico. La prospettiva di incontrare il figlio del defunto marito in un luogo estraneo, senza preparazione, la turbava profondamente. No, Zadig Bey rispose. Non cos. Dovete darmi tempo, e consigli, affinch io sia pronta.
D'accordo, bibiji, come preferite.
Il mattino dopo, quando per Zadig venne l'ora di scendere a terra, Shireen era sul ponte per salutarlo. Per il resto della mattinata, lei e Rosa fecero a turno per avvistarne il ritorno.
Verso mezzogiorno ci fu un bussare eccitato alla porta della cabina.
Bibiji! disse Rosa, mettendo dentro la testa. Zadig Bey  tornato, ti aspetta sul cassero.
Shireen corse fuori e trov Zadig seduto su una panca, al riparo del tendone teso a coprire il ponte. Lui si alz in piedi con un sorriso.
Buone notizie, bibiji! Ho trovato Freddie!
Dove, Zadig Bey? Raccontatemi tutto.
 stato molto facile. Mi ha riconosciuto lui mentre percorrevo Boat Quay.  corso a salutarmi, ed  stata una fortuna, perch se l'avessi visto nella folla non l'avrei riconosciuto.
Perch mai?
 completamente cambiato, bibiji, da molti punti di vista, perfino il suo modo di parlare inglese  diverso. E anche l'aspetto:  magrissimo e si  fatto crescere la barba. Onestamente, non ha una bella aria.
Perch dite cos?
C' una cosa che non vi ho detto, bibiji rispose Zadig schiarendosi la voce.
Cio?
Dovete sapere che Freddie  un fumatore d'oppio. In questo non c' niente di strano, perch in Cina molta gente di tanto in tanto lo fuma. Ma Freddie con l'oppio ha avuto seri problemi. Pensavo che avesse smesso, ma credo abbia ricominciato.  stato un periodo molto duro per lui, dopo la morte di Bahram-bhai.
Solo allora Shireen si rese conto che la morte del marito, che aveva cos pesantemente modificato la sua vita, poteva avere avuto analoghe ripercussioni anche sul figlio.
Pensate che senta la mancanza di suo padre?
Credo di s. Anche se i loro rapporti non sono mai stati facili, Bahram-bhai era come una grande roccia contro la quale Freddie poteva scagliarsi, ma dove poteva anche trovare riparo. Adesso che il padre  morto, e anche la madre,  veramente solo.  stato un colpo tremendo per lui, soprattutto perch non  stato presente alla fine n dell'uno n dell'altra. Vedete, dentro di s Freddie  molto cinese, e gli pesa non aver potuto accompagnare l'anima di suo padre. Si direbbe che sia ossessionato da... Zadig alz il capo al cielo come se stesse cercando una parola ...da visioni.
Visioni? Shireen rabbrivid. Quali visioni? Non capisco, Zadig Bey. Spiegatemi, vi prego.
Non so come dirvelo, bibiji, ma Freddie mi ha raccontato che gli capita di udire la voce di Bahram-bhai e di percepirne la presenza. Di fatto  questo che lo ha spinto a lasciare Malacca per tornare a Singapore. Mi ha detto che sapeva che sarei venuto... e che mi stava aspettando.
Gli avevate scritto?
No, bibiji, non so come abbia saputo che arrivavo.  molto strano, possiamo chiederglielo domani, quando verr a trovarci.
Domani? esclam Shireen. Cos presto?
S ribatt lui con tono deciso. Sar qui domattina. Naturalmente non siete obbligata a vederlo, se non lo desiderate.
Shireen pass una notte insonne, e la mattina, quando vide Zadig sul cassero, non riusc a nascondere la sua incertezza. Zadig Bey, non so se  opportuno che io conosca Freddie. Non so cosa di buono ne possa venire. Comincio a pensare che sia stato uno sbaglio. Non avrei dovuto mettermi a cercare il ragazzo solo per assecondare la mia curiosit.
Zadig scosse il capo. No, bibiji, non  per questo che avete deciso di cercarlo,  perch soltanto voi potete restituire la serenit a quel ragazzo. Solo voi potete convincerlo che ha un posto nel mondo di suo padre. Ben poche donne avrebbero il coraggio di fare ci che voi vi apprestate a fare, bibiji. Non dovete tentennare proprio ora.
Sono cos spaventata, Zadig Bey!
Non siete costretta a farlo, bibiji. Potete decidere sul momento, io non gli dir nulla finch non avr un vostro cenno.
Cos stabilirono che Shireen li avrebbe osservati a distanza mentre Zadig dava a Freddie il benvenuto a bordo.
Quando la bettolina di Freddie accost, Zadig scese sul ponte di coperta mentre Shireen restava in disparte sul cassero. Al riparo della balaustra, col viso celato da uno scialle, osserv Freddie che saliva a bordo della Hind.
Snello e di media altezza, indossava logori abiti europei: un vestito di lino stropicciato e un cappello a tesa larga. L'angolazione del sole le impediva di distinguerne il volto, all'ombra del cappello. Poi per, mentre Zadig lo guidava attraverso il ponte, incapparono in Zachary. Zadig aveva familiarizzato con lui durante il viaggio, e ora si ferm a fare le presentazioni: Mr Reid, questo  il mio figlioccio, Mr Freddie Lee.
Felice di conoscerla, Mr Lee. Shireen ud le parole di Zachary mentre tendeva la mano.
Anch'io, Mr Reid rispose Freddie, mentre con un certo nervosismo si toglieva il cappello e se lo poggiava sul petto.
Solo a quel punto Shireen riusc finalmente a vederne la faccia: era di una magrezza scheletrica, con guance scavate, occhi infossati e la barba mal tenuta, ma nulla di tutto ci la sorprese. Ci che la stup furono i suoi modi, cos cinesi, al punto che a un primo sguardo sembrava impossibile che fosse figlio di Bahram.
Tuttavia, osservandolo dall'alto, a poco a poco modific la sua prima impressione. Pi lo scrutava pi vedeva l'eco dei tratti del padre: le sopracciglia scure e marcate, le labbra piene, e soprattutto il naso sottile con una leggera gobba. Poi Freddie sorrise, dicendo: Non siete mai stato a Singapore, vero, Mr Reid? Sarei lieto di mostrarvela, lah! E per un attimo a Shireen parve di vedere un'antica versione di Bahram stesso, e si chiese come poteva aver dubitato che fosse figlio di suo marito.
Quando Zadig sbirci nella sua direzione, gli fece un cenno col capo e si precipit nella sala passeggeri.
Per fortuna era deserta, cos si accomod su un divano di fronte alla porta e scost il velo che le celava il viso.
Freddie precedette Zadig dentro la sala e, quando la vide, stup Shireen rivolgendole un sorriso, come a dire che la riconosceva e sapeva chi era.
Freddie disse Zadig. Voglio presentarti...
Freddie lo interruppe: Non c' bisogno, lah. Lo so chi .
Facendosi coraggio, Shireen picchiett il posto accanto a lei sul divano.
Prego... accomodati.
Quando si fu seduto, ne pronunci timidamente il nome: Freddie. Quindi gli tese la mano. Se lui avesse fatto lo stesso, probabilmente gliel'avrebbe stretta, ma lui non lo fece, cos la mano di Shireen ondeggi verso la sua faccia e con la punta delle dita gli sfior le sopracciglia, il naso e il mento, e d'un tratto fu come se Bahram fosse tornato in vita e sedesse accanto a lei. Le si riempirono gli occhi di lacrime, e lo tir a s. Freddie abbandon la fronte sulla sua spalla. Anche lui stava singhiozzando.
Quando lo guard di nuovo aveva gli occhi rossi e c'era in essi qualcosa di feroce, come se la cortina dell'et adulta fosse stata aperta rivelando il pozzo profondo della sua sofferenza infantile.
 tanto che vi aspettavo disse, quasi con tono d'accusa. Mi chiedevo quando sareste venuta.
Ma come sapevi che sarei venuta?
Sorrise. Perch mio padre lo dice. Dice sempre che venivate prima del mese dei fantasmi affamati.
A quel punto, vedendo che Shireen era impallidita, Zadig fece segno a Freddie di tacere. Ma lei lo sollecit: Continua, per favore. Cos'altro dice tuo padre?
Freddie lasci passare alcuni istanti, poi concluse: Dice che devo venire con voi. Devo bruciare l'offerta votiva per lui e per mia madre, sulla sua tomba a Hong Kong.
Vedendo per la prima volta Singapore, Zachary ne fu deluso: a distanza l'insediamento sembrava un semplice spiazzo disboscato nella giungla. E non migliorava granch a un'indagine pi ravvicinata: Boat Quay, dov'era sbarcato dalla bettolina che l'aveva portato fin l dalla Hind, era un marasma fangoso, e per raggiungere la riva dovette inerpicarsi su un malfermo pontile di bamb.
Tuttavia, sebbene somigliasse pi a un villaggio di pescatori che a una citt, Singapore non aveva nulla di sonnolento. Scendendo dal pontile, Zachary fu travolto dalla folla e trascinato in un ampio crocicchio che portava il nome di Commercial Square. Vi si affacciavano taverne, magazzini di forniture navali, botteghe, agenzie d'intermediazione, barbieri e altro ancora.
Scorgendo un'insegna con scritto tiffin, Zachary entr e ordin t e polpette di montone. Mentre aspettava di essere servito raccolse un giornale lasciato da un altro avventore. Si chiamava Singapore Chronicle, e i suoi occhi corsero a una colonna che esordiva cos: In alcuni quartieri di questa citt, il prezzo al dettaglio di una cassa del miglior oppio bengalese  arrivato a ottocentocinquanta dollari spagnoli.
Si appoggi allo schienale, stupefatto. Aveva pensato che le sue casse, se era fortunato, avrebbero raggiunto i settecento dollari l'una. Quella era una manna dal cielo!
Divorate le polpette e ingurgitato il t, usc alla luce del sole e guard la piazza con altri occhi. Com'era possibile che in un posto cos sgangherato si pagassero prezzi cos alti? Davvero incredibile.
Un tocco sul gomito lo svegli dalle sue fantasticherie.
Buongiorno, Mr Reid!
Girandosi di scatto, Zachary si trov faccia a faccia con l'uomo che aveva incontrato il giorno prima sul ponte della Hind. Indossava lo stesso leggero abito di lino, e sul momento non riusc a ricordarne il nome.
Freddie Lee disse l'uomo tendendogli la mano.
Salve, Mr Lee! Zachary gliela strinse. Piacevole sorpresa trovarla qui.
Perch sorpresa? disse Freddie burbero. Singapore  un posto piccolo. Gi visto la citt?
No.  la prima volta che scendo a terra.
Venga, le faccio fare un giro. Posto piccolo, non ci vorr molto.
Zachary ebbe un'istintiva esitazione, ma Freddie aggiunse: Non si preoccupi, lah, presto saremo compagni di viaggio, io e lei.
Davvero? Viagger sulla Hind?
S. Il mio padrino, Mr Karabedian, mi ha invitato a condividere la sua cabina. Verr in Cina con tutti voi.
Zachary, rassicurato, accett: D'accordo allora, Mr Lee, diamo un'occhiata in giro.
Lo segu lungo una strada e poi un'altra, osservando ci che via via gli veniva indicato: quel palazzo era il London Hotel, aperto di recente da Monsieur Gaston Dutronquoy, quello era il portico della chiesa di St Andrew, e laggi c'era la residenza del governatore.
Si guardi intorno, Mr Reid disse Freddie. Guardi questa citt, lah, Singapore, e tutti i bei palazzi nuovi. Guardi le navi nel porto. Lo sa perch vengono? Perch  un porto franco. Non si pagano n dazi n tasse. Dunque da dove prende i soldi questa citt?
Me lo dica lei, Mr Lee.
Ovviamente dall'oppio, che  monopolio del governo britannico. L'oppio paga per ogni cosa: albergo, chiesa, residenza del governatore. Tutto costruito sull'oppio.
Le strade si facevano sempre pi strette e polverose, e Zachary aveva l'impressione che la parte europea della citt fosse ormai alle loro spalle. Poi raggiunsero una strada che era poco pi di un viottolo sterrato. Serpeggiava su per una collina, segnata dai solchi profondi dei carri, tra due schiere ininterrotte di baracche e capanne. C'era parecchia gente in giro, ma erano tutti indiani o cinesi, e nessuno d'aspetto troppo rispettabile.
Zachary, con un moto d'apprensione, rallent il passo. Grazie, Mr Lee, ma si sta facendo tardi. Credo sia meglio che torni alla mia nave.
Invece di rispondere, Freddie fece un cenno del capo che sembrava un segnale a qualcuno dietro di loro. Girandosi, Zachary not due uomini corpulenti che li seguivano. Anche loro avevano rallentato.
Si rese conto di essersi lasciato condurre in una trappola e si ferm di botto. Stia a sentire, Mr Lee disse. Non so a che gioco sta giocando, ma sappia che non ho con me niente di valore.
Freddie sorrise. Perch mi insulta? Non voglio il suo denaro, Mr Reid.
E cosa vuole?
Voglio che faccia visita al mio amico. Indic una porta pochi metri pi avanti.
Perch?
Il mio amico vuole vederla, tutto qui rispose laconico.
Avevano raggiunto la porta. Freddie la tenne aperta e lo invit a farsi avanti. Prego, Mr Reid.
La stanza in cui entrarono era cos poco illuminata che per un istante Zachary non riusc a vedere nulla. Mentre sbatteva le palpebre fermo sulla soglia, percepiva un odore acre, nauseante: l'odore dolciastro, oleoso, del fumo di oppio. Quando i suoi occhi si furono adattati alla penombra, vide che si trovava in una stanza vasta e cavernosa, con vari canap lungo le pareti. Le finestre erano sbarrate e la poca luce filtrava dalle fessure tra le tegole del tetto.
In un angolo, un recipiente pieno d'oppio grezzo gorgogliava su un cerchio di carboni ardenti. Due ragazzi si occupavano del fuoco, uno alimentandolo e l'altro attizzando le fiamme. Quando Zachary e Freddie entrarono, uno dei due si affrett a togliere loro le scarpe. Il pavimento di terra battuta era freddo sotto i piedi nudi.
Venga, Mr Reid. Freddie lo guid verso il fondo della stanza, dove due canap alti circa un metro erano sistemati intorno a un tavolino ottagonale col piano di marmo.
Mentre si allungava su uno dei giacigli, Freddie indic a Zachary di stendersi sull'altro. Prego, si metta comodo, Mr Reid.
Zachary sedette rigido.
T, eh, Mr Reid?
Comparve un ragazzo con un vassoio, ma Zachary era cos a disagio che lo ignor.
Freddie sollev una tazza e gliela porse: Prego, Mr Reid.  solo t, lah. Mi permetta di accoglierla come si deve. Due anni fa non pensavo che ci saremmo rivisti cos.
Ci volle un momento perch quelle parole facessero presa, e quando accadde Zachary quasi lasci cadere la tazza. Che diavolo intende dire, due anni fa?
Mr Reid, ancora non capisce chi sono?
La luce era cos fioca che Zachary pi che vedere ud il suo sorriso.
Non so dove vuole arrivare, Mr Lee disse pacato. A quanto mi risulta, ci siamo conosciuti ieri, sul ponte della Hind.
No, no, Mr Reid. Su un'altra nave ci siamo conosciuti, molto tempo fa. Forse l'aiuta a ricordare se la chiamo Malum Zikri?
Zachary sedeva dritto come un fuso protendendosi per vedere nell'oscurit. Non so di cosa diavolo sta parlando, Mr Lee.
Se ci provasse ricorderebbe, Malum Zikri. Freddie rise. La Ibis. Si ricorda Mr Crowle, lah? La cabina del primo ufficiale? Ricorda la sua lama? Cerca di fare qualcosa... magari pugnalarla, magari peggio? Ma succede qualcosa, ricorda? Entra qualcuno, lah!
All'improvviso, con la nitidezza di un incubo, i ricordi si riversarono su Zachary: era di nuovo sulla Ibis, nella cabina del primo ufficiale, e cercava di reggersi in piedi tra le paratie beccheggianti. Mr Crowle lo sovrastava, con in mano un foglio strappato dall'elenco dei membri dell'equipaggio. Ascolta, Reid, per me non significa niente, se sei mulatto o meno... Sei quello che sei, per me non fa differenza. Anzi, direi che questo ci rende compari... L'unica cosa che devi fare  attraversare la cabina di poppa di tanto in tanto... Poi il balenio di una lama e un ghigno: Credi a me, Damerino, non sei abbastanza negro per lasciare Jack Crowle col cazzo in mano.
Ora ricorda, Malum Zikri?
Freddie si alz per accendere una lampada e se l'accost alla faccia. Adesso lo vede chi sono, lah?
Non fu tanto la faccia quanto il modo in cui si muoveva - rapido, efficiente, preciso - a confermare a Zachary che Freddie era proprio il galeotto della Ibis. Era apparso esattamente cos quella notte, nel boccaporto, armato di un palanchino aguzzo, deciso a saldare i conti con Mr Crowle. E una volta fatto era svanito, come un'ombra. L'ultima immagine che Zachary aveva di lui era sulla lancia della Ibis, con gli altri quattro fuggitivi: si allontanavano mentre la burrasca ululava intorno a loro.
Si premette le nocche sugli occhi tentando di cancellare quell'immagine e nel contempo di aggrapparsi a ci che sapeva essere vero: che i fuggiaschi erano morti poco dopo che li aveva visti quell'ultima volta. Era impossibile per un'imbarcazione come la lancia sopravvivere a una tempesta di tale violenza, e poi, non aveva visto coi suoi occhi la prova che erano annegati? La barca capovolta, con lo scafo sfondato?
Temette che i fumi dell'oppio gorgogliante gli avessero alterato la mente; tutto gli sembrava misterioso, allucinatorio, alieno. Tese una mano verso il suo accompagnatore, come per accertarsi che fosse una persona reale, non uno spettro.
La sagoma sul canap non si mosse. Sono proprio io, Mr Reid, non un fantasma.
Zachary si abbandon contro il poggiatesta. Cosa voleva da lui quel galeotto evaso? Perch mai gli aveva rivelato la propria identit? Senza dubbio sapeva che avrebbe dovuto denunciarlo alle autorit, e se lo sapeva non l'avrebbe certo lasciato uscire vivo da quella tana. Dopotutto era un assassino.
I suoi occhi corsero alla porta. Niente di rassicurante neppure l: i due uomini che li avevano seguiti montavano la guardia.
Freddie sembrava aver intuito ci che gli passava per la mente.
Stia a sentire, Mr Reid. Mica pensa di andarsene da qui adesso, eh? Ha bisogno di tempo per riflettere, o pu fare un brutto errore. Poniamo che va alla polizia e dice: Sentite un po', ho trovato un detenuto fuggito dalla Ibis. Dopo cosa succede, eh? Come fa a provarlo? Non c' niente che mi leghi alla Ibis. Non pu provare niente di niente, e anche se potesse, cosa capita allora, eh? Io dico loro che ci ha aiutati lei a scappare. Io dico loro che lei stesso ha ucciso Crowle. Perch cercava di farle qualcosa, lah.
Zachary si strinse nelle spalle. Nessuno le crederebbe,  la sua parola contro quella di un sahib.
Freddie socchiuse gli occhi. Magari dico pure che Malum Zikri non  cos bianco come sembra. Cosa succede allora, eh? Magari un grande guaio fra i sahib?
Zachary ammutol. Intrecciando le dita, cerc di darsi una calmata. Mi dica una cosa, Mr Lee, cos' che vuole da me? Perch mi ha portato qui?
L'ho gi detto! Un amico vuole incontrarla. Parlare con lei. Forse fare piccolo affare, eh?
Allora dov' il suo amico?
Non lontano. Freddie fece segno a uno dei ragazzi, che corse all'altro capo della stanza. Un attimo dopo, una porta si apr dinanzi a un uomo in abiti cinesi: veste lunga e zucchetto.
Il volto era magro e corroso dalla pioggia e dal vento, gli occhi nascosti tra le pieghe della pelle cotta e rinsecchita dal sole, la bocca incorniciata da mustacchi radi e cadenti, i denti macchiati di rosso dal betel.
Chin-chin, Malum Zikri!
Stavolta Zachary non ebbe incertezze. Serang Ali? Sei tu?
S, Malum Zikri. Sono io, Serang Ali.
Per la barba veneranda di Mos! Avrei dovuto capirlo... Immagino siate rimasti insieme, voi cinque, dopo la fuga dalla Ibis.
No, Malum Zikri disse il serang. Non insieme... Quel modo troppo facile trovare, no?
E allora dove sono gli altri tre?
Serang Ali sedette vicino a Freddie e sorrise. Malum Zikri incontra tutti. Quando  momento.
Mentre scrutava negli occhi indecifrabili del serang, una bizzarra sensazione s'impadron di Zachary: era come fissare qualcosa di implacabile ed elusivo come il destino stesso. Ramment che era stato Serang Ali il primo a inculcare in lui l'ambizione di diventare un malum e un sahib; rammentava anche le ultime parole che gli aveva detto, poco prima di fuggire dalla Ibis: Malum Zikri tropp'in gamba, no? Anche allora quelle parole l'avevano allarmato, perch aveva sospettato che il serang si facesse beffe di lui. Ora aveva tutti i sensi all'erta mentre diceva: Cosa vuoi da me, Serang Ali?
Solo vuole fare una o due domande.
Su cosa?
Come arrivato Malum Zikri a Singapore-lah?
Penso che tu conosca gi la risposta rispose Zachary cauto. Sono arrivato con la Hind, come commissario di bordo.
Sua nave porta anche soldati?
S... una compagnia di sepoy.
Quanti?
Perch vuoi saperlo, Serang Ali?
Ho ricchi amici lato Cina, loro vuole sapere.
D'un tratto Zachary comprese. Dunque il gioco  questo? Sei una spia?
Per tutto quel tempo Serang Ali aveva continuato a masticare paan, e ora s'interruppe per svuotarsi la bocca in una sputacchiera d'ottone.
Perch Malum Zikri parla questo modo? Noi amici, no? Solo serve piccolo aiuto. Serang Ali si chin in avanti. Malum Zikri ha troppe casse oppio, no? Lui risponde mia domanda, lui spunta prezzo molto buono. Mille dollari. Tacque per dargli il tempo di riflettere. Buono, no-buono, ah?
Vuoi dire mille dollari a cassa?
Mille, d'argento.
Zachary prese a mordersi le labbra; l'offerta era troppo buona per essere vera. Dopo dieci casse vendute a quel prezzo, sarebbe stato tutto profitto.
Allora cosa vuoi da me, Serang Ali?
Niente, Malum Zikri, solo vuole chiedere una-due domande. Su, facciamo patto.
Serang Ali gli tese una mano, ma Zachary la ignor.
No, Serang Ali. Niente  ancora deciso, e non lo sar finch non ti avr venduto dieci casse d'oppio al prezzo che hai promesso: mille dollari d'argento l'una. Se sta scritto che ne riparliamo, sar dopo.
Gli occhi di Serang Ali si illuminarono. Dandogli una pacca sulla schiena, disse: Bene bene! Malum Zikri sempre ancora tropp'in gamba! Solo cos si deve fare busy-ness. Sold'in mano, tutt'onesto.
30 maggio 1840
Honam
Stamattina, arrivando alla stamperia di Compton, ho trovato Zhong Lou-si. Non era mai accaduto prima, perci ho capito che stava succedendo qualcosa di insolito.
Zhong Lou-si e Compton sfogliavano un plico di fogli. Avevano espressioni cupe ma dubbiose, come se avessero ricevuto notizie di cui non riuscivano a capacitarsi.
Mat liu aa?ho detto a Compton, e lui ha scosso la testa con aria avvilita.Maa maa fu fu Ah Neel. Le cose non vanno bene.
Cos' successo?
Ah Neel, abbiamo ricevuto informazioni da Singapore.  arrivata una flotta inglese, da Calcutta. Sei navi da guerra, fra cui una molto grande, con settantaquattro cannoni. Ci sono anche due piroscafi e venti imbarcazioni che trasportano soldati e rifornimenti. Molti dei soldati sono indiani, alcuni del Ban-gala e alcuni dal Man-da-la-sa, nel sud dell'Yindu. Le navi trasporto truppe appartengono tutte a mercanti indiani.
Come fate a saperlo? ho chiesto, e Compton mi ha spiegato che Zhong Lou-si ha mandato un agente a Singapore per tenere d'occhio la situazione. A quanto pare si tratta di un esperto uomo di mare, un ex pirata. Molto ben informato, a quanto si dice.
Dove sono dirette le navi? ho chiesto ancora, e Compton ha detto che la loro destinazione  la Cina. A controprova, mi ha fatto vedere un numero del Singapore Chronicle mandato a Zhong Lou-si dal suo agente: vi si diceva a chiare lettere che presto la flotta sarebbe partita per la Cina meridionale. Da l la spedizione avrebbe navigato verso nord, fino a un punto da dove poter mettere Beijing sotto pressione.
A quanto pare tutto ci a Singapore  risaputo.
La notizia ha colto di sorpresa sia Compton sia Zhong Lou-si. Nonostante tutti gli avvertimenti, in cuor loro non credevano che gli inglesi avrebbero davvero attaccato la Cina. A quanto pare, lo stesso commissario Lin riteneva improbabile che si arrivasse a una guerra; continuava a pensare che i mercanti d'oppio britannici fossero solo cani sciolti, e che il loro governo non li appoggiasse. Trovava inconcepibile che una nazione potesse inviare un esercito attraverso i mari per costringere un'altra nazione a comprare l'oppio.
Ho chiesto se sapevano quanti soldati si fossero concentrati a Singapore. Mi hanno detto che, stando ai loro agenti, sono circa tremila, met dei quali indiani. Tale cifra ha un po' rassicurato Zhong Lou-si; ritiene infatti che gli inglesi radunerebbero truppe pi consistenti se intendessero davvero dichiarare guerra. Impossibile che tentino di attaccare un paese grande e popoloso come la Cina con un esercito cos piccolo. Forse gli inglesi vogliono solo dare una dimostrazione di forza, come hanno fatto gi due volte, nel 1816 e nel 1823, quando hanno mandato i sepoy a Macao.
Di sicuro, ha detto Zhong Lou-si, se avessero in mente una guerra vera manderebbero soprattutto truppe inglesi.
Gli  difficile credere che si fidino dei sepoy per una cosa tanto importante. In circostanze simili, i cinesi non userebbero mai truppeyi.
Ho ricordato loro, non per la prima volta, che gli inglesi hanno sempre fatto affidamento sui sepoy indiani per le loro campagne militari in Asia: in Arakan, in Birmania, nel Golfo Persico e altrove. Ho anche spiegato che il numero di soldati non significa nulla, perch il grosso dell'attacco verr sferrato dalle navi da guerra, non dalla fanteria. Gli inglesi confidano nella propria marina per sbaragliare la flotta cinese.
Zhong Lou-si ha ammesso che i cinesi difficilmente potranno resistere alla marina britannica. Ma, ha aggiunto, a un certo punto gli inglesi dovranno pur combattere anche sulla terraferma. E allora si troveranno in enorme svantaggio numerico. Si prenderanno una bella batosta, se tenteranno un assalto sul terreno.
Tuttavia sembra proprio ci che hanno in mente. Secondo quanto riferisce l'agente da Singapore, i soldati stanno facendo molte esercitazioni, su terra e su acqua. Una delle loro armi ha fatto grande impressione alla gente del posto perch somiglia ai fuochi d'artificio che illuminano il cielo in occasione del Capodanno cinese. L'agente ha saputo da un informatore che quest'arma si chiama razzo Congreve (queste due parole erano scritte in inglese in margine alla lettera, senza dubbio dall'informatore).
Zhong Lou-si mi ha domandato se conosco quest'arma e alla mia risposta negativa mi ha chiesto di scoprire qualcosa in merito.
Sulle prime sono rimasto interdetto: dove mai avrei potuto scoprire qualcosa sui razzi?
Poi per mi sono ricordato che nella factory britannica c' una grande biblioteca con libri su ogni sorta di argomento.
Naturalmente i residenti della factory sono stati tutti evacuati, ma l'edificio  ancora custodito dai domestici cinesi, molti dei quali al servizio dei mercanti della Co-Hong. Ho pensato che, sollecitati da Zhong Lou-si, avrebbero senz'altro fatto aprire la biblioteca per me e Compton.
Zhong Lou-si era entusiasta dell'idea, e nel giro di qualche ora ci ha fatto sapere che erano stati presi gli accordi necessari.
Poco dopo il tramonto, io e Compton ci siamo presentati alla factory britannica e siamo stati scortati attraverso i locali deserti fino all'ultimo piano, alla biblioteca sbarrata.
 immensa, assai pi di quanto mi aspettassi, con comode poltrone di cuoio, grandi scrivanie e lunghe scaffalature a vetri con un tale numero di libri che siamo stati presi dallo sconforto: ci sarebbero voluti giorni e giorni, abbiamo pensato, per passarli tutti in rassegna.
Fortunatamente su una scrivania c'era un catalogo. Con quell'ausilio, non ci ho messo molto a individuare unaGuida dell'ufficiale superiore all'artiglieriache conteneva una sezione sui razzi Congreve.
Ho scoperto cos che si tratta del perfezionamento di un'arma inventata in India. Naturalmente i cinesi hanno i razzi da secoli, ma a quanto pare li hanno sempre usati solo per i fuochi d'artificio, non per scopi militari: come arma, i razzi sono stati usati per la prima volta una quarantina d'anni fa dal sultano Haider Ali di Mysore e da suo figlio Tipu, durante le loro guerre contro la Compagnia delle Indie orientali.  stato nell'India meridionale, nella fortezza di Bangalore, che i razzi sono stati adattati per il lancio di esplosivi. Haider Ali li usava per seminare il terrore e la confusione, e cos ha ottenuto diverse vittorie contro l'attuale duca di Wellington. Sebbene alla fine i sultani di Mysore siano stati sconfitti, gli inglesi hanno riconosciuto il valore della loro innovazione e spedito un certo numero di quei razzi all'arsenale reale di Woolwich, dove un certo William Congreve (senza dubbio discendente del celebre drammaturgo) li ha perfezionati. Da allora gli inglesi hanno usato i razzi Congreve nelle guerre napoleoniche e nella guerra del 1812 contro gli Stati Uniti. E adesso evidentemente intendono usarli in Cina.
Io e Compton ci siamo trattenuti l per ore, e abbiamo trovato parecchi altri libri che potrebbero tornarci utili, ad esempio uno sulle fortificazioni e un altro sulla navigazione, ma purtroppo niente sui piroscafi e sui motori a vapore.
Prima di andarcene, ho scelto qualche volume per me.  da molto tempo che non leggo un romanzo o un'opera teatrale, perci ho tirato gi dagli scaffaliPamela,Amore in eccesso,Robinson Crusoe,Il vicario di Wakefield,Tristram Shandy, una traduzione diZadigdi Voltaire e altri cinque o sei libri, e li ho infilati nella borsa.
Mentre uscivamo, mi sono caduti gli occhi su un libro che fra tanti sobri volumi spiccava per il dorso dai colori vivaci:Il ballo della farfalla e della cavallettadi William Roscoe.
Era la stessa edizione che avevo comprato per Raju a Calcutta quando avevo cominciato a insegnargli l'inglese, anni fa; a quanto ricordo costava una ghinea, anche se era l'edizione americana, pi economica. Non ho resistito e ho ficcato anche quello nella borsa.
Ed  stato il primo che ho tirato fuori, una volta a casa. L'ho letto a Raju cos tante volte che lo so quasi a memoria. Mentre scorrevo con gli occhi quelle illustrazioni cos familiari, mi riempiva le orecchie la voce di Raju che ripeteva con un po' d'incertezza:
Venite, prendete i cappelli, e corriamo
Al ballo della farfalla...
Sentivo sulle ginocchia il peso di mio figlio, e udivo la mia voce che gli correggeva la pronuncia: No, Raju... si dice cos...
Quei ricordi erano tanto vividi che il libro mi  caduto di mano e mi sono spuntate le lacrime.
Rimuginare non serve a niente; per questo cerco di non indugiare sul passato, per questo cerco di non pensare troppo a Raju e a Malati. MaIl ballo della farfallami ha colto alla sprovvista abbattendo ogni mia difesa.  stato come se un argine avesse ceduto. Annaspavo, cercando di non annegare nel mio dolore.
Col passare dei giorni e delle settimane, la flotta per la spedizione in Cina continuava a infoltirsi. Le imbarcazioni da Madras arrivavano alla spicciolata, portando non solo i sepoy del 37o Reggimento ma anche due compagnie di genieri e minatori e un consistente corpo di artieri. Ma erano attese anche altre navi, soprattutto la Golconda, su cui viaggiava il comandante del reggimento insieme alle dotazioni, alle provviste e al personale del quartier generale. Il ritardo di quelle imbarcazioni costringeva la flotta a restare all'ancora a Singapore, anche se gli uomini erano sempre pi impazienti di ripartire.
Era quasi fine maggio quando il capitano Mee convoc Kesri nella propria cabina per dirgli che la Golconda e un'altra nave, la Thetis, erano ancora lontane e avrebbero raggiunto il resto della spedizione pi tardi, al largo della costa cinese. Non essendoci ulteriori motivi di attardarsi a Singapore, il commodoro Bremer aveva ordinato che il grosso della flotta salpasse l'indomani. Non erano previste ulteriori tappe prima della foce del Fiume delle Perle.
A quanti giorni da qui, signore?
Fra i dieci e i quindici, direi.
La mattina dopo, le navi in partenza levarono l'ancora capeggiate dalla Wellesley. Il vascello di linea era uno splendido spettacolo, con gli uomini dell'equipaggio che si stagliavano, dritti sulle crocette e sulle staffe, contro le vele gonfie di vento. Subito dopo venivano le fregate, che procedevano in fila per due a vele spiegate; quindi i vapori, con l'acqua che schiumeggiava sotto le ruote a pala; infine le navi trasporto truppe, a gruppi di due o tre.
Sul ponte di coperta della Hind, i banjee-boy schierati suonavano una melodia trascinante mentre le vele si riempivano di vento. Guardandoli dall'alto, Zadig, Shireen e Freddie erano affascinati da quei ragazzini nelle loro uniformi bianche. Quanto a Raju, non sapeva da che parte guardare, se verso la banda o la Wellesley o i piroscafi o le acque azzurre all'orizzonte. La prima cosa che avrebbe detto a suo padre, decise, era che non esiste al mondo spettacolo pi grandioso di una flotta che prende il mare.
13.
La seconda parte del viaggio della Hind verso oriente fu molto diversa dalla prima. Da Calcutta a Singapore le navi della spedizione avevano navigato perlopi autonomamente, di tanto in tanto avvistandosi o procedendo di conserva, ma ognuna col proprio passo. Dopo aver lasciato Singapore avanzavano insieme, navigando in convoglio, coi superbi controvelacci della Wellesley che facevano da guida.
La Hind era col grosso della flotta, molto pi indietro della nave ammiraglia. Le acque erano affollate di vele: trikat e gavi, kilmi e sabar. Il mare sembrava diventato cielo, un azzurro firmamento punteggiato da nuvole sparse che correvano tutte nella stessa direzione. Tra le frotte bianche si levavano dense volute, scure come nembi, eruttate dai fumaioli dei tre vapori che zigzagavano attraverso il convoglio portando messaggi, radunando chi restava indietro e dando una mano dove ce n'era bisogno.
La superba padronanza e l'assetto impeccabile delle navi da guerra della marina britannica erano una sfida per i mercantili: buono stato e ordine perfetto divenne il motto quotidiano, e i capitani presero a guidare i loro equipaggi come mai prima. Di tanto in tanto scattavano delle gare, con questo o quel vascello che tentava il sorpasso di quello che lo precedeva. Perfino i passeggeri entrarono in tale spirito agonistico, incalzando i marinai e acclamandoli quando la loro nave aveva la meglio su un'altra.
Fino alla seconda settimana di navigazione il tempo fu eccezionalmente bello, poi il vento prese forza e ben presto la Hind fu spazzata da violente raffiche da sudovest. Il cielo peraltro restava sereno, cos l'equipaggio si atteneva alla consueta routine e i passeggeri prendevano aria sul ponte come al solito.
Tra i rituali quotidiani ce n'era uno che richiamava sempre una gran folla di spettatori: la macellazione del pollame per la tavola degli ufficiali.
La stia delle galline della Hind si trovava ai piedi dell'albero di maestra. Ogni giorno, verso le dodici, quando il capitano e il primo ufficiale misuravano il sole, il cuoco che fungeva da macellaio della nave saliva sul ponte brandendo un coltello lucido e affilato. Era un omone tarchiato con un certo gusto per lo spettacolo: dopo aver sgozzato un paio di polli tornava con noncuranza verso la cucina stringendo in pugno le due carcasse che si contorcevano convulsamente.
Quel giorno, malgrado il tempo minaccioso, il cuoco fece la consueta apparizione subito dopo la campana di mezzogiorno. Raju si trovava per caso sul ponte, tra coloro che assistevano alla cerimonia.
Due lampi di lama, e due galline persero la testa. Poi il cuoco concesse un sogghigno dentuto agli spettatori e si allontan come sempre, stringendo i volatili decapitati nella mano destra e il coltello nella sinistra.
La spruzzaglia rendeva scivolosa la scala che portava alla cambusa. Il cuoco l'aveva appena imboccata quando la Hind s'impenn, facendolo ruzzolare. Cadde pesantemente a faccia in gi. Segu un grido lacerante, dopo il quale riusc in qualche modo a tirarsi su e a girarsi.
Raju, che lo stava osservando da in cima alla scala, vide che le due galline decapitate erano ancora saldamente nel pugno destro del cuoco, ma l'altra mano era vuota, il coltello era scomparso. Poi cap dov'era finito: il manico gli fuoriusciva dal petto.
Adagio, incredulo, il cuoco abbass lo sguardo sul proprio torace. Come ipnotizzato, lasci cadere le galline e stringendo entrambe le mani intorno al manico del coltello estrasse la lama d'un colpo. Con il coltello gocciolante tra le mani fissava stupefatto il sangue che ora scorreva, cos assurdamente, dal suo corpo. Poi lev gli occhi verso Raju e con un filo di voce mormor: Bachao mujhe! Salvami!
Cadde riverso con l'ultima sillaba ancora sulle labbra.
Per un lungo momento Raju non riusc n a respirare n a muoversi. Rimase l agghiacciato, incapace di distogliere gli occhi dalla macabra scena: il corpo senza vita, il coltello insanguinato e le galline decapitate che ora turbinavano sulla scala. Poi, all'improvviso, gli cedettero le ginocchia e il ponte gli vol incontro.
Un paio di mani blocc la sua caduta all'ultimo momento. Tutto a posto, kid-mutt; tutto a posto.
Zachary lo sollev, se lo caric su una spalla e lo port gi nel cubicolo.
Superato lo shock, Raju fece a Dicky un dettagliato resoconto dell'accaduto, ma il pifferaio non ne fu impressionato; disse senza mezzi termini che aveva visto morire molti uomini, e ragazzi, in modo anche pi spaventoso: Sai, ya, nella mia prima battaglia un maledetto pindari ha sparato al pifferaio che mi stava vicino. Gli ha tranciato la testa di brutto, accidenti; mi sono ritrovato un orecchio di quello stronzo dentro il colletto.
Durante la notte il vento si rafforz, e all'alba il cielo era tutto una nuvola nera. La flotta si era sparpagliata e non si vedevano che un paio di giochi di vele all'orizzonte. Di tanto in tanto compariva un vapore che avanzava a fatica, dibattendosi tra i flutti o sollevato in aria da un maroso.
L'ululare del vento continuava implacabile, ma a fine mattinata ancora non pioveva, cos ai sepoy venne servito il rancio sul ponte, come sempre, e dopo aver mangiato rientrarono nella cumra senza problemi.
Zachary era sul cassero con Mr Doughty quando i civili al seguito cominciarono a presentarsi alla spicciolata per il loro pasto. Vedendo un lampo in lontananza, fece notare a Doughty che era in arrivo una tempesta; sarebbe stato meglio sgombrare il ponte e mandare gli uomini di sotto.
Purtroppo le ben intenzionate parole di Zachary furono udite dal capitano Mee. Di nuovo l che ci fa la predica! lo canzon sdegnato. In tanti anni non ho mai visto una simile faccia tosta: un miserabile spacciatore yankee che pretende di insegnare il mestiere a un capitano di marina inglese! Chi  al comando di questa nave, Mr Doughty, lei o quel bacherozzo?
I subalterni sghignazzarono, e Zachary, rosso in viso, mormor una scusa a Doughty e scese sul ponte di coperta.
Se n'era appena andato quando scoppi la burrasca. La pioggia scrosciante semin il panico tra i civili al seguito: decine di uomini e ragazzi presero a spintonarsi per la fretta di tornare ai boccaporti. Mentre sbandavano qui e l sferzati dal vento e dalla pioggia, una saetta solc le nubi biforcandosi. Colp l'albero maestro a mezz'altezza, spezzandolo in due. La met superiore si stacc di netto e fu trascinata via dalle raffiche, gabbiola, pennoni, varee e tutto. Ma i pennoni della randa - le traverse pi grosse e pesanti - rimasero ancora per qualche istante attaccati al moncone. Poi, con un fragoroso scricchiolio, cominciarono a staccarsi dai resti dell'albero.
I civili al seguito erano ancora l che sgomitavano quando i pennoni si staccarono di botto su entrambi i lati dell'albero. Il pennone di sinistra cadde pesantemente sul ponte uccidendo un lascaro di terra e ferendone gravemente un altro prima di volare oltre la murata e sparire. Quello di destra caus danni anche peggiori: impigliato in un viluppo di cime, cominci a dimenarsi, e coi suoi dieci metri di lunghezza spazz il ponte come una frusta, flagellando i civili al seguito atterriti.
Nella mischia anche Zachary fu sbattuto a terra, ma si rimise in piedi e cap subito qual era il problema. Attravers di volata il ponte e us i resti del sartiame per arrampicarsi sul moncone. Come sempre, aveva in tasca un coltello a serramanico: lo apr di scatto, si avvent sulle cime ingarbugliate e riusc a liberare e scagliare fuori bordo il pennone fuori controllo.
Ridisceso dal moncone, il suo primo pensiero fu per Raju. Lo trov esausto nell'ombrinale di tribordo, senza fiato ma illeso.
Tutto bene, kid-mutt?
S, signore.
Bravo ragazzo.
Intorno a loro c'era una tremenda confusione: i morti e i feriti giacevano sul ponte, il vento ululava, i ragazzi strillavano, gli uomini si calpestavano l'un l'altro per raggiungere i boccaporti.
Sul cassero il capitano Mee e i subalterni, con le uniformi fradicie, lottavano per reggersi in piedi. Vedendoli, Zachary non riusc a trattenere la collera. Con le mani intorno alla bocca grid al capitano Mee: Signore! Non pu dire che non l'avevo avvisata.
Il capitano strinse gli occhi, che per un attimo guizzarono nella sua direzione. Ma subito distolse lo sguardo, fingendo di non aver sentito.
La burrasca si plac in poche ore, ma il prezzo pagato dalla Hind, nei pochi minuti dopo il fulmine, era stato pesantissimo: decine di feriti e cinque morti; le vittime erano due lascari di terra, un assistente farmacista, un infermiere nativo e un artiere. I loro corpi furono consegnati al mare quello stesso giorno, al tramonto.
Tamburini e pifferai erano fra i pi colpiti. Dicky era stato uno dei pochi a cavarsela illeso; molti si erano feriti malamente nella calca intorno ai boccaporti. Un ragazzo si era rotto un femore cadendo dalla scala dell'osteriggio; un altro era stato calpestato e aveva le gambe fratturate in pi punti.
Non era stato risparmiato neppure il pandit della compagnia: il pennone fuori controllo l'aveva colpito in pieno petto rompendogli varie costole. I feriti erano cos numerosi che l'infermeria della Hind non era in grado di ospitarli tutti; le lettighe si riversavano nei corridoi e nei casotti del cassero.
I sepoy, che si erano messi al sicuro nella cumra allo scoppio della tempesta, ne uscirono indenni; erano stati i civili al seguito e i lascari a farne le spese, e tutti sapevano che il loro tributo sarebbe stato ancora pi oneroso senza la prontezza e la presenza di spirito di Zachary. La loro gratitudine nei suoi confronti era tale che si estese anche a Raju. Trovarsi al centro dell'attenzione dei banjee-boy era per lui un'esperienza del tutto nuova, e gli diede un po' alla testa, cos si fece bello lanciandosi in un lungo resoconto delle prodezze di Zachary sulla Ibis.
I banjee-boy furono parecchio impressionati. Sul serio, ya? disse Dicky. Lo stronzo  stato coinvolto in un ammutinamento?
Certo, cosa credi? C' stato perfino un processo sull'incidente della Ibis. Era su tutti i giornali.
23 giugno 1840
Guangzhou
Oggi ho saputo da Compton che alla foce del Fiume delle Perle  comparsa una flotta di navi da guerra inglesi. Il loro arrivo  stato cos lungamente annunciato che cominciavamo a pensare che non le avremmo viste mai. E adesso che ci sono, cosa succeder?
A dire il vero le navi sono arrivate qualche giorno fa. Io non lo sapevo perch sono stato ammalato per dieci giorni. A tratti stavo cos male che pensavo che non mi sarei pi ripreso. Credo che dipenda dalla calura, nelle ultime settimane il clima  stato molto opprimente.
A prendersi cura di me  stata Mithu. Ogni giorno mi portava da mangiare: zuppe bollenti e una farinata di riso non diversa dal nostropanta-bhaat. Sapendo quanto noi bengalesi amiamo il burro e il ghee, andava perfino a prenderlo al monastero tibetano! Cosa che si  rivelata doppiamente utile: grazie alla sua visita, Taranathji ha saputo che ero malato ed  venuto a trovarmi insieme a un lama esperto di medicina tibetana. Dopo avermi sentito il polso, ha detto che le mie condizioni erano molto serie e mi ha prescritto ogni sorta di decotti e tisane maleodoranti. Non ho idea di cosa fossero, ma hanno funzionato a meraviglia. Mithu me li portava alle ore prescritte; non so davvero come me la sarei cavata senza di lei.
Un paio di giorni fa, quando cominciavo a star meglio, Mithu mi ha detto che nell'enclave straniera stava succedendo qualcosa di grosso: nel maidan era stata allestita una tenda da mandarino, e stavano affluendo centinaia di uomini.
Oggi, andando alla stamperia di Compton, mi sono fermato a guardare: la tenda  una grande struttura simile a un padiglione, impavesata con guidoni e vessilli. All'interno, una mezza dozzina di funzionari coi bottoni blu presiedeva quella che pareva una prova di forza: si doveva sollevare un grosso peso in ferro.
I giovani uomini affluiti nel maidan venivano fatti entrare a uno a uno per tentare la fortuna. Quelli che superavano la prova venivano condotti in un'altra zona della tenda, e i loro nomi venivano registrati.
Sembravano abbigliati per un esercizio ginnico: alcuni erano muniti di aste, altri avevano intorno alla fronte una striscia di tessuto dipinta in caratteri cinesi. Sebbene facesse molto caldo, nell'attesa alcuni si esercitavano, fronteggiandosi a mani nude o con l'asta, saltellando leggeri sui talloni mentre si abbassavano, paravano e fintavano.
 stato Compton a spiegarmi cosa stava succedendo: il commissario Lin ha dato l'ordine di selezionare milizie locali in tutta la provincia. Il bando ha indotto migliaia di giovani uomini a recarsi in centri di reclutamento come quello. Alcuni appartengono a circoli e associazioni che praticano le arti della lotta tradizionale; altri sonochau fei, giovani malavitosi che cercano di fare un po' di quattrini.
E tutto ci a che scopo? ho chiesto io. Al che Compton mi ha informato dell'arrivo della flotta britannica. A quanto pare decine di navi hanno gettato l'ancora alla foce del Fiume delle Perle, fra Hong Kong e Macao. Hanno a bordo migliaia di soldati, sia inglesi sia indiani. Le truppe sono state viste approdare su alcune isole dell'estuario: Lintin, Capsingmoon, Hong Kong eccetera. Ci ha provocato il panico in quella parte della provincia, ma qui a Canton nessuno per ora sa niente, e le autorit non hanno alcuna fretta di far circolare la notizia.
Nella cerchia del commissario Lin c' grande allarme. Ecco perch si stanno prendendo misure straordinarie. Sanno che le loro giunche da guerra non riusciranno a contrastare gli inglesi sul mare, perci si preparano a combattere a terra. Ma anche questo non sar facile. Compton dice che il commissario dispone solo di qualche migliaio di uomini.
Pensavo che in un paese popoloso come la Cina ogni provincia disponesse di un esercito enorme, ma evidentemente non  cos. La maggior parte delle truppe imperiali  schierata sulle frontiere occidentali, lontanissimo dal Guangdong.
In ogni caso, sospetto che il commissario riponga scarsa fiducia nei suoi comandanti. Forse  per questo che ha deciso di armare la gente comune: a quanto pare si stanno distribuendo lance, spade e altre armi in tutta la provincia. Inoltre migliaia di barcaioli vengono reclutati come bravi d'acqua; ho saputo che un paio di settimane fa sono riusciti ad appiccare il fuoco a numerose navi britanniche ancorate a sud di Humen.
Il commissario ha grandissima fiducia nel popolo.  convinto che sar il popolo a insorgere e a respingere gli inglesi.
Mi colpisce che, pur essendo un grande mandarino, il commissario Lin sia anche, in un certo senso, un giacobino.
Da Compton ho saputo che  stato redatto un proclama in cui si offrono ricompense per la cattura di navi, ufficiali e soldati nemici. Per un alto ufficiale inglese la ricompensa ammonta a cinquemila dollari d'argento se catturato vivo, un terzo se morto; per gli ufficiali di grado inferiore  di cinquecento dollari d'argento in meno, in misura decrescente (anche in questo caso solo nell'eventualit che vengano catturati vivi, altrimenti un terzo); per i mercanti inglesi e parsi, cento dollari se catturati vivi, un quinto se morti; per gli alieni neri, ovvero i sepoy e i lascari, la met che per i soldati e i marinai bianchi.
Non sapevo se rattristarmi o arrabbiarmi.
Che ne sar di me? ho chiesto. Devo aspettarmi che la gente mi dia la caccia per riscuotere la taglia?
Compton ha detto che non ho motivo di preoccuparmi, dal momento che non sono n un lascaro n un sepoy, e comunque in genere si pensa che io venga dalla regione di Nanyang, non dall'Yindu.
Ma che ne sar di Jodu e degli altri lascari sullaCambridge? ho chiesto io. Saranno al sicuro?
Compton mi ha assicurato che si sono prese misure per la loro sicurezza. Su precisa richiesta di Zhong Lou-si, le autorit provinciali hanno fornito una guardia speciale per proteggerli.
Il giorno dopo la burrasca, Zachary lavor fin dall'alba coi maestri d'ascia della Hind per cercare di allestire un albero di fortuna. Ci vollero parecchie ore, sotto un sole cocente. A mezzogiorno, quando torn nel suo cubicolo per cambiarsi la camicia fradicia, trov Raju che lo aspettava.
Signore, l'havildar Kesri Singh mi ha chiesto di portarvi un messaggio.
Zachary alz un sopracciglio. Intendi il sergente indiano?
S, signore. Vuole incontrarvi, in privato. Verr qui stasera alle otto e mezzo, dopo la campana della prima guardia. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno se non a voi, signore. Non vuole che altri lo sappiano.
Cosa vuole da me?
Qualcosa che riguarda la Ibis, signore.
La Ibis? Corrug la fronte sconcertato. Cosa c'entra lui con la Ibis?
Non lo so, signore. Ieri stavo parlando di voi e della Ibis coi banjee-boy e lui deve aver sentito.
Zachary era sempre pi perplesso: non immaginava che Raju fosse al corrente del suo ruolo nella faccenda della Ibis; non ne avevano mai parlato, e credeva che al ragazzo non interessasse.
Dov' che hai sentito parlare della Ibis, kid-mutt?
Da voi, signore si lasci sfuggire Raju. In tribunale.
Non appena ebbe pronunciato quelle parole, si rese conto di aver commesso un terribile errore; rischiava di aver tradito la sua identit, e forse anche quella di suo padre. Fece un disperato tentativo di rimediare: Cio, signore... ho sentito Baboo Nob Kissin che ne parlava.
Il cipiglio di Zachary era sempre pi marcato. Perch il baboo ti ha parlato della Ibis? Che diavolo c'entri tu con la Ibis?
Raju era troppo in imbarazzo per riuscire a rispondere. Fiss Zachary in silenzio, con le labbra che gli tremavano.
Zachary non capiva perch fosse cos angosciato. Che succede, kid-mutt? disse con voce pi dolce. Non c' motivo di intrugliarsi cos. Non ho nessuna intenzione di farti del male. Lo capisci, no?
La gentilezza del suo tono non fece che aumentare la confusione del ragazzo. Nel breve tempo trascorso insieme, Zachary si era conquistato la sua fiducia, cos che adesso gli avrebbe detto volentieri la verit, e cio che anche suo padre era stato sulla Ibis, e che lui era in procinto di raggiungerlo a Macao. Ma Baboo Nob Kissin gli aveva ingiunto di non parlarne per nessuna ragione: impossibile prevedere come avrebbe reagito Zachary se avesse scoperto chi era Raju e che suo padre era ancora vivo; chiss, forse avrebbe ritenuto suo dovere segnalare la cosa alle autorit.
A Zachary bastava guardare il suo viso paonazzo per capire che il ragazzo aveva un segreto. In tono sommesso, disse: Cosa c', kid-mutt? C' qualcosa che vuoi dirmi?
Raju scosse con forza la testa, serrando le labbra.
Quel goffo tentativo di dissimulare fece sorridere Zachary. Lo sai, kid-mutt disse piano, ci sono tante cose che non mi tornano. Come parli inglese, i tuoi modi da damerino. Di' quel che ti pare, ma non ci credo che sei sempre stato un servitore.
Raju continuava a fissarlo senza spiccicare parola.
Sedendosi sul suo baule, Zachary lo guard negli occhi. Di' un po', kid-mutt, non  che ci eravamo gi visti, prima che Baboo Nob Kissin ti portasse da me? Avrei dovuto riconoscerti quando sei venuto con lui al budgerow?
Scuotendo la testa, Raju mormor: No, signore.
Zachary cap che non avrebbe ricavato altro. Con un sorriso mesto, disse: Chi sei, kid-mutt? Mi piacerebbe tanto saperlo.
All'improvviso dagli occhi del ragazzo traboccarono le lacrime; deglut come per soffocare un singhiozzo.
Al che Zachary trasal. Ehi, kid-mutt! Non c' bisogno di piangere. Mica ti sto sgridando...
Una punta di rimorso lo spinse a mettergli una mano sulla spalla. Quel contatto attir Raju verso di lui e, senza volerlo, Zachary lo prese fra le braccia e se lo strinse al petto.
Quel gesto fece crollare le sue ultime difese, e Raju si mise a piangere a dirotto.
Dal giorno dell'arresto del padre non aveva mai dato sfogo alle sue emozioni; non volendo addolorare ulteriormente sua madre, si era tenuto tutto dentro. Ora era come se la disperazione degli ultimi due anni gli sgorgasse dagli occhi inondando la spalla di Zachary.
Sentendo quel calore umido sulla pelle, Zachary per un attimo fu preso dal panico: non gli era mai capitato di abbracciare un bambino a quel modo, n gli era mai toccato consolare una piccola creatura inerme e disperata. Fu l'istinto pi della ragione a suggerirgli il da farsi: una sua mano si sollev e carezz la testa di Raju, dapprima con timidezza, poi con sempre maggior convinzione.
Va tutto bene, kid-mutt mormor Zachary. Qualunque sia la cosa che ti tormenta, non devi preoccuparti. Se avrai bisogno di me, io ci sar. Mi prender cura di te.
Mentre ancora le stava pronunciando, quelle parole lo sconvolsero. Mai in passato aveva detto una cosa simile a qualcuno; n qualcuno, dopo sua madre, l'aveva mai detta a lui.
Era come se stesse abbracciando un se stesso bambino, una persona irrimediabilmente perduta di cui non poteva che piangere la scomparsa.
La campana aveva appena cominciato a suonare quando Kesri usc dalla propria cabina, non in uniforme ma in ungah e dhoti. Arriv al cubicolo di Zachary proprio mentre l'ottavo rintocco andava svanendo. La porta si apr e Kesri si trov davanti Zachary in calzoni e banyan a righe da marinaio.
Il cubicolo era illuminato da un un'unica lampada, e in quel bagliore Kesri vide che su un lato del minuscolo vano erano state sistemate delle casse su cui ci si poteva sedere, mentre sull'altro c'era un baule.
Venite, sergente.
Zachary gli fece segno di accomodarsi sul baule mentre lui si sedeva sulle casse.
Per qualche istante si studiarono a vicenda, poi Kesri disse: Buonasera, Reid-sah'b.
Buonasera.
Kesri si schiar la gola, cercando di pensare a un preambolo adatto, poi, non riuscendo a trovarlo, venne subito al punto: Reid-sah'b,  vero che eravate sulla Ibis?
S disse Zachary. Ero il secondo ufficiale durante il viaggio verso Mauritius.
E con voi c'era anche un certo subedar Bhyro Singh, vero?
S, c'era.
E che ne  stato di lui?
In poche parole Zachary spieg che il subedar Bhyro Singh aveva avuto a che dire con un coolie e aveva insistito perch venisse fustigato. Ma si trattava di un uomo grande e grosso, molto robusto. Dopo una decina di frustate si era liberato dalle corde e aveva aggredito il suo aguzzino, usando la frusta per spezzargli il collo. Il tutto era accaduto in una manciata di secondi; in seguito si era venuto a sapere che il diverbio fra i due uomini era iniziato con un'aggressione alla moglie del coolie da parte del subedar.
La donna lo interruppe Kesri, la moglie del coolie, come si chiamava?
Zachary dovette grattarsi ripetutamente la testa per farsi venire in mente il nome. Qualcosa tipo Ditty, a quanto ricordo.
Kesri aveva trattenuto il fiato, e ora lo lasci uscire in un lungo, profondo sospiro. Chin il capo mentre assimilava quel che Zachary aveva detto.
Dunque era tutto vero? Deeti era scappata con un altro uomo; la sua sorellina, che non si era mai spinta pi in l di Patna, aveva cercato di raggiungere un'isola remota attraversando il Nero Oceano.
Mentre digeriva quella nuova consapevolezza, Kesri risollev piano la testa, e Zachary not che le sue pupille erano grigie e stranamente familiari. Ebbe una sensazione inquietante, e un attimo dopo, quando Kesri disse: Quella donna...  mia sorella, Deeti..., si rese conto di aver riconosciuto quegli occhi.
S, certo disse. Vi somigliate.
Dov' ora? chiese Kesri con voce roca. Lo sapete?
Sono sicuro che  a Mauritius rispose Zachary. Ho sentito che  stata assegnata a un francese, un proprietario terriero del sudovest dell'isola.
Kesri era sbigottito. Chi avrebbe mai immaginato che quel sahib dall'aria fanciullesca avrebbe saputo dargli notizie di Deeti? E dire che per tutto quel tempo erano stati separati solo da pochi metri di fasciame.
Deeti stava bene? chiese in tono burbero. Era in salute?
S disse Zachary. A quanto ne so, era in salute.
C'era molto altro che Kesri avrebbe voluto domandare, ma qualcuno lo chiamava dal corridoio.
Ora devo andare. E alzandosi aggiunse: Reid-sah'b, non ne parleremo con nessuno, vero?
Certo che no.
Aveva gi la mano sulla porta quando si volt di nuovo. Reid-sah'b disse, mi rincresce come vi parla il capitano Mee.  un brav'uomo, un bravo ufficiale... Non riuscendo a trovare le parole che cercava, riprese: Mee-sahib... Lo conosco da tanto tempo. Diciassette anni fa ero il suo attendente.  un brav'uomo, ma triste, nel cuore...
Zachary non rispose, perci Kesri si limit a ripetere: Mi rincresce.
Non importa, havildar disse allora Zachary. Non  colpa vostra.
Kesri si port una mano alla fronte. I miei salaam, Reid-sah'b. Se avete bisogno di qualcosa, vi prego di rivolgervi a me.
Grazie, havildar.
All'ultimo momento a Zachary venne in mente ancora una cosa: Oh, aspettate, havildar.
S?
Vostra sorella. C' una cosa che dovreste sapere.
S?
Quando siamo arrivati a Mauritius era incinta. Ora il bambino dovrebbe avere pi di un anno.
Il giorno dopo fu avvistato un pennacchio di fumo a nord: la Queen, uno dei piroscafi, era alla ricerca dei velieri danneggiati. Dalla tolda della Hind venne sparato un razzo Congreve, e poco dopo il piroscafo si avvicin, accolto da grida di giubilo.
Prima di trainare via la Hind, il capitano sal a bordo per rinfrescarsi la cubia con Mr Doughty. Trascorsero un bel po' di tempo insieme, scambiandosi notizie e scolando bicchieri su bicchieri di cosiddetto latte di Bristol, dopodich, mentre la Hind veniva rimorchiata verso nord, Doughty aggiorn Zachary su quanto aveva appreso mentre inzuppava il naso insieme al collega capitano.
La flotta britannica era arrivata al largo della costa cinese cinque giorni prima, e il capitano Elliot aveva avuto un rendez-vous col commodoro Bremer nei pressi delle isole Ladrone. Dopo lunghe discussioni, il plenipotenziario e il commodoro avevano concordato una strategia che prevedeva che il corpo di spedizione si dividesse in due tronconi. Il primo, composto da una piccola squadra di navi da guerra e trasporto truppe, sarebbe rimasto a sud per rafforzare il blocco sul Fiume delle Perle; mentre l'altro, molto pi grande, avrebbe proseguito verso nord, con l'obiettivo di impadronirsi di un'isola di nome Chusan situata in posizione strategica sulla rotta di alcuni dei principali porti cinesi: Hangchow, Ningbo e Shanghai. Per informare le autorit di Pechino della ragione per cui tali azioni venivano intraprese, i capi della spedizione avrebbero cercato di far giungere all'imperatore una lettera di Lord Palmerston che esponeva le richieste e le rimostranze britanniche.
Una volta presa Chusan, la costa orientale della Cina sarebbe stata alla merc del corpo di spedizione. Con l'isola come base operativa, la flotta britannica avrebbe solcato i mari cinesi minacciando i porti, facendo rilevazioni per mappe e carte nautiche e assicurandosi che ai despoti manchu non restasse alcun dubbio riguardo alla propria vulnerabilit. Chusan era cos vicina alla capitale che i mandarini non avrebbero potuto tenere nascosta la notizia della sua caduta all'imperatore, il quale si sarebbe reso conto di non avere altra scelta che accogliere la richiesta britannica di riaprire i commerci e risarcire le perdite passate.
Dal momento che la ripresa del traffico dell'oppio era uno dei principali obiettivi della spedizione, la flotta sarebbe stata accompagnata da numerosi mercantili, molti dei quali carichi d'oppio. La marina avrebbe assicurato che i trafficanti inglesi fossero liberi di avvicinarsi ai porti principali e disporre del proprio carico come meglio credevano.
Per i liberi mercanti c'erano grandi vantaggi in quella strategia, che si atteneva fedelmente ai piani messi a punto da William Jardine. Avrebbero fatto fortuna vendendo l'oppio in mercati precedentemente irraggiungibili. Al momento, la sete di quel prodotto nell'entroterra cinese era paragonabile a quella del Fiume Giallo prima di un'inondazione, perci i prezzi sarebbero schizzati alle stelle.
Arriviamo proprio al momento giusto, Reid disse Doughty. Fra due giorni la flotta far vela verso nord, e sono sicuro che Mr Chillingworth vorr essere della partita. Appena gettiamo l'ancora, il carico d'oppio di Mr Burnham dovr essere trasferito dalla Hind alla Ibis.
Il giorno dopo i passeggeri della Hind si svegliarono in una striscia d'acqua che non sembrava di questa terra. Il colore del mare era cambiato, da un azzurro intenso a un turchese iridescente, ed erano spuntati centinaia di isolotti scoscesi che sorgevano dagli abissi come denti di drago. Molti di quegli spunzoni rocciosi erano color cenere, con crinali pietrosi, e per la maggior parte erano orlati da nude scogliere alle quali si aggrappavano alberi rachitici con forme fantasticamente contorte. Di tanto in tanto, a ridosso di una di quelle isole appariva un'imbarcazione di aspetto improbabile, talora un peschereccio dall'alta poppa, talora una giunca con la velatura steccata, o un piccolo veliero cinese simile a un galeone che sembrava appartenere a un'altra epoca.
Quell'ambiente inusitato provoc una sorta di stupefazione sulla Hind ancora sconvolta dalla burrasca; solo quando un grido - Kinara agil hai! - annunci la terraferma, l'incantesimo fu spezzato. Il grido della vedetta diede il via a una corsa verso il ponte di coperta; perfino alcuni feriti, a stento in grado di reggersi in piedi, vi si diressero zoppicando per dare la prima occhiata alla terra di Maha-Chin.
Dapprima la costa fu solo una chiazza indistinta all'orizzonte ma, quando i contorni cominciarono a definirsi, si mise mano a mappe e telescopi per identificarne i tratti salienti. In piedi accanto alla chiesuola, Mr Doughty punt un indice verso nordest. Eccola, quella  l'isola di Hong Kong!
Sulla balaustra di dritta del cassero, le nocche di Shireen sbiancarono mentre si sporgeva in avanti per vedere meglio.
Qui, qui. Stringendole un gomito, Freddie le porse un cannocchiale. Con questo vedrete meglio. Hong Kong  quella, la pi alta e la pi grande di quel gruppo di isole laggi.
Le cime lontane erano avvolte dalle nubi, ma i pendii sottostanti erano privi di alberi, stranamente nudi. Sembrava poco abitata; non si vedevano che alcuni grappoli di case sul litorale.
Shireen sent un groppo alla gola mentre fissava quel massiccio spazzato dal vento. Dunque era l che Bahram aveva trovato la sua ultima dimora? Era l che il suo viaggio era finito, in quell'impervio nido di rapace cos lontano dal Gujarat natio? La desolazione di quel luogo battuto dalle intemperie produsse in lei una dolorosa malinconia mentre cercava inutilmente di immaginare la tomba di Bahram in mezzo a quei pendii.
Si gir verso Zadig Bey, in piedi al suo fianco. Credete che potremo andare sulla tomba di mio marito oggi stesso?
Non so se oggi sar possibile, bibiji disse lui perplesso. Devo prima trovare il mio amico Robin Chinnery per accertarmi che tutto sia pronto per accogliervi a Macao. Ma andremo a Hong Kong il pi presto possibile, ve lo prometto.
Lo vedi quel promontorio, al traverso del mascone sinistro? tuon Mr Doughty puntando un dito a nordovest. Laggi c' Macao!
Intanto, sul ponte di coperta, Raju si faceva ombra agli occhi per scrutare davanti a s. Macao era dove il suo viaggio sarebbe finito; era dove avrebbe ritrovato suo padre.
Quel senso di fervida attesa and ribollendo dentro di lui fino a divenire incontenibile. Guarda! disse a Dicky.  laggi che vado... a Macao! Mio zio  laggi!
Dicky fece una smorfia. Cazzo di fortuna, ya! disse invidioso. Com' che voi civili avete questo fottio di zii e zie e padri e madri! E sput fuoribordo, nel mare screziato di spuma. Noi poveri orfanelli non abbiamo un parente che sia uno.
Il pifferaio scherzava, ma nel suo tono c'era qualcosa che smont Raju, e il piacere con cui stava pregustando il momento di lasciare la nave fu scalzato dal senso di colpa per aver gioito alla prospettiva di abbandonare l'amico. Confuso, torn nel cubicolo e prese a radunare i suoi scarsi averi. Li stava ficcando nella sacca quando entr Zachary.
Allora ci siamo, eh, ragazzino? Fra poco le nostre strade si dividono.
S, signore. Raju gli tese timidamente la mano. Grazie per avermi portato con voi, signore. Se non era per voi, non sarei qui.
Zachary sorrise mentre gli stringeva la mano. Sei stato un ottimo chi-mi-guarda, ragazzino replic. Ti auguro buona fortuna.
Un minuto dopo la campana della nave cominci a suonare, annunciando l'avvistamento della flotta.
Tornati di corsa sul ponte, si videro davanti una massa di Union Jack, all'estremit occidentale dell'estuario.
La grandiosit del paesaggio faceva della flotta uno spettacolo ancora pi impressionante che a Singapore: alberi, bandiere e vessilli erano cos fitti che sembrava che dall'acqua fosse emersa una maestosa fortezza.
C'erano all'ancora venti navi da guerra, di cui tre vascelli da settantaquattro cannoni, la Wellesley, la Melville e la Blenheim, due fregate da quarantaquattro cannoni, la Druid e la Blonde, e almeno quattro vapori. Raggruppate intorno c'erano ventisei navi trasporto truppe, e imbarcazioni d'appoggio con nomi come Futty Salaam, Hooghly, Rahmany, Sulimany, Rustomjee Cowasjee e Nazareth Shah. E ovunque sciamavano bramose le bettoline, centinaia di bettoline stracariche di mercanzie: ortaggi, carne, frutta, souvenir.
A montare la guardia al fianco meridionale della flotta c'era una fregata da ventotto cannoni, la Alligator. Appena la Hind le si accost, i cavi da rimorchio furono tolti: nello stato in cui era, il veliero non poteva farsi largo in quelle acque affollate e raggiungere la sua imbarcazione gemella, la Ibis, che era ancora parecchio lontana.
Prima che la nave gettasse l'ancora, lance, chiatte e bettoline gi accorrevano da ogni parte.
Il carico d'oppio della Hind era cos ingente che ci vollero diverse ore per trasbordarlo su una lancia. Quando infine Zachary mont sulla barca per scortare il carico fino alla Ibis, mezzogiorno era passato da un pezzo.
L'aria era pesante e afosa, e la torpida immobilit del pomeriggio aveva creato una fumigante foschia, cos che gli alberi svettanti delle fregate sembravano un bosco avvolto dalla nebbia.
Zachary sedeva a prua e guardava dritto davanti a s. Mentre la lancia girava intorno ai masconi di un vascello, intravide una grande chiazza arancione su una iole in rapido avvicinamento.
Pochi minuti dopo, quella macchia di colore assunse un aspetto e una forma familiari.
Baboo Nob Kissin?
Malum Zikri! strill il gomusta. Proprio lei!
Sopraffatto dalla gioia, Nob Kissin tent di alzarsi in piedi, e per poco non fece ribaltare la iole. Si affrett a rimettersi seduto e continu: Malum Zikri, lei vivr cent'anni! Solo lei stavo cercando... una faccenda molto urgente!
Cosa c', Baboo?
Il capitano Chillingworth  in preda a grave indisposizione: un giorno caga porridge, un giorno caga latte cagliato. Ha la lingua nera e impastata, come la coda di un bandicut.  stato evacuato a Manila. In sua assenza sono lieto di recare un fausto annuncio: Mr Chillingworth ha insignito lei capitano della Ibis.
Io? Capitano? Zachary strizz gli occhi. Mi piglia in giro, Baboo?
No! No! Il gomusta scosse solennemente la testa, mordendosi la lingua. Non abborderei mai con levitazione una simile faccenda. Le prover che non me la rido sotto. Tir fuori una lettera sigillata e gliela pass. Ecco qui una missiva di autorizzazione emanata da Mr Chillingworth.  una grandissima fortuna che lei sia arrivato oggi. Solo ora deve prendere servizio. La partenza  stata rimandata. Domani alziamo le vele.
Mentre Zachary esaminava la lettera, Baboo Nob Kissin abbass la voce e si sporse un po' di pi verso di lui. Un segreto le confider: tutto  stato una mia idea. Io ho detto al capitano Chillingworth che lei  il ragazzo giusto per lavoro di capitano. Ora vede come tutto ha funzionato bene? Lei potr vendere il suo oppio e anche quello di Mr Burnham. Presto far molti soldi, soldi a palate!
Sbalordito da quell'ennesimo colpo di fortuna, Zachary fissava la lettera. Poffarbacco, Baboo! Non so che dire.
Ma l'attenzione del gomusta era gi rivolta altrove. E il ragazzo, Raju? Spero non abbia creato perturbazioni.
No, niente affatto. Sta aspettando sulla Hind... ha fatto i bagagli ed  pronto a raggiungere suo zio.
A quel punto sul viso del baboo si disegn una smorfia di rammarico. In merito a questa faccenda purtroppo si  verificata una complicazione. Lo zio di Raju  scomparso da Macao. Si  recato nell'entroterra ed  introvabile. Nessun problema per. Spiegher tutto io a Raju.
L'ho lasciato sulla Hind... Lo trover l.
Mentre le due barche si scostavano, Zachary si ricord di una cosa, e mettendosi le mani intorno alla bocca gli grid: Baboo? E la lettera? La lettera per Miss Paulette Lambert?
Ricevuta, Malum Zikri! grid di rimando il gomusta. Nessuna preoccupazione. Consegnata nelle sue mani.
Subito dopo l'arrivo della Hind, il capitano Mee e gli ufficiali subalterni si recarono sulla Wellesley per incontrare il colonnello Burrell e il commodoro Bremer. A Kesri non dispiacque vederli andare via; la loro assenza gli permetteva finalmente di occuparsi di coloro che pi ne avevano bisogno: i sepoy e i civili al seguito.
Gli eventi degli ultimi giorni, il fulmine, il disalberamento, i morti e i feriti, avevano reso i ragazzi e gli uomini incapaci di assimilare, o anche solo di notare, ci che accadeva loro intorno. E quell'apatia non si era dissipata col ricongiungimento alla flotta; molti di loro vagavano sui ponti come in trance, fissando quei panorami sconosciuti e ascoltando attoniti il trambusto che si levava dallo sciame di bettoline tutt'attorno.
Avevano bisogno di essere presi per mano, e Kesri si apprestava a farlo quando giunse inattesa una squadra di medici e infermieri per sovrintendere all'evacuazione dei feriti. Nella confusione del momento, Kesri dimentic di far scendere gli uomini sottocoperta. Fu una grave omissione, di cui in seguito si sarebbe rammaricato.
Pochissimi degli evacuati erano in grado di servirsi dei metodi consueti per scendere dalla nave. I feriti pi gravi non erano in grado di utilizzare n le scale laterali n il montacarichi, perci si dovette far ricorso a uno speciale verricello con cui calare le lettighe nelle barche in attesa.
Le atroci grida dei pifferai feriti che venivano spostati dai bancali alle lettighe erano gi abbastanza strazianti, ma la cosa peggiore fu trasferire il panditji. Venne portato fuori immobile su un bancale ma, quando la sua lettiga fu calata fuoribordo, si tir su di colpo, come una marionetta strattonata dal filo. Fissando la tolda con occhi spiritati e iniettati di sangue, lanci un grido agghiacciante pronunciando il nome del dio della morte, Yamaraj.
E quando la lettiga tocc la barca, il panditji era morto.
Poco dopo che la Hind ebbe buttato l'ancora, Zadig noleggi un sampan e and a cercare Robin Chinnery.
Rimase via per quella che a Shireen parve un'eternit. Ma proprio quando cominciava a preoccuparsi, ricomparve pieno di allegria.
Era tutto sistemato, disse a Shireen; la casa che Robin le aveva trovato a Macao era pronta e l'aspettava.
Shireen tir un sospiro di sollievo.  davvero una buona notizia, Zadig Bey. Spero che abbiate ringraziato Robin da parte mia. Cominciavo a pensare che fosse accaduto qualcosa.
Zadig si affrett a giustificarsi: aveva impiegato parecchio tempo a localizzare il Redruth, disse, e aveva trovato Robin molto su di giri, che si preparava ad andare a nord con la flotta britannica.
E perch? Shireen era stupita. Si  arruolato in marina?
Quella domanda strapp a Zadig una grande risata. No, bibiji. Robin  il meno marziale degli uomini. Si imbarca come artista. Dice che oggigiorno  in gran voga per gli eserciti essere accompagnati da pittori, in modo che le loro imprese e le loro vittorie siano documentate per i posteri.  stato invitato da un colonnello, ed  un'occasione troppo ghiotta per rifiutare. Salper domani.
Peccato disse Shireen delusa. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
Anche a lui sarebbe piaciuto, bibiji. A Canton, durante la crisi dell'oppio, era spesso ospite di Bahram-bhai. Avrebbe voluto farvi le sue condoglianze, ma oggi non c' tempo. Manda i suoi salaam e dice che verr a trovarvi quando torna. E anche la sua amica Paulette.
C'era anche lei?
S, e anche lei verr a trovarvi un giorno di questi. Era a Hong Kong quando fu trovato il corpo di Bahram.
Non lo sapevo disse Shireen. Che strana coincidenza.
No, bibiji. In realt no. Paulette passa molto tempo sull'isola.
Zadig si gir a indicare Hong Kong. Vedete quella montagna alta laggi?  l che Mr Penrose, il tutore di Paulette, ha costruito una serra per la sua collezione di piante. E data l'infermit di Mr Penrose,  Paulette che se ne prende cura. Ci va ogni giorno.
Da sola?
S, bibiji. Va spesso in giro da sola. Si mette giacca e calzoni e nessuno la importuna. Era lass quando Bahram  morto. Dal vivaio si ha un'ottima vista sulla baia e la costa. Quel giorno Paulette ha notato un gran movimento ed  corsa gi alla spiaggia, dove ha trovato Vico, il munshi e alcuni lascari dell'Anahita riuniti intorno al corpo di Bahram.
Shireen taceva, fissando l'isola che si profilava in lontananza. Mi piacerebbe parlarle, Zadig Bey.
Sono sicuro che ce ne sar presto l'occasione, bibiji. Anche lei desidera molto conoscervi.
Gi nella penombra del cubicolo, Raju ascoltava inebetito mentre Baboo Nob Kissin gli comunicava la notizia. Suo padre non era pi a Macao; era andato a lavorare a Canton; non lo potevano contattare perch il traffico sul Fiume delle Perle era impedito da un blocco navale; anche cercare di inviare un messaggio era rischioso, perch avrebbe attirato su di lui dei sospetti, tuttavia si poteva tentare...
Dopo un po' il ragazzo sbott: Apni chithi likhechhilen na? Gli avevate scritto, vero? Gliel'avevate detto che stavo arrivando?
S, certo, disse Nob Kissin. Ma evidentemente la mia lettera non lo ha raggiunto. Probabilmente aveva gi lasciato Macao. Quando sono arrivato io non c'era pi, cos non ho avuto modo di contattarlo.
Ma Raju aveva smesso di ascoltarlo, e se la prese con lui, come se fosse tutta colpa sua: Ma perch? Perch se n' andato? Perch non mi ha aspettato?
Perch non lo sapeva, rispose Nob Kissin. Non  colpa sua. Come poteva immaginare che saresti venuto a cercarlo? Se l'avesse saputo, ti avrebbe aspettato. Comunque, ora dobbiamo farglielo sapere, e di sicuro verr a prenderti.
Ma intanto io cosa faccio? protest Raju. Dove sto? Con chi?
Il tono sempre pi disperato del ragazzo lo allarm.
Stammi a sentire, Raju, disse. Domani parto per il nord con la Ibis... il capitano sar Mr Reid. Se vuoi, puoi venire con noi come mozzo.
No! grid lui, con gli occhi lucidi. Non voglio spostarmi su un'altra nave! Qui sulla Hind ho degli amici... perch li devo lasciare? Non basta che mio padre non ci sia? Devo anche perdere i miei amici?
Trafitto dal tono accusatorio della sua voce, Baboo Nob Kissin non pot fare altro che appellarsi agli di: H Gobindo; h Gopal! Si malediceva per essersi tirato addosso quella calamit: se a Calcutta non fosse andato a cercare il ragazzo e sua madre, ora non si sarebbe trovato con quella gatta da pelare.
Come spesso accadeva, la decisione l'aveva presa per lui Ma Taramony, il suo spirito guida. Avendo per molto tempo guardato Neel con occhio materno, era stata lei a decidere che Baboo Nob Kissin, di ritorno a Calcutta dalla Cina, andasse a trovare sua moglie. Gli aveva detto che era suo dovere riferire a quella donna sventurata che il marito era ancora vivo e un giorno sarebbe tornato per portare via da Calcutta lei e Raju.
Pur con qualche riserva, Nob Kissin aveva obbedito alle istruzioni di Ma Taramony, confidando che la faccenda sarebbe finita l. Nemmeno per un momento aveva immaginato che si sarebbe trovato in balia di un ragazzino testardo e ostinato che, all'udire la notizia, avrebbe preteso a tutti i costi che lui, un semplice messaggero, lo aiutasse a ritrovare suo padre.
Aveva cercato con ogni mezzo di rifiutare, ma le sue resistenze erano contrastate da un infelice tratto del suo carattere: un'inveterata paura dei bambini. Sebbene in grado di tener testa ai seth pi scaltri e agli zemindar pi spietati, il gomusta era incapace di resistere alle insistenze dei bambini, non perch fosse di cuore tenero, ma perch lo terrorizzava la demoniaca potenza della loro impotenza. Quando l'espressione dei loro intensi occhi sgranati si tingeva di rabbia o delusione, gli parevano capaci di infliggere ogni sorta di danni, e avrebbe fatto di tutto pur di non incappare nelle loro maledizioni. In qualche modo Raju sembrava essersene accorto, e ne aveva approfittato assediandolo con suppliche, implorazioni, lusinghe e velate minacce.
N la madre aveva fatto nulla per tenere a bada il figlio; anzi, aveva aggiunto alle sue anche le proprie suppliche. Raju a Calcutta non ha prospettive, aveva detto.  diventato inquieto e io non so pi cosa fare di lui. Se resta qui finisce male;  meglio che segua i desideri del suo cuore e si metta in cerca del padre.
Cos Baboo Nob Kissin si era risolto ad appioppare il ragazzino a Zachary, confidando che Neel fosse ancora a Macao, e che fosse in grado di farsi carico del figlio.
E ora questo...
Senti, Raju, disse. Ti avevo avvertito fin dall'inizio che sarebbe stato difficile. Sei stato tu a insistere che volevi venire lo stesso. E ora devi pazientare. Escogiter qualcosa, te lo prometto. Ma devi avere pazienza.
A quelle parole, gli occhi del ragazzo assunsero esattamente l'espressione che Nob Kissin pi temeva: attonita, ferita, delusa. Aspettare? Quanto?
Frustrato, il gomusta si alz in piedi: Non lo so... e in ogni caso adesso devo andare da Mr Doughty. Nel frattempo tu pensa a cosa vuoi fare.
E spar, lasciando Raju raggomitolato in un angolo.
Con gli occhi velati di lacrime, il ragazzo rivide la scena dell'arresto di suo padre, nella dimora di famiglia a Calcutta, due anni prima. Stavano facendo volare gli aquiloni insieme, su una terrazza, quando un domestico era venuto a riferire che c'era il capo della polizia con una squadra di uomini armati. Raju ricordava quel che gli aveva detto il padre: doveva aspettarlo l, sarebbe tornato nel giro di pochi minuti. Cos era rimasto ad aspettare, anche dopo che il padre era stato portato via in carrozza.
Adesso provava una sensazione di gelo e di vuoto, un senso di abbandono molto simile a quello provato allora, solo che aveva due anni in pi e aveva smesso di credere alle promesse. Non poteva aspettarsi che a decidere del suo futuro fosse Baboo Nob Kissin o chiunque altro; finch non sarebbe stato di nuovo insieme a suo padre, doveva prendere il destino nelle sue mani. Ma tale consapevolezza non faceva che peggiorare le cose, perch non aveva la minima idea di dove andare o cosa fare.
A quel punto ud un picchiettio familiare sulle assi di legno che separavano il cubicolo dalla cumra. E poi la voce di Dicky: Arr, Raju? Sei ancora l?
S.
Che succede? Pensavo che andavi via, laggi... a Makoo, o quello che .
Non posso, ya. Lo zio  sparito.
E adesso che fai?
Non lo so, ya.
Segu un istante di silenzio, poi Dicky disse: Arr, la sai una cosa, ya? Puoi sempre unirti alla nostra banda. Abbiamo bisogno di altri pifferai. Proprio oggi sentivo il mazziere che ne parlava.
Quando gli ufficiali tornarono dalla riunione sulla Wellesley, la giornata volgeva al termine. I subalterni, con in testa un esuberante giovane alfiere, si arrampicarono sulle scale laterali della Hind parlando fra loro eccitati.
Che scalogna essere tagliati fuori dall'azione...!
Avrei tanto voluto far fuori il mio primo muso giallo...
Per ultimo sal a bordo il capitano Mee, ma la sua voce era la pi tonante: E quei dannati irlandesi ci faranno una testa cos con le loro avventure su a nord...
Ascoltandoli, Kesri cap che i Bengal Volunteers erano stati esentati dalla partenza immediata. Una bella notizia; dopo tutto quello che aveva passato, l'unit non era in grado di affrontare un altro viaggio, e men che mai un combattimento. Sperava solo che li mandassero al pi presto a riva per accamparsi sulla terraferma.
Pi tardi, quando fu convocato nella cabina del capitano, ebbe conferma di non essersi ingannato. L'indomani il grosso delle truppe avrebbe proseguito verso nord, per attaccare Chusan. Ma la Compagnia B sarebbe rimasta dov'era, sulla Hind, in prossimit di Hong Kong. Insieme a un distaccamento di Royal Marines, avrebbe fornito protezione alla flotta mercantile e ai sudditi britannici nell'area.
 un peccato perderci i combattimenti disse Mee. Ma gli alti comandi hanno deciso che abbiamo bisogno di tempo per riprenderci dal viaggio.
Un po' di tempo in pi ci far bene, kaptn-sah'b disse Kesri con voce pacata.
Il capitano gli lanci un'occhiata interrogativa. Perch, havildar? Cos'hai in mente?
Per Kesri la cosa peggiore era la scarsit di civili al seguito: senza un contingente di lascari di terra abbastanza nutrito sarebbe stato difficile far buon uso di obici e mortai.
Abbiamo perso troppi civili, kaptn-sah'b. Soprattutto i lascari di terra... ce ne servono di pi.
Ebbene, non vedo soluzioni. Difficile trovare lascari di terra da queste parti.
Signore, non potremmo reclutare qualche marinaio?
Eventualmente... Se trovi qualcuno di adatto, segnalamelo.
Sissignore. E quando sbarcheremo, signore? Lo sapete gi?
La risposta di Mee fu una cocente delusione: Per il momento si resta a bordo, havildar. Tocca al capitano Smith della Volage decidere... il comando del settore meridionale  assegnato a lui.
Srotolando una carta nautica, il capitano indic la loro posizione. Kesri vide che l'estuario del Fiume delle Perle aveva la forma di un imbuto rovesciato, con la parte stretta che puntava verso nord. L'isola di Hong Kong e il promontorio di Macao erano alle estremit opposte dell'imboccatura, a quaranta miglia l'una dall'altro. Al momento la Hind si trovava pi vicina a Macao, ma presto si sarebbe spostata nella Baia di Hong Kong, dov'era ancorato il grosso della flotta mercantile.
Il dito del capitano si mosse lentamente sulla carta fra i gruppi di isolotti, fino al punto in cui l'imbuto andava restringendosi.
Questo  il Bocca Tigris, havildar disse. Alcuni lo chiamano Bogue.
Kesri ne aveva sentito parlare dai lascari, che invece lo chiamavano Sher-ki-mooh, Bocca della tigre.
 una posizione massicciamente fortificata continu il capitano. Se in questo settore ci sar da combattere, accadr qui.
La tomba di Bahram si trovava al limite di una conca circondata da pendii scoscesi. Affittarono dei cavalli e una guida nel villaggio di Sheng Wan, dov'erano scesi dalla barca che li aveva portati fino a Hong Kong. La guida spieg a Freddie che il luogo in cui si trovava la tomba era conosciuto come Wang nai Cheong, Valle felice. La raggiunsero seguendo un viottolo costiero sul lato orientale della baia. Poi svoltarono a sinistra e s'inerpicarono lungo un crinale prima di scendere nella conca.
A fondovalle c'era un tappeto di risaie, alcune alimentate da un acquedotto di bamb. Su un versante si ergeva una parete di roccia quasi verticale, di granito levigato dal vento, e in cima a quella parete stava appollaiato un gigantesco masso ovale, ai cui piedi c'era un grande mucchio di bandierine di carta rossa e bastoncini d'incenso.
La guida disse a Freddie che quel masso era noto come Pietra della meretrice e veniva visitato dalle donne che desideravano avere figli.
La tomba di Bahram, sull'altro lato della conca, era una sobria costruzione in pietra, senza ornamenti. L'iscrizione sulla lapide diceva solo: Bahramjee Nusserwanjee Moddie.
Abbiamo deciso di non aggiungere altro disse Zadig in tono di scusa. Non sapevamo cosa avrebbe voluto la famiglia.
Shireen annu. Avete fatto bene. Aggiungeremo qualche verso dell'Avesta quando sar possibile.
Shireen cominci a mormorare lo Srosh Baj mentre Freddie sistemava le offerte votive che aveva portato con s, frutti e fiori. Rimase zitto per quasi tutto il giorno, e solo quando stavano tornando a Sheng Wan disse: Non prendetevela, bibiji, ma non verr con voi a Macao.
E dove andrai? chiese lei sorpresa.
Rester qui, nel villaggio di Sheng Wan. La guida mi ha detto che posso trovarmi un posto dove stare.
Ma perch?
La voce di Freddie si ridusse a un sussurro. Lui  qui, mio padre. Lo sento. Lui vuole che resto qui.
14.
Con l'arrivo delle truppe britanniche, cominci a circolare la voce che le autorit cinesi offrivano un premio per la cattura o l'uccisione degli stranieri. Si avevano notizie di scontri con la gente dei villaggi in varie zone alla foce del Fiume delle Perle.
L'isola di Hong Kong, peraltro, restava un'eccezione: era un posto dove gli stranieri potevano andarsene in giro abbastanza liberamente, senza temere fastidi o molestie. Nell'isola erano approdate varie generazioni di forestieri, e col tempo la gente dei villaggi ci aveva fatto l'abitudine; molti avevano perfino imparato ad approfittarne, ad esempio l'anziano del villaggio di Sheng Wan che aveva affittato a Fitcher Penrose un terreno per il suo vivaio sulle pendici del monte pi alto dell'isola.
Non era per la comodit che Fitcher aveva scelto il luogo: il sentiero per raggiungerlo partiva da una spiaggia appartata e s'inerpicava zigzagando a pi riprese su speroni rocciosi e nullah. La salita era cos impegnativa che Fitcher, con le sue vecchie ossa spesso afflitte dai reumatismi, talvolta per settimane intere non era in grado di intraprendere l'arrampicata.
Ma in un certo senso l'altitudine era un vantaggio. Fitcher si era accorto subito che le fasce pi basse dell'isola erano paludose e infestate dalle zanzare, mentre i pendii pi elevati erano relativamente liberi da insetti. Il sito aveva anche altri vantaggi: suolo pi fertile, temperature pi moderate, e soprattutto l'abbondante riserva d'acqua di un laghetto alimentato da un torrente che scendeva gorgogliando dall'alta dorsale dell'isola. Essendo annidato in una conca, il sito era anche al riparo dalle tempeste.
Il grandioso panorama che si godeva da lass, l'intera baia e Kowloon sulla terraferma, non aveva importanza per Fitcher, che era inguaribilmente miope. Per Paulette invece significava molto: la vista che le si apriva davanti arrivando al vivaio era cos incantevole che quell'arrampicata non le pesava.
La gente dell'isola conosceva il monte come Taiping Shan, Montagna pacifica, e Paulette trovava che mai nome era stato scelto meglio: era un pendio sereno e tranquillo, e in tutto il tempo che vi aveva trascorso non aveva mai avuto il minimo motivo di temere per la propria incolumit. Al vivaio si era sempre sentita perfettamente al sicuro, anche grazie ai due giardinieri assunti per lavorarci, una coppia di mezza et di Sheng Wan la cui presenza era cos rassicurante che Paulette non aveva mai sentito il bisogno di portare con s un'arma.
Ma dopo l'arrivo della flotta britannica l'atmosfera era cambiata. Quando cominciarono a girare voci di aggressioni agli stranieri, Fitcher insistette perch Paulette prendesse con s le pistole. Lei decise di accontentarlo per non farlo stare in pensiero, tuttavia non immaginava che un giorno sarebbe stata contenta di averle. Come invece accadde.
Fu alla fine di una giornata di lavoro, al ritorno dal vivaio. Arrivando alla spiaggia dove l'attendeva la lancia del Redruth, trov uno sconosciuto d'aspetto bizzarro seduto sulla sabbia, con le braccia strette intorno alle ginocchia.
Succedeva di rado che quella spiaggia attirasse visitatori, e quei pochi erano di solito pescatori locali. Ma quell'uomo in calzoni, giacca logora e cappello sembrava un forestiero.
Nel frattempo anche lui l'aveva vista e si era alzato in piedi. Paulette si avvide allora che, sebbene indossasse abiti europei, non era un bianco come le era sembrato a prima vista: i suoi tratti erano eminentemente cinesi. Non era pi giovane, ma con quelle guance, gli occhi infossati e la barba ispida, era difficile stabilirne l'et. Nel suo aspetto c'era qualcosa di trasandato e un po' inquietante, quanto bastava perch Paulette decidesse di sollevare la falda della sacca per avere a portata di mano le pistole.
Poi un lampo negli occhi dell'uomo la fece sussultare, rammentandole un altro incontro su quella stessa spiaggia, l'anno prima. Anche allora era stata riconosciuta da qualcuno che sulle prime non aveva risvegliato in lei alcun ricordo.
Miss Paulette?
Il modo in cui l'uomo la salut, togliendosi il cappello con un inchino, era nel contempo europeo e cinese.
Perdonatemi disse Paulette. Ci conosciamo?
Mi chiamo Ephraim Lee disse lui con aria grave, sempre tenendo il cappello sul petto. Tutti mi chiamano Freddie. Ma forse mi ricordate con un altro nome, lah? Ah Fatt... della Ibis.
Ciel! Paulette fece tanto d'occhi. Ma come avete fatto a riconoscermi?
Lui sorrise. La Ibis... ci ha uniti tutti insieme in modi strani.
Lo aveva sempre visto solo da lontano, e ci che ricordava del suo aspetto era una vaga sensazione di minaccia, che trasudava non solo dalla faccia angolosa e cupa, ma anche dall'agile vigore della muscolatura. Ora per non si vedeva ombra di tale minaccia, n sulla sua faccia n nei suoi modi; sembrava piuttosto che fosse lui quello minacciato, ossessionato.
Cosa vi porta qui, Mr Lee?
Per molto tempo ho cercato questo posto, Miss Paulette.
Oh! Forse eravate gi stato qui prima?
Lui scosse il capo. No, per l'avevo visto disse con naturalezza.
Come? Quando?
In sogno. E oggi, quando l'ho visto, l'ho riconosciuto... ho saputo che qui  stato trovato il corpo di Mr Bahram Moddie. Voi c'eravate quel giorno, vero? Mr Karabedian, il mio padrino, mi dice questo.
All'improvviso Paulette ricord che quell'uomo era il figlio naturale di Mr Moddie; l'aveva menzionato Neel la mattina in cui era stato trovato il corpo.
Mi dispiace per il vostro lutto, Mr Lee.
La ringrazi dando un colpetto al cappello. Paulette not allora il forte tremito della mano. Doveva essersene accorto anche lui, perch intrecci le mani come per tenerle ferme. Poi indic col capo una zona ombrosa, sotto uno sperone di roccia. Miss Paulette, forse possiamo sederci l per qualche minuto? Forse potete dirmi cosa avete visto quel giorno, quando il corpo di mio padre  stato trovato?
Paulette non vedeva ragione di rifiutare. S, vi dir ci che ricordo.
Sedettero su una macchia d'erba e lei gli raccont che quel giorno, arrivando sulla spiaggia, aveva trovato un gruppo di uomini, indiani, inginocchiati intorno a un cadavere senza nulla addosso. Con sua meraviglia, uno di loro le era andato incontro come se l'avesse riconosciuta.
Neel?
S, Neel, ma mi ha detto di non usare quel nome.
Freddie annu e tacque. Poi, con tono agitato, riprese: Miss Paulette, una cosa voglio chiedervi. Quella mattina, lah, avete visto una scala pendere dalla nave di mio padre?
Sussultando, Paulette si rese conto di aver omesso quell'importante dettaglio: la scala di corda ciondoloni che quella mattina aveva attirato la sua attenzione sull'Anahita. Si era chiesta perch una scala fosse stata lasciata a penzolare sull'acqua. Chi poteva averla usata, e per cosa?
S, c'era una scala disse. L'ho vista appesa a poppa della nave di Mr Moddie. Come lo sapevate?
Ho visto anche questo, a volte, nei miei sogni, lah.
Girandosi verso di lei, chiese con voce incerta: Vi dispiace se fumo, Miss Paulette?
No. Pensava che avrebbe tirato fuori una manciata di tabacco, invece estrasse da una tasca della giacca una lunga pipa e una scatoletta d'ottone.
Ora ogni cosa andava al suo posto: il tremito, i tic nervosi, l'estrema magrezza del volto.
Cap che era un oppiomane e si ritrasse leggermente. Poi per si gir a guardarlo con rinnovata curiosit.
Nelle ultime settimane, dopo aver ricevuto la lettera di Zachary, Paulette aveva riflettuto molto sull'oppio e sulle sue propriet curative. La lettera era stata un colpo terribile: l'aveva non solo ferita, ma anche costretta a chiedersi se le sue speranze e convinzioni pi profonde non fossero che illusioni, sogni artificiali. Si era ricordata di quando, arrivando a Mauritius, era andata all'orto botanico di Pamplemousses ad aspettare Zachary; si era ricordata la gioia nel trovare quel giardino abbandonato e inselvatichito, le era sembrato un Eden nato dal suo stesso cuore, dove avrebbe felicemente atteso il suo Adamo. Aveva deciso che la loro storia d'amore avrebbe superato anche quella di Paul e Virginie, il cui destino l'aveva commossa fino alle lacrime, perch avrebbero consumato il loro amore in assoluta libert. In quel giardino avrebbe gioiosamente stretto Zachary fra le braccia e si sarebbero uniti sotto le stelle, corpo e anima, su un'isola di loro immaginazione, lontani dagli obblighi e dalle costrizioni del mondo, decidendo autonomamente del proprio destino, i loro corpi uniti dall'urgenza estatica, vitale, che  l'essenza della vita.
Aveva vagato nella casa abbandonata dell'ex curatore dell'orto botanico fino a una stanza che sarebbe stata il luogo perfetto per la loro prima notte insieme. Aveva costruito un nido sul pavimento - non un letto, non potevano esserci letti nell'Eden - e aveva sparso fiori sulle lenzuola e appeso ghirlande di abrotano alle finestre. Quanto aveva pianto quella notte, e quella dopo, e quella dopo ancora, quando Zachary non era venuto; eppure quelle notti non erano state invano, perch le aveva rivissute mentalmente molte volte: quando immaginava di rivedere Zachary, era sempre su un'isola, con loro due che si correvano incontro famelici.
C'era stato un tempo in cui aveva covato con gioia quei ricordi, ma dopo aver ricevuto la lettera di Zachary, col suo inspiegabile ripudio, dopo aver inutilmente cercato di capire cosa avesse provocato quel cambiamento nel suo cuore, si era come riempita di vergogna, e anche di una sorta di disgusto di s, della propria sciocca ingenuit, un sentimento cos forte che aveva desiderato disperatamente una via di fuga. Ora guardava affascinata mentre Freddie scaldava una minuscola goccia d'oppio e inalava il fumo. L'effetto fu quasi immediato: i tic erano spariti e le mani sembravano pi ferme. Chiuse gli occhi e fece alcuni respiri profondi prima di parlare di nuovo.
Perch una scala, Miss Paulette, lah? A cosa serviva?
Non lo so. Anch'io mi sono chiesta a cosa serviva.
Lui sorrise con aria sognante. Quando l'Anahita torna forse possiamo scoprirlo.
L'Anahita torna?
S disse lui. Sta tornando, l'ho vista in sogno.
Rimasero seduti per un po' in un silenzio amichevole: Paulette si sentiva in pace per la prima volta da quando aveva ricevuto la lettera di Zachary. Sentiva in Freddie un vuoto ben pi profondo di quello scavato in lei dalla lettera, e ci creava un vincolo molto forte, ben pi forte del legame che gi esisteva tra loro, il legame della Ibis.
Se ci fosse stato il tempo gli avrebbe chiesto una boccata dalla sua pipa, ma proprio allora scorse la lancia del Redruth che veniva a riprenderla.
Una settimana dopo la partenza della flotta per il nord, Kesri apprese che il capitano Smith, il comandante del settore meridionale, aveva deciso di autorizzare i sepoy a scendere dalla Hind e accamparsi su un'isola di nome Saw Chow.
Accolse la notizia con immenso sollievo. Dopo tanti mesi a bordo, non poteva esserci niente di meglio che trasferirsi sulla terraferma. Ma il suo entusiasmo si spense quando si rec sull'isola insieme al capitano Mee per una prima perlustrazione.
Saw Chow, non lontana da Hong Kong, si trovava circa a met dell'estuario del Fiume delle Perle, in un'insenatura chiamata dagli stranieri Baia di Tangku. A sud svettava la frastagliata isola di Lintin; a nord c'era il promontorio di Tangku, dove erano in corso le esercitazioni di un distaccamento cinese. Di per s, Saw Chow non era che un isolotto brullo e battuto dal vento; sui suoi tre colli non c'era un albero, n alcun tipo di vegetazione. Difficile immaginare luogo meno ospitale, ma gli ordini erano ordini, perci Mee e Kesri non ebbero altra scelta che fare di necessit virt.
Scelsero un punto in una conca fra due colli e tracciarono le linee per le tende dei sepoy e degli ufficiali. Il giorno successivo, una squadra di khalasi, thudni-wallah, portatori e addetti al montaggio tende and ad allestire il campo. Qualche giorno dopo, l'intera unit si trasfer sull'isola, sepoy e civili al seguito, con armi e bagagli.
Ogni pochi giorni, gli ufficiali facevano una scappata a Macao o alla Baia di Hong Kong, ma i sepoy e i civili non avevano neanche quel conforto; per loro l'isola era come un campo di prigionia, un luogo spaventosamente monotono e scomodo. A parte le occasionali visite delle bettoline, non c'era alcun diversivo.
Un giorno, nel tentativo di alleviare il tedio, Kesri decise di far scavare un quadrato per il wrestling. Il capitano Mee diede il suo consenso e Kesri si mise subito all'opera, con l'aiuto di alcuni sepoy e civili, in un punto che si affacciava sulle scintillanti acque azzurre dell'estuario. Ci vollero alcuni giorni per prepararlo adeguatamente, mischiando al terreno curcuma, olio e ghee; quando fu pronto, Kesri lo inaugur di persona, con una preghiera a Hanumanji.
Ancora una volta l'effetto fu quello sperato. Gli incontri di lotta incanalavano le energie, creavano cameratismo e ogni giorno davano agli uomini qualcosa da aspettare. Anzi, l'impatto fu perfino maggiore che a Calcutta, perch stavolta Kesri fece partecipare anche i civili al seguito: spazzini, dhobi, barbieri e tutti gli altri. Alcuni dei sepoy ebbero da ridire, ma Kesri li zitt ricordando loro l'inviolabile etica dell'akhara, dove le gerarchie terrene non contano nulla e tutti gli uomini sono uguali. Quanto all'obiezione secondo cui i civili non sarebbero stati in grado di battersi alla pari coi sepoy, si dimostr anch'essa infondata: molti fra i lascari di terra, gli artiglieri e i bhisti erano uomini grossi e forzuti, pi che capaci di difendersi.
In breve la notizia si sparse al di fuori dell'isola, e un giorno anche alcuni Royal Marines chiesero di partecipare. Ma si scopr che a loro interessava il pugilato nello stile degli angrezi, una forma di combattimento che Kesri aborriva, considerandola semplicemente un marpeet, un fare a botte. Kesri disse loro che, se volevano entrare nel quadrato, dovevano rispettarne le regole. Gli angrezi acconsentirono e cos furono accettati fra i sempre pi numerosi lottatori.
Un giorno, al ritorno da una scappata nella Baia di Hong Kong, il capitano Mee annunci che era arrivata da Manila la nave di un giovane mercante parsi; l'equipaggio annoverava un lascaro che aveva fama di esperto lottatore, e il giovane parsi, appassionato di wrestling, era ansioso di vedere il suo lascaro combattere nel quadrato. Mancavano pochi giorni al Naga Panchami e, poich Kesri aveva organizzato per quella data uno speciale dangal cui avrebbero partecipato solo i lottatori pi abili, disse al capitano Mee che il lascaro sarebbe stato il benvenuto al torneo.
Il dangal era gi in corso quando si avvicin una lancia con una decina di uomini ai remi. Ne scese un giovane con le spalle larghe e la mascella squadrata, che and a stringere la mano al capitano Mee. Vestiva all'occidentale, e agli occhi di Kesri sembrava in tutto e per tutto un angrez. Ma quando Mee lo condusse da lui, cap che era l'armatore parsi il cui lascaro era stato invitato al torneo: Dinyar Ferdoonjee.
Dopo aver scambiato qualche parola con Kesri, il giovane mercante fece un cenno in direzione della lancia; il lottatore, disse, era uno degli uomini ai remi. Non ci fu bisogno che specificasse quale: anche seduto, torreggiava sugli altri. Quando cominci ad alzarsi, fu come se il suo corpo si allungasse a poco a poco, come una scala telescopica. Una volta in piedi, si vide che le sue spalle erano larghe quasi quanto la barca, e che il remo, in mano a lui, sembrava un ramoscello. A differenza della maggior parte dei lascari, non indossava jama e pyjama, ma un paio di calzoni grigi con una camicia bianca in forte contrasto con la sua pelle scura. La testa era dello stesso stampo del corpo - squadrata, larga e massiccia - ma, come a compensare una simile stazza, l'espressione sul volto era di estrema pazienza e mansuetudine. Anche la sua andatura aveva qualcosa di strascicato che induceva a pensare che fosse un po' lento di movimenti, e che dentro il quadrato la sua mole e il suo peso si potessero usare contro di lui.
Ma quando si fu spogliato, il suo contegno sub un brusco mutamento. Kesri lo osserv con attenzione mentre si scioglieva i muscoli schiaffeggiandosi le braccia e il torace: il suo modo di eseguire quegli esercizi era di una fluidit e agilit impressionanti. Quando entr nel quadrato, la sua postura era la migliore che Kesri avesse mai visto: perfettamente equilibrata, con la testa allungata sopra la gamba su cui poggiava il peso, e il mento esattamente allineato al ginocchio.
Il suo primo avversario fu un giovane sepoy muscoloso, uno dei migliori discepoli di Kesri. Aveva appena imparato una mossa chiamata sakhi, e la prov subito, avventandosi sul braccio destro del lascaro e cercando al contempo di fargli perdere l'equilibrio agganciandogli il ginocchio col piede.
Ma il lascaro lo contrast senza sforzo, bloccandogli il piede e ruotando agilmente su se stesso per passare all'attacco; una mossa che Kesri riconobbe come un dhak eseguito alla perfezione. Qualche istante dopo il sepoy era immobilizzato a terra e l'incontro era finito.
Il secondo a entrare nel quadrato fu un possente fante di marina: la sua mossa preferita era una presa chiamata kalajangh, che mirava a far cadere l'avversario infilandosi sotto di lui e afferrandolo per la coscia. Era una mossa molto comune, e Kesri prevedeva che il lascaro conoscesse una pech, una contromossa, con cui rispondere. E in effetti cos fu. Quando si slanci in avanti, il fante si trov con un pugno di mosche, e un istante dopo era a pancia in gi, e non pot evitare di venire schienato.
La cosa strana era che il lascaro sembrava non trarre alcun piacere da quelle vittorie: invece di esibirsi nei consueti gesti di trionfo dei pehlwan, si limitava a scrollare il capo, come se fosse in imbarazzo. Questo incoraggi altri due lottatori a tentare la sorte, ma non se la cavarono meglio di chi li aveva preceduti: il lascaro li atterr entrambi, mostrando di padroneggiare anche mosse sofisticate come la bhakuri e la bagal dabba.
A quel punto Kesri sent su di s gli occhi dei suoi uomini che aspettavano di vedere se avrebbe riscattato il loro onore entrando lui stesso nel quadrato. Non poteva deluderli, ed era curioso di vedere come se la sarebbe cavata contro il lascaro. Mormorando una preghiera a Hanumanji, si fece avanti.
Per un paio di minuti Kesri e il lascaro si studiarono girando in tondo, fintando, cercando di spingere l'altro a una mossa azzardata. Poi Kesri attacc con una multani, girando su se stesso e facendo perno sul piede posteriore per sorprendere il lascaro da dietro. Invece fu il lascaro che si piazz dietro di lui, costringendolo a rannicchiarsi in posizione difensiva.
In passato, talvolta Kesri aveva sfruttato a suo vantaggio quella posizione ricorrendo a una dhobi pt, una mossa in cui si solleva l'avversario sopra la spalla al modo di un dhobi che sbatte i panni. Ma il lascaro conosceva la contromossa giusta, e Kesri si ritrov sbattuto a terra a gambe larghe, e dovette sforzarsi di tenere le spalle sollevate dal suolo.
A quel punto per schienarlo bastava poco, perci il lascaro gli schiacci il petto con una spalla preparandosi a premere con tutto il suo peso. I loro volti erano a pochi centimetri di distanza, e a un tratto i loro sguardi s'incrociarono. E allora, proprio quando stava per fare la mossa decisiva, accadde una cosa stupefacente: il lascaro ebbe l'impulso di mollare la presa, come se, guardando Kesri negli occhi, avesse visto una cosa di cui non riusciva a capacitarsi. Ogni aggressivit lo abbandon, la pressione che stava esercitando si allent, e Kesri ne approfitt per rovesciarlo a terra: un attimo dopo lo aveva schienato.
Quel capovolgimento delle sorti era cos inspiegabile che Kesri ebbe un moto di gratitudine per l'avversario. Non gli avrebbe fatto piacere perdere di fronte ai suoi uomini, ed era lieto che quell'ignominia gli fosse stata risparmiata. Ma sapeva che il lascaro era un lottatore migliore di lui, e quando furono usciti dal quadrato gli domand: Cosa  successo? Kya hua?
Lo aveva chiesto in indostano, ma il lascaro gli rispose nella sua stessa lingua: Hamaar saans ruk goel. Sono rimasto senza fiato.
Stupito, Kesri chiese: Tu bhojpuri kah se sikhala? Dove hai imparato il bhojpuri? Da dove vieni?
Il lascaro disse di essere cresciuto a Ghazipur, in un orfanotrofio cristiano, e che il suo nome era formato dai cognomi di due preti: Maddow Colver.
Ghazipur? Per Kesri quel nome era indelebilmente legato a sua sorella Deeti. La citt della fabbrica di oppio?
Proprio quella.
Kesri ammutol, provando uno strano senso di affinit con quell'uomo: che fossero entrambi lottatori, che le loro strade si fossero incrociate il giorno del Naga Panchami, che fossero entrambi legati a Ghazipur... tutto ci pareva implicare che i loro destini fossero in qualche modo intrecciati.
Tutt'a un tratto gli venne un'idea, e disse: Sunn... Ascolta, la mia unit ha bisogno di uomini robusti per trascinare i cannoni. Ti uniresti a noi? Solo finch restiamo qui. La paga  buona.
L'uomo si prese il suo tempo prima di rispondere, guardando verso il mare e grattandosi la testa prima di girarsi di nuovo verso Kesri.
S, disse infine, annuendo con fare meditabondo. Se il mio datore di lavoro si lascer convincere, mi unir a voi.
Per Zachary, mettere di nuovo piede sulla Ibis fu come tornare a casa.
Era il veliero con cui era salpato da Baltimora come marinaio alle prime armi e maestro d'ascia. Ora, a distanza di quasi tre anni, tornava a bordo in veste di capitano! Era un cambiamento cos grande da suggerire l'intervento di una qualche forza soprannaturale. Da buon marinaio, Zachary sapeva che certe navi hanno una loro mente, addirittura una loro anima, e non dubitava che la Ibis avesse dato il proprio contributo per rendere possibile quella metamorfosi.
Perci non si sorprese che la Ibis desse quasi l'impressione di riconoscerlo, facendo su e gi col bompresso come a dargli il benvenuto. Tuttavia tra la ciurma non c'era una sola faccia nota. I lascari che avevano navigato con lui nei viaggi precedenti se l'erano squagliata; il nuovo equipaggio era stato reclutato a Singapore ed era costituito perlopi di malesi e filippini. Non conosceva neanche gli ufficiali: un finlandese alto e taciturno e un arcigno olandese di Batavia. Con loro non riusciva a scambiare molte parole, a parte quelle strettamente necessarie per condurre la goletta. Ma anche quello si dimostr un vantaggio: in mancanza di una lingua comune in cui insultarsi, filavano d'amore e d'accordo.
Zachary aveva istruzione di navigare verso nord di conserva con altri due mercantili carichi d'oppio, un brigantino e un brigantino a palo. Entrambi appartenevano a liberi mercanti, il pi anziano dei quali era uno scozzese di nome Philip Fraser. Di aspetto giovanile, voce suadente e sempre impeccabilmente vestito, Mr Fraser sembrava pi un medico che il comandante di una nave, e in effetti si scopr che aveva studiato medicina a Edimburgo prima di raggiungere in Oriente lo zio, una figura eminente nei traffici con la Cina. Essendo il pi esperto dei tre capitani, divenne per tacito accordo il capo del loro piccolo convoglio. Era lui a guidare le preghiere domenicali, e fu lui a insegnare agli altri lo speciale codice che i venditori d'oppio avevano cominciato a usare lungo la costa cinese per depistare i mandarini nel caso in cui i loro registri fossero stati confiscati dai funzionari della dogana.
Nei primi giorni, le tre navi si mantennero nella scia del resto della flotta puntando verso nord. Il quarto giorno, a un segnale prestabilito di Fraser, virarono e fecero rotta a est. Appena all'orizzonte s'intravide il porto di Foochow, si misero in panna; l, disse Fraser, avrebbero potuto aspettare gli acquirenti senza essere infastiditi dai funzionari cinesi, dato che le giunche dei mandarini di rado si spingevano cos al largo. Un pericolo pi concreto era costituito dai pirati, ma Fraser sperava che si tenessero lontani da quelle acque per timore della flotta britannica. Tuttavia, per maggior prudenza, fu deciso di montare la guardia per tutta la notte, coi fucili a portata di mano.
La sera i tre capitani si riunirono per la cena sul brigantino di Fraser, ognuno portando con s qualche cassa d'oppio. Avevano concordato che, se si fossero avvicinate delle barche, sarebbe toccato a Fraser valutare se si trattava di acquirenti in buona fede e, nel caso, negoziare il prezzo a nome di tutt'e tre. Gli altri due capitani sarebbero rimasti sulle rispettive navi con le armi pronte a far fuoco in caso di guai.
Ma non ci fu nessun bisogno di sparare. Le transazioni notturne furono rapide e indolori. Intorno a mezzanotte si avvicinarono delle luci da nordovest. Erano le lanterne di una barca-granchio, l'imbarcazione prediletta dei trafficanti della terraferma. Il linkister di Mr Fraser accolse la barca con un saluto, e si trov in fretta un accordo. L'intera operazione, incluso il trasbordo di trenta casse d'oppio, dur meno di un'ora.
Pi tardi, quando and a ritirare la sua parte di denaro, Zachary scopr che le casse erano state vendute per molto pi di quanto avessero osato sperare: millequattrocento dollari spagnoli l'una. Entusiasta e incredulo, si rese conto di essere ora in possesso di una fortuna sufficiente ad acquistare una nave come la Ibis. Chi  che ha comprato le casse? chiese, e Fraser spieg che il compratore era un agente di uno dei maggiori grossisti d'oppio della costa cinese, un uomo noto ai fanqui come Lynchong, o Lenny Chan.
Strano personaggio, il nostro Lenny Chan disse. A guardarlo, lo diresti un grande mandarino, tutto sussiego e affettazione. Per parla inglese come un britannico fatto e finito, anzi come un londinese.
La storia di Lenny Chan era estremamente singolare, continu. Da ragazzo, a Canton, aveva lavorato al servizio di un certo Mr Kerr, un cercatore di piante inglese. Dopo qualche anno, Kerr l'aveva mandato a Londra come curatore di una collezione di piante. Lenny era rimasto per molti anni ai Kew Gardens prima di tornare a Canton e avviare un proprio vivaio. Quando poi aveva esteso la propria attivit al settore delle zolle nere, era riuscito a mettere in piedi una delle reti pi ramificate della Cina meridionale.
Ma l'anno prima per Lenny le cose erano cambiate: dopo l'arrivo del commissario Lin a Canton, aveva dovuto lasciare la citt a causa della messa al bando dell'oppio. I suoi magazzini erano stati confiscati e sulla sua testa era stata messa una taglia. Ma lui, sempre pieno di risorse, era riuscito a svignarsela sulle isole esterne, per ricostruire l la sua rete.
Dopo che i proventi furono divisi, Fraser fece portare una bottiglia di brandy e i tre capitani si trattennero un po' a chiacchierare. A parlare era quasi sempre lui, nel suo tono pacato e ragionevole, ma quel che aveva da dire era cos interessante, cos persuasivo, che Zachary lo ascoltava ammaliato.
Spieg che biasimare gli inglesi per il traffico dell'oppio era assurdo. La domanda veniva dagli acquirenti cinesi e, se non fossero stati gli inglesi a soddisfarla, ci avrebbe pensato qualcun altro. Era inutile cercare di intralciare il flusso di una sostanza di cui c'era una cos grande brama. Gli individui e le nazioni non potevano controllare quella merce pi di quanto potessero trattenere le correnti oceaniche: era un fenomeno naturale, come la marea. Il flusso era governato da leggi fisiche come quelle che Mr Newton aveva applicato ai movimenti dei pianeti. Tali leggi garantivano che l'offerta soddisfacesse la domanda con la stessa inesorabilit con cui l'acqua assume la forma del recipiente che la contiene.
Da parte del governo cinese era erroneo, addirittura peccaminoso, appellarsi al bene pubblico per opporsi al libero fluire dell'oppio. In realt il modo migliore, nonch l'unico, per ottenere il bene pubblico era consentire a chiunque di perseguire i suoi interessi secondo il proprio insindacabile giudizio. Ecco perch Dio aveva dotato l'Uomo della facolt della ragione: solo quando gli uomini sono liberi di progredire con mezzi propri si ottiene il bene pubblico, nonch il progresso materiale e l'armonia sociale. L'unica vera virt  l'egoismo razionale e, quando esso ha la possibilit di esprimersi liberamente, ne risulta di per s uno stato di cose molto pi giusto e benefico di quello che qualunque governo potrebbe imporre.
Se c'era al mondo una nazione che si opponeva a tali dottrine, continu, ebbene, era proprio la Cina, con la sua soggezione all'autorit e il pedante controllo esercitato sulla vita quotidiana. Solo distruggendo le attuali istituzioni, solo abbandonando i vecchi usi e costumi, il popolo di quel paese arretrato poteva sperare di raggiungere armonia e felicit. Ed era quello il destino storico dei liberi mercanti come loro; l'oppio non era che una merce come le altre, ma assicurarne il libero flusso significava promuovere il bene futuro della Cina.
Un giorno, seguendo l'esempio di uomini come loro, anche i cinesi avrebbero abbracciato il libero mercato. Ed essendo un popolo industrioso, di sicuro avrebbero prosperato. Fra tutte le lezioni che l'Occidente poteva insegnare loro, quella era la pi importante. E poich stavano aiutando i cinesi a imparare quella lezione, i liberi mercanti erano loro amici, non nemici. Da ci derivava che, pi energici e ostinati essi si dimostravano nel vendere l'oppio, pi lodevole era la loro condotta, e pi benevola la loro amicizia.
In fondo lo facciamo per il loro bene. I cinesi non hanno amici migliori di noi!
Zachary lev in alto il bicchiere. Ben detto, Mr Fraser! Brindiamo!
La casa che Robin Chinnery aveva affittato per Shireen si trovava su un colle nel centro di Macao. Faceva parte di una schiera di case-bottega lungo una viuzza ripida, Rua Ignacio Baptista.
A Shireen ricordava le antiche case parsi di Navsari, in Gujarat: era lunga e stretta, col tetto di tegole e una piccola corte sul retro. Sebbene fosse scarsamente arredata, le stanze erano piuttosto accoglienti, e Shireen e Rosa non impiegarono molto ad ambientarsi.
Caso volle che quello fosse un quartiere che Rosa conosceva bene: sia la chiesa di So Loreno, dove andava a messa, sia la Misericordia, dove lavorava durante il giorno, erano poco lontane. Ed era vicinissima anche la zona della citt dove risiedevano i soldati e i funzionari di Goa con le loro famiglie. Rosa era molto conosciuta nella comunit, che estese anche a Shireen il proprio caloroso benvenuto. Assai prima di quanto avrebbe potuto immaginare, Shireen si sentiva perfettamente di casa a Macao.
Spesso, all'ora del t, passava Zadig, che alloggiava nella casa di un mercante armeno qualche strada pi in l. A volte lui e Shireen andavano a fare una passeggiata e si aggiravano nei vicoli tortuosi della citt fino alla Praya Grande, una spiaggia lungo la baia su cui affacciavano ville lussuose.
Strada facendo, Zadig Bey le comunicava le ultime notizie.
Navigando verso Chusan, la flotta britannica diretta a nord aveva fatto scalo nei porti di Amoy e Ningpo. Si era cercato pi volte di consegnare una lettera di Lord Palmerston per l'imperatore in cui si chiarivano le richieste e le lagnanze degli inglesi, ma l'impresa si era rivelata incredibilmente difficile: nessuno aveva voluto accettarla. Gli emissari inglesi erano stati ripetutamente respinti dai mandarini dei porti in cui avevano fatto scalo; in un paio di occasioni c'erano addirittura state delle scaramucce.
A Chusan, entrando in porto, gli inglesi avevano trovato una piccola flotta di giunche da guerra. I plenipotenziari avevano cercato di convincere le milizie locali ad arrendersi senza combattere, ma inutilmente. I comandanti cinesi avevano dichiarato di essere decisi a resistere a qualunque costo, cos le navi da guerra britanniche si erano schierate in battaglia e avevano aperto il fuoco. In nove minuti esatti avevano distrutto la flotta cinese e tutte le strutture difensive sulla costa. Le truppe del corpo di spedizione erano sbarcate senza ulteriori ostacoli e il giorno successivo avevano preso la capitale dell'isola, Ting-hae. L'Union Jack era stata issata sulla citt e un colonnello inglese aveva assunto il governo dell'isola.
Ogni cosa era andata esattamente come il commodoro Bremer e il capitano Elliot avevano previsto.
Intorno alla met di luglio del 1840, senza dubbio a causa del precipitare degli eventi, gli appunti sul diario di Neel diventarono frettolose annotazioni, scritte perlopi in bengali ma talvolta anche in inglese. Fu in quel periodo che i funzionari di Guangzhou ricevettero la notizia della presa di Chusan e della caduta di Ting-hae, e appresero che un gran numero di navi mercantili inglesi accompagnava il corpo di spedizione e smerciava l'oppio su e gi per la costa.
Tali sviluppi furono un brutto colpo per il commissario Lin, che fino a quel momento aveva nutrito la speranza di arrivare a una soluzione negoziata che portasse alla ripresa dei commerci. Ma ora, dinanzi alle ostilit aperte dagli inglesi, si convinse che l'unico modo di fermare il commercio dell'oppio era cacciare definitivamente gli invasori dalla Cina. A tale scopo vennero distribuiti lungo la costa avvisi che promettevano ricompense per la cattura dei nemici. Non tutti gli stranieri vi erano contemplati: portoghesi, americani e alcuni altri erano esclusi. Negli avvisi si parlava solo di sudditi inglesi, includendo dunque i mercanti parsi e i sepoy indiani.
Sulla terraferma, Macao era l'unico posto dove tuttora si contava una cospicua presenza britannica, e proprio da l ci si aspettavano i maggiori risultati dell'iniziativa. Non pass molto prima che un messaggero si precipitasse a Guangzhou per riferire che a Macao era stato catturato un inglese, insieme a due domestici indiani: erano stati prelevati in segreto e affidati a funzionari della provincia.
Il messaggero venne rimandato indietro con urgenza. I prigionieri dovevano essere trattati col massimo rispetto, scrisse il commissario Lin, e condotti immediatamente a Guangzhou.
Nei giorni successivi a Guangzhou correvano voci d'ogni sorta: si diceva che l'inglese catturato fosse un uomo di alto rango, forse addirittura il commodoro Bremer. Ci cre grande eccitazione, perch il commodoro aveva ormai assunto una statura quasi mitica, con tanto di attributi demoniaci: si diceva che fosse fantasticamente alto, con occhi fiammeggianti e un'enorme criniera di capelli rossi.
Nella generale delusione, l'inglese si rivel un giovanotto basso ed esile, portato ad assumere pose stravaganti, talvolta intrecciando le gambe come se avesse bisogno di un pitale, talvolta roteando gli occhi al cielo come un contadino che supplica pioggia. Interrogato, rispose che il suo nome era George Stanton, che aveva ventitr anni, era un cristiano evangelico e aveva interrotto gli studi a Cambridge allo scopo di salvare delle anime. Poich a Macao non c'era un sacerdote, si era arrogato il ruolo di predicatore e aveva tenuto una serie di sermoni per i pochi che restavano della comunit inglese.
Essendo uomo di rigidi costumi, era pratica quotidiana di Mr Stanton bagnarsi nel mare all'alba, di solito insieme ad altri giovani a cui cercava di inculcare sani principi. E proprio alla sua diligenza a questo proposito si doveva la cattura: una mattina infatti era arrivato coi domestici alla spiaggia di Cacilhas trovandola deserta. Come di consueto si era buttato in acqua, e proprio allora un gruppo di guardie lo aveva catturato, trascinandolo via con calzoni e banyan ancora umidi, e insieme a lui i due domestici.
Tocc a Neel interrogare questi ultimi, i cui nomi erano stati registrati come Chan-li e Chi-tu, ma che in realt si chiamavamo Chinnaswamy e Chhotu Mian, originari rispettivamente delle province di Madras e del Bengala. Entrambi poco pi che adolescenti, in precedenza erano stati ingaggiati come lascari. Erano entrati al servizio di Mr Stanton a Singapore, dove si erano arenati dopo un diverbio col loro serang.
Pur corroborando in linea di massima la deposizione di Mr Stanton, i due lascari si dissociarono violentemente da lui, descrivendolo come un ullu, un paagal, il peggiore e pi sciocco padrone che si potesse immaginare. Li faceva alzare ogni mattina prima dell'alba perch andassero con lui alla spiaggia, esortandoli a immergersi nell'acqua fredda, l'unico metodo sicuro, a suo dire, per sconfiggere la costante tentazione di un morbo orribile e debilitante.
Gli ci era voluto del tempo per capire di cosa parlasse, e quando ci erano riusciti si erano resi conto che era completamente pazzo. Avevano deciso di lasciarlo appena possibile, ma non si era presentata alcuna occasione, e ora si ritrovavano l, prigionieri a Guangzhou!
Bas! disse Chhotu Mian con amara soddisfazione. Almeno verr punito anche Stanton-sahib. Senza i bagni sar indifeso. Le sue mani non avranno piet di lui.
Ma la speranza dei lascari era malriposta. Per ordine del commissario Lin, a Mr Stanton fu fornita un'eccellente sistemazione alla Consoo House di Canton. Gli fu anche data una Bibbia, il necessario per scrivere e tutte le comodit che desiderava.
Quanto a Chinnaswamy e Chhotu Mian, su raccomandazione di Neel vennero mandati a raggiungere Jodu a bordo della Cambridge.
Una volta appurato che Mr Stanton era una persona senza importanza, non c'erano particolari ragioni di tenerlo prigioniero a Guangzhou, e sarebbe stato liberato se le cose non avessero preso una piega diversa. Il magistrato portoghese di Macao invi una lettera, palesemente scritta su pressione dei funzionari inglesi, in cui si chiedeva l'immediato rilascio di Mr Stanton sulla base del fatto che era stato catturato illegalmente in territorio portoghese (dei lascari e del loro destino, not Neel, non si faceva menzione).
La lettera fece infuriare il commissario Lin. Non era la prima volta che si vedeva costretto a ricordare al magistrato che Macao non era territorio straniero, bens parte integrante e sovrana della Cina, dove i portoghesi erano stati autorizzati a insediarsi con una speciale concessione; cos ora decise che il momento era maturo per ribadire tale principio. A questo scopo, una grande squadra di giunche da guerra fu mandata a Macao lungo i bracci interni del Fiume delle Perle, onde evitare il blocco inglese. Oltre a ci, un contingente di circa cinquemila uomini ebbe l'ordine di schierarsi lungo la muraglia che segnava il confine settentrionale di Macao.
Tutto ci avvenne molto rapidamente, mentre un'atmosfera di crescente tensione e incertezza s'impadroniva del Guangdong. Neel aveva la sensazione che ci fosse in ballo qualcosa di importante, ma non riusciva a immaginare cosa. Poi, la mattina del 14 agosto, Compton gli disse che Zhong Lou-si doveva recarsi a Macao di persona e aveva deciso di includere Neel nel suo seguito. Dal momento che a Macao viveva una nutrita comunit di goani, poteva esserci bisogno dei suoi servizi come traduttore.
Zhong Lou-si e il suo seguito lasciarono Guangzhou quel pomeriggio. La loro imbarcazione navig verso sud lungo i bracci interni del fiume e li port a destinazione l'indomani. Approdarono poco sopra la muraglia che separava Macao dalla terraferma.
Si trattava di una barriera fortificata che chiudeva ad arco lo stretto istmo che, dal lato della terraferma, si ergeva ripido formando un picco che offriva una vista panoramica dell'insediamento portoghese: da lass, la penisola curva e rastremata sembrava svanire nell'acqua come la coda di un gigantesco coccodrillo.
Neel conosceva la zona perch durante le sue precedenti visite a Macao aveva spesso gironzolato fino alla muraglia. In un paio di occasioni aveva perfino varcato i cancelli, inoltrandosi per un buon tratto nel Guangdong. All'epoca l'ufficio della dogana non era che un piccolo avamposto sonnolento, e le guardie lasciavano passare i curiosi in cambio di pochi spiccioli.
Adesso, avvicinandosi alla barriera dalla terraferma, vide che le fortificazioni erano state molto rinforzate: dalle feritoie spuntava un gran numero di cannoni e sul pendio sovrastante era stato allestito un enorme accampamento militare, con file di tende allineate dietro bandiere sventolanti.
Neel non fece domande, ma gli appariva chiaro che un'azione militare era imminente.
Un vapore aveva portato a Macao un gruppo di ufficiali, fra cui il capitano Mee, per una ricognizione. Kesri cap che c'era una battaglia in vista, e ne ebbe conferma quando l'Enterprize fece ritorno a Saw Chow e nel giro di qualche minuto lui fu convocato dal capitano.
Gli uomini devono essere pronti a imbarcarsi domattina presto gli comunic Mee. Subito dopo l'alba verr a prenderci una nave trasporto truppe, la Nazareth Shah.
A Macao gli ufficiali avevano visto prove in abbondanza del fatto che i cinesi si preparavano alla guerra, continu il capitano. Un gran numero di soldati era stato dispiegato sull'altura che sovrastava la muraglia; inoltre, nel porto interno era comparsa una flotta di giunche da guerra. Tutto lasciava pensare che la colonia portoghese fosse in procinto di essere attaccata, un'eventualit che il capitano Smith, comandante del settore meridionale, era deciso a scongiurare. Di conseguenza, Smith aveva deciso di compiere un'azione preventiva per disperdere le forze cinesi. L'attacco via terra sarebbe stato guidato da un distaccamento di centodieci Royal Marines, appoggiati da novanta marinai armati della fregata Druid. I Bengal Volunteers avrebbero accompagnato la forza d'assalto per fornire ulteriore appoggio in caso di necessit. Si sarebbero imbarcati il giorno seguente con un ridotto distaccamento di civili, il minimo indispensabile: lascari di terra, bhisti e una squadra medica. Quanto ai sepoy, avrebbero dovuto portare solo l'equipaggiamento leggero.
Kesri convoc all'istante i naik e i lance-naik della compagnia. Avevano fatto tali e tante esercitazioni di imbarco che tutti sapevano come comportarsi.
La mattina dopo, la sveglia fu data molto presto, ma l'Enterprize era in ritardo, cos ai sepoy tocc aspettare a lungo sotto il sole cocente. Tuttavia, una volta iniziate, le operazioni di imbarco procedettero senza intoppi. Rimorchiata dall'Enterprize, la nave trasporto truppe arriv al promontorio di Macao nel tardo pomeriggio. Diverse imbarcazioni britanniche erano gi presenti: due corvette da diciotto cannoni, la Hyacinth e la Larne, il cutter Louisa, alcune lance, e la Druid, una fregata da quarantaquattro cannoni.
Insieme, le navi inglesi doppiarono il capo e gettarono l'ancora nel porto interno, sul lato ovest della citt, di fronte alla Praya Grande. Davanti a loro, a nord, dove la penisola si univa alla terraferma, c'erano una quindicina di giunche da guerra e una flottiglia di scafi pi piccoli. A Kesri era evidente che quelle imbarcazioni dall'aria goffa non erano adatte alla guerra navale moderna, ma la bizzarria del loro aspetto, con le fortificazioni che svettavano a prua e a poppa, semin una certa inquietudine, come pure gli inesplicabili, improvvisi momenti di frenetica attivit che di tanto in tanto animavano i ponti, scanditi da rintocchi dei gong, scampanellii e cori di voci concitate. Quelle insolite manovre mettevano a dura prova i nervi dei sepoy.
In lontananza, sui bastioni di Macao, s'intravedeva una grande batteria di cannoni e ginjall, bocche da fuoco brandeggiabili lunghe dai due ai quattro metri montate su treppiedi. Oltre la muraglia c'era un'altura scoscesa su cui sventolavano centinaia di bandiere e stendardi; lass dovevano essere attendati migliaia di uomini. Col calare delle tenebre, su tutto il colle cominciarono ad ardere i fuochi da campo, creando un curioso scintillio, come lucciole intorno a un albero. Inoltre i fasci di luce che continuavano a zigzagare per l'accampamento testimoniavano di un incessante andirivieni di portaordini muniti di torce.
Si capiva che i preparativi continuavano anche sulle navi cinesi: il suadente sciabordio dell'acqua di tanto in tanto era lacerato dai rintocchi dei gong e dagli ordini urlati dagli ufficiali.
Al sorgere del sole, si vide che le giunche da guerra si erano avvicinate alla riva. Adesso erano ancorate in un anfratto al riparo della muraglia. Inoltre, durante la notte la batteria sugli spalti merlati era stata rafforzata, e adesso c'erano almeno venti cannoni.
Per tutta la mattina il capitano Mee e gli altri ufficiali superiori studiarono le difese facendo la spola con l'Enterprize. Era mezzogiorno quando venne issato il segnale che ordinava l'attacco.
Le operazioni cominciarono con la Louisa, l'Enterprize e le due corvette da diciotto cannoni che convergevano verso la muraglia e si posizionavano dirimpetto ai vascelli cinesi. L'Enterprize si avvicin cos tanto alla costa da arrivare a lambire il fango. Poi venne issato un altro segnale e le navi da guerra aprirono il fuoco da una distanza fra i cinquecento e i settecento metri.
Mentre il rombo dei cannoni si propagava sull'acqua, stormi di uccelli acquatici presero il volo, oscurando il cielo. Pochi istanti dopo, mentre ancora le palle di cannone si andavano conficcando negli spalti merlati intorno a loro, gli artiglieri cinesi risposero al fuoco. Per un po' spararono raffiche decise ma intermittenti, che perlopi sorvolavano i bersagli. Poi, man mano che i pezzi da trentadue delle corvette aggiustavano il tiro, le batterie cinesi furono messe a tacere una dopo l'altra, fra murature in frantumi e membra squartate.
Sotto la copertura del bombardamento, i fanti di marina e quelli dell'artiglieria leggera della Druid erano gi saliti su due lance. A quel punto sull'albero maestro della fregata venne issato un guidone per richiamare l'Enterprize. Con le pale che mulinavano frenetiche, il vapore si distric dalla fanghiglia e gir su se stesso. Accostando alla Druid, rimorchi le lance oltre la muraglia, fino al punto scelto per lo sbarco, una spiaggia sulla terraferma da dove le posizioni cinesi potevano essere prese alle spalle.
Per un po' i soldati scomparvero alla vista, celati da un crinale costiero. Quando Kesri individu di nuovo le loro giubbe rosse, stavano superando uno sperone roccioso, in doppia colonna, coi Royal Marines sul fianco esterno esposti sia all'altura sovrastante sia alla batteria sulla muraglia. Oltrepassato il crinale, si misero a correre sotto il fuoco dei cannoni e dei fucili a miccia, mentre le truppe cinesi avanzavano su di loro da due lati.
All'improvviso l'attacco inglese ebbe una battuta d'arresto. L'artiglieria leggera della Druid aveva con s un cannone da campagna ma, prima che potesse montarlo, al reparto venne ordinato di ripiegare verso la spiaggia.
Mentre la ritirata era in corso, sulla Druid venne issato un altro guidone. Il capitano Mee lo vide e disse a Kesri: Il segnale! Dobbiamo andare a dargli manforte.
Kesri scatt sull'attenti: Ji, kaptn-sah'b.
I sepoy e il loro contingente di civili erano in attesa sul ponte. Le canne degli obici e dei mortai, ciascuna delle quali pesava centinaia di libbre, erano state gi trasferite su un cutter; ora toccava al resto dell'unit.
Per primi si imbarcarono i civili: in testa i bhisti, con le spalle curve sotto il peso dei mussuck di pelle di capra pieni d'acqua; quindi gli infermieri, con le lettighe arrotolate; infine i lascari di terra, con le parti smontate degli obici e degli affusti. Maddow, il lascaro di terra appena arruolato, portava due ruote da cento libbre come fossero giocattoli, una su ciascuna spalla.
Quando fu il turno dei sepoy, Kesri si posizion a fianco della scala laterale in modo da tenere d'occhio gli uomini mentre scendevano: dopotutto non avevano ancora visto il sangue, e combattevano insieme per la prima volta. Non si sarebbe stupito vedendo sul loro volto segni di nervosismo o irrequietezza, ma non scorse alcuno di quei rapidi movimenti degli occhi che sono sicuri segni di turbamento. Nessuno dei sepoy volse gli occhi su di lui, tenevano tutti lo sguardo fisso sullo zaino dell'uomo che li precedeva. Kesri fu lieto di constatare che si muovevano con quella disinvoltura, come ruote di un ingranaggio, concentrati non su se stessi ma sull'unit. Significava che il duro lavoro degli ultimi mesi era servito, e che la loro fiducia in lui era cos assoluta che non avevano bisogno di guardarlo per sapere che era l: la sua presenza era certa e rassicurante come il corrimano che li guidava gi dalla scala e sulla lancia in attesa.
I cavi da rimorchio erano gi stati agganciati all'Enterprize, cos, non appena si furono imbarcati anche il capitano Mee e i subalterni, lo scafo scatt in avanti. Il rumore della ruota a pale copriva quello delle raffiche in lontananza; la traversata dur pochi minuti, poi i soldati si precipitarono gi dallo scalandrone per unirsi alla testa di ponte dei Royal Marines.
Mentre i sepoy si schieravano, i bhisti passarono di corsa a versare acqua nei lota d'ottone. Alle loro spalle, i fanti stavano urinando sul posto, in previsione della nuova avanzata. Sapendo che, una volta iniziato l'attacco, non ne avrebbero pi avuto il tempo, i sepoy fecero altrettanto.
Il capitano Mee prese il comando, ordinando alla colonna di avanzare coi fanti di marina sul fianco destro. Trottarono su per il pendio e, quando arrivarono in cima, risuon l'ordine di aprire il fuoco. Questa volta i sepoy e i fanti riuscirono a produrre una fitta cortina di fuoco, nonostante le pallottole che fischiavano sopra le loro teste.
Raffica dopo raffica, il carbone della polvere da sparo cre una nuvola di fumo che ridusse la visibilit a uno o due metri. I sepoy tossivano e sputacchiavano, mezzo accecati dal fumo acre e mezzo assordati dal rombo dei moschetti. Ma la loro avanzata non rallent: le abitudini acquisite con l'addestramento, centinaia di ore di esercitazioni quotidiane, ebbero la meglio, e continuarono a spingerli avanti meccanicamente.
Kesri si trovava in posizione di copertura, affiancato alla prima linea dei sepoy. Dopo l'inizio dei combattimenti, la sua attenzione si era rapidamente spostata dalle linee nemiche ai suoi uomini. Molte volte aveva parlato loro delle incognite del campo di battaglia - l'imprevedibilit del terreno, del frastuono, del fumo - per sapeva che nessuno era preparato alla realt, neanche gli uomini meglio addestrati.
Sopra il rimbombo dei cannoni e il costante crepitio dei moschetti, colse il rumore di una pallottola che colpiva una baionetta, un tintinnio stridulo e sinistro. Fissando gli occhi nel fumo, riusc a distinguere la sagoma spettrale del sepoy la cui arma era stata colpita: reggeva il Brown Bess col braccio teso, e lo fissava come se avesse preso vita fra le sue mani e fosse in procinto di infilzarlo. Kesri gli fu accanto in due falcate e gli mostr come fermare quel suono poggiando la mano di piatto contro il metallo. Un istante dopo, proprio l accanto, si ud il rintocco metallico di una palla di moschetto che rimbalzava sull'armatura d'ottone del topee di un altro sepoy. Kesri sapeva che quell'uomo sarebbe rimasto assordato dal riverbero del rumore nel cervello, come se qualcuno gli avesse martellato i timpani con una mazza. E infatti il sepoy, un ragazzo diciassettenne, cadde in ginocchio premendosi le mani sulle orecchie e scuotendo la testa per il dolore. Balzando al suo fianco, Kesri lo tir su, gli rimise in mano il moschetto caduto e lo spinse avanti.
Nel frattempo i lascari di terra avevano finito di assemblare gli affusti, e gli obici aprirono il fuoco insieme al cannone da campagna dei Royal Marines. Dalla canna tozza degli obici che tempestavano le fortificazioni provenivano tonfi sordi; dal cannone da campagna che sparava a mitraglia contro i ranghi nemici si alzava un rauco ruggito.
Vedendo che i cinesi erano stati colti alla sprovvista, il capitano Mee, che era in testa alla colonna, sguain la spada per ordinare la carica. Un grande ululato - Har har Mahadev! - esplose dalla gola dei sepoy mentre si gettavano in avanti. Quando li videro emergere dalla cortina di fumo con le baionette innestate, le truppe nemiche sbandarono battendo in ritirata e sparpagliandosi sul fianco boscoso della collina.
Kesri fece tutto ci che poteva per non perdere il controllo dei suoi uomini, che erano in preda adesso all'euforia che s'impadronisce dei soldati dopo una vittoria, un fenomeno primordiale quanto la sete di sangue di un animale dopo la caccia. Era il momento in cui i soldati erano pi imprudenti e la disciplina facilmente si allentava, perci li insegu brandendo la spada e sbraitando le minacce pi atroci per intimorirli e farli rientrare nei ranghi. Ma in cuor suo era contento che la loro iniziazione al combattimento fosse avvenuta a quel modo, con una schermaglia di poco conto invece che con una battaglia lunga e sanguinosa. Osservandoli mentre loro malgrado si rimettevano in riga, si gonfi d'orgoglio: sapeva che non avrebbe mai provato un amore altrettanto profondo di quello che lo legava a quell'unit: la sua creatura, l'apice del lavoro di una vita.
Dalla sommit di un colle vicino, Neel osservava insieme a Zhong Lou-si e alla sua cerchia: per lui, come per loro, lo scontro aveva inizialmente confermato alcune consolidate convinzioni in merito alla forza e alla debolezza degli schieramenti in campo. Una di tali convinzioni era che la superiorit britannica sul mare sarebbe stata controbilanciata dalla forza cinese sul terreno, e che l'enorme preponderanza numerica dei difensori avrebbe consentito loro di respingere un'invasione.
Nessuno nella cerchia di Zhong Lou-si si meravigli dei danni inflitti dalle bordate della flotta inglese, e si ebbe conferma della letale potenza di fuoco di piroscafi, fregate e altre navi da guerra occidentali. Gli stessi difensori, avvertiti in precedenza, si erano preparati a lasciar passare il bombardamento. Il vero banco di prova sarebbe stato l'assalto via terra, e quando era scattato avevano assistito compiaciuti allo sbarco del primo minuscolo reparto, nemmeno trecento uomini! Si erano riempiti di giubilo vedendo i fanti di marina e l'artiglieria leggera costretti alla ritirata da migliaia di soldati cinesi scesi in campo per contrastarli. In quel momento Compton e i suoi colleghi avevano visto le loro convinzioni confermate e la battaglia vinta.
Proprio per questo la successiva disfatta era apparsa, tanto a Neel quanto a Compton, doppiamente spaventosa. Migliaia di uomini messi in fuga da meno di trecento soldati! Era una sfida al buon senso, ma anche a ogni rassicurante previsione sul conflitto nel suo insieme, non ultima quella relativa all'efficienza delle truppe indiane.
Sebbene con lui nessuno menzionasse i sepoy, Neel ud Compton dire a qualcuno: Se non fossero arrivati gli alieni-neri la battaglia sarebbe finita diversamente.
A quelle parole Neel prov una perversa soddisfazione, perch aveva cercato spesso, sempre inutilmente, di far cambiare idea all'amico sul valore delle truppe indiane in combattimento. Per quanto leale alla causa cinese, quel giorno Neel fu orgoglioso della prestazione dei suoi compatrioti. Accantonata temporaneamente la questione del perch e per chi combattevano i sepoy, si sarebbe vergognato se non avessero dato buona prova di s.
Quella giornata fu per lui una rivelazione anche per altri versi. Non era mai stato testimone di una battaglia, e quel che aveva visto lo aveva colpito profondamente. Riflettendoci pi tardi comprese che una battaglia  una distillazione del tempo: molti anni di preparazione e decenni di innovazioni e cambiamenti vengono concentrati in uno scontro di brevissima durata. E una volta finito, l'impatto si rifrange all'indietro e in avanti nel tempo, determinando il futuro e in un certo senso cambiando il passato, o almeno la lettura prevalente del passato. Si stup di non aver riconosciuto prima il tremendo potere racchiuso in tali increspature del tempo, un potere capace di modellare la vita dei posteri per generazioni. Ricordava che, molto tempo prima, leggendo di battaglie come quelle di Panipat e di Plassey, le considerava incommensurabilmente avulse dalla sua vita, solo una questione di pittoresche uniformi e armamenti desueti. Invece ora capiva che proprio su campi di battaglia come quello si era deciso anche del suo posto nel mondo. E capiva perch gli sciiti commemoravano ogni anno la battaglia di Kerbala: significava riconoscere che, come la terra talora si spacca provocando monumentali sollevamenti che mutano il territorio per sempre, altrettanto fanno il tempo e la storia.
Com'era possibile che un piccolo numero di uomini, nel giro di poche ore o minuti, decidesse del destino di milioni di persone ancora non nate? Com'era possibile che l'esito di quei brevi momenti stabilisse chi avrebbe governato chi, chi sarebbe stato ricco o povero, signore o servo, per generazioni a venire?
Impossibile immaginare un'ingiustizia pi grande, eppure cos andavano le cose da quando i primi esseri umani avevano camminato sulla terra.
15.
Su consiglio di Zadig Bey, durante i combattimenti Shireen rimase in casa, ma le ridotte dimensioni di Macao rendevano impossibile sottrarsi al rombo terrificante dei cannoni, cos, mentre andava su e gi nelle stanze oscurate, dovette vedersela con ogni tipo di spaventose supposizioni. Solo nel tardo pomeriggio, quando arriv di corsa Zadig Bey, seppe che le truppe cinesi erano state sconfitte.
Ne siete sicuro, Zadig Bey?
S, bibiji, credetemi, d'ora in poi il commissario Lin dovr lasciare in pace Macao. Qui saremo al sicuro.
Shireen pensava che Zadig fosse eccessivamente ottimista, invece le sue previsioni si dimostrarono giustificate. Nel giro di un paio di giorni si ebbe conferma del ritiro delle truppe cinesi dalla zona di Macao. Da quel momento, Macao e Hong Kong divennero a tutti gli effetti protettorati del corpo di spedizione britannico. L gli stranieri non avevano pi nulla da temere.
Le mutate circostanze indussero a trasferirsi a Macao molti di loro, tra cui l'armatore parsi Dinyar Ferdoonjee. Avendo fatto fortuna vendendo oppio nelle Filippine e nelle Molucche, affitt una vasta dimora, la Villa Nova, che affacciava sulla passeggiata di Praya Grande.
Dinyar Ferdoonjee era parente di Shireen e, quando seppe che viveva in una casa in affitto, and a trovarla e la preg di trasferirsi da lui.
Bahram-bhai lo aveva aiutato ad avviare la sua attivit, le spieg, e adesso lui desiderava sdebitarsi. Del resto, sarebbe stata Shireen a fargli un favore: alla villa lavoravano i cuochi e i cambusieri della sua nave, la Mor, ma lui era giovane, e non era abituato ad amministrare una casa, perci le sarebbe stato riconoscente se fosse stata lei a occuparsene.
Per quanto la proposta fosse allettante, Shireen era restia ad accettare, soprattutto perch pensava che Rosa avrebbe avuto difficolt a trovare una sistemazione, ma lei la rassicur: una famiglia goana di sua conoscenza l'aveva invitata a trasferirsi da loro.
Superato dunque ogni indugio, la settimana dopo Shireen era confortevolmente insediata nella villa di Dinyar. E non se ne pent: le sue stanze occupavano un'intera ala della villa, ed era piacevole avere di nuovo una casa di cui occuparsi. E poi la Villa Nova era in una posizione splendida, con una bella vista sul porto interno e sulla passeggiata che curvava dopo l'ingresso del palazzo del governatore. La facciata consisteva di una lunga, ombrosa veranda, da cui la sera, seduta su una sedia a dondolo, Shireen poteva vedere l'intera citt a passeggio sulla Praya Grande. Il pi delle volte passava anche Zadig Bey, e pi spesso che no lei lo raggiungeva.
Dinyar era un padrone di casa insolitamente amabile e premuroso. Shireen si era chiesta se avrebbe avuto da ridire sul fatto che lei vestisse all'europea e andasse in giro senza una chaperon, ma lui si dimostr di vedute assai ampie. Non solo apprezzava il suo modo di vestire, ma le diceva che sarebbe stata una pioniera: Vedrete, Shireen-zietta, un giorno tutte le ragazze di Bombay vorranno vestire come voi.
Dinyar peraltro era orgoglioso di essere un parsi, rispettoso delle pratiche religiose e amante delle tradizioni. Quando Shireen confezion dei toran di pizzo e li drappeggi intorno alle porte della casa, ne fu entusiasta.
Shireen non era certo l'unica a beneficiare della sua ospitalit; Dinyar riceveva spesso e andava fiero della sua tavola: in questo, amava dire, non faceva che emulare Bahram, la cui generosit e il cui amore per il buon vivere erano proverbiali sulla costa cinese. Cos, nella casa di Dinyar, Shireen ebbe modo di conoscere un aspetto della vita di suo marito di cui era sempre stata all'oscuro.
Col trascorrere delle settimane, altri mercanti parsi si stabilirono a Macao, e la Villa Nova divenne il luogo d'incontro della comunit. Nei giorni festivi i seth si riunivano a pregare nel salone per poi passare al tavolo da pranzo, dove commentavano le notizie da Bombay gustando dhansak, pesce cotto al vapore, zampetti di porco stufati, e marghi na mai vahala, tenere striscioline di pollo in crosta.
Ma la conversazione finiva immancabilmente sull'argomento che pi stava a cuore a tutti loro. Gli inglesi sarebbero riusciti a ottenere dai cinesi il risarcimento per l'oppio confiscato? Sarebbero state cifre adeguate? Le loro perdite sarebbero state sanate?
Tra i presenti, Shireen era l'unica a non affliggersi per tali questioni. Di rado si era sentita cos a suo agio come alla Villa Nova.
In poche settimane Zachary divenne cos abile nel vendere oppio in alto mare che cominci a cercare nuovi mercati per conto suo, in baie e insenature remote. Gli acquirenti erano quasi sempre contrabbandieri della terraferma, membri di cartelli affiliati a questa o quella gang o confraternita. Avendo preso confidenza coi loro segnali ed emblemi, non aveva difficolt a identificare i compratori affidabili. N la lingua costituiva un ostacolo: le contrattazioni avvenivano di solito in pidgin, che a Zachary era familiare per via dei suoi rapporti con Serang Ali. Ormai era capacissimo di condurre contrattazioni per conto proprio.
Di fatto Zachary vendeva perlopi a un unico cartello: la rete capeggiata dal magnate Lenny Chan. Ma le negoziazioni avvenivano sempre tramite i sottoposti di Mr Chan; sapendo che il boss era un uomo elusivo, Zachary dava per scontato che durante quel viaggio non l'avrebbe incontrato.
Ma si sbagliava. In un'afosa notte di agosto, al largo della costa del Fujian, la Ibis fu avvicinata da una piccola, elegante giunca; diversamente dalla maggior parte di simili imbarcazioni, aveva una vela latina di cotone; a poppa della tolda c'era una grande casa davanti alla quale ballonzolavano delle lanterne.
Come al solito, le trattative furono condotte da un linkister che a tale scopo era salito a bordo della Ibis. Poi, quando fu raggiunto un accordo, dalla giunca venne un richiamo, in cinese.
A quel punto il linkister si gir verso Zachary, inchinandosi. Mr Chan vuole parla Mr Reid.
Haiyah! esclam Zachary.  vero, no scherzo? Mr Chan qui, su barca?
Il linkister s'inchin di nuovo. Mr Chan vuole Mr Reid sale a bordo. Pu, non pu, lah?
Pu, pu! si affrett a rispondere Zachary.
La lancia della Ibis era gi carica e pronta ad andare, con decine di casse d'oppio stivate all'interno. Di solito era Baboo Nob Kissin a sovrintendere al trasbordo del carico, ma stavolta ci and Zachary.
Mentre la barca si avvicinava alla giunca, dall'oscurit riecheggi un saluto inatteso: Come le va laggi, Mr Reid?
La cadenza della voce era inglese, eppure l'uomo che gli si fece incontro quando Zachary mise piede sul ponte della giunca non aveva nulla di britannico; aveva piuttosto l'aspetto di un ricco mandarino. Alto e corpulento, era avvolto in una veste di seta grigia; sul capo portava un semplice zucchetto nero; il codino era raccolto e fissato sulla nuca. La faccia aveva le curve pendule e flosce di un sacco troppo pieno, eppure non c'era in essa nulla di morbido: il naso pareva il becco di un falco e gli occhi dalle palpebre grevi avevano un luccichio rapace. Anche la sua mano, not Zachary stringendogliela, era inaspettatamente dura e callosa, con una presa che faceva pensare a un artiglio.
Benvenuto a bordo, Mr Reid. Sono Lenny Chan.
Molto lieto di conoscerla, signore.
Lo stesso io, Mr Reid, lo stesso io. Posandogli una mano sulla spalla, lo spinse avanti. Spero che vorr prendere un t con me, Mr Reid.
Sicuro.
Un soffio d'aria profumata li invest quando un marinaio apr la porta della casa della giunca, e Zachary si ritrov davanti una cabina ben illuminata e arredata sontuosamente con tavoli, canap e vassoi dai ricchi intagli.
Vedendo che Chan si era tolto le scarpe, Zachary si accinse a fare altrettanto. Ma lui lo ferm: Aspetti! Batt le mani e un attimo dopo entr una giovane donna che vestiva una tunica di lucida seta scarlatta lunga fino alla caviglia. Senza alzare gli occhi su Zachary, s'inginocchi e gli sciolse i lacci degli stivali. Dopo averglieli sfilati, spar di nuovo nelle viscere della giunca.
Venga, Mr Reid.
Chan guid Zachary verso una comoda poltrona quadrata e gli vers una tazza di t.
Abbiamo fatto un sacco di affari insieme, giusto, Mr Reid? disse sedendosi di fronte a lui.
Proprio cos, Mr Chan. Abbiamo venduto pi di met del mio carico alla sua gente.
La testa di Mr Chan era inclinata di lato, e gli occhi sembravano quasi chiusi, ma Zachary sapeva di essere sottoposto a un meticoloso scrutinio.
Spero disse Chan che una parte della merce fosse di sua propriet.
Solo dieci casse, purtroppo.
Be', anche cos, non  da ridere disse Chan. Scommetto che ora  molto pi ricco di prima.
Questo  sicuro.
Anche se non ricco come Mr Burnham, forse?
No.
Io per sono certo che presto lo sar. Chan sorrise appena. Dicono che sia lei l'uomo del futuro, Mr Reid.
Dicono cos? Zachary cominciava a sentirsi un po' nervoso.
S. Io spero che continueremo a fare affari insieme, Mr Reid.
Lo spero anch'io, Mr Chan.
Bene, bene disse Chan meditabondo. Ma basta con gli affari, oggi  mio ospite e mi piacerebbe dividere una pipa con lei.  la tradizione. Gli uomini che hanno fumato insieme possono fidarsi l'uno dell'altro.
Zachary non rispose subito, e la sua esitazione non pass inosservata. Non fuma oppio, Mr Reid?
Ho fumato una volta, molto tempo fa.
Non  stato di suo gusto?
No disse Zachary. In realt no.
Ma forse le circostanze, se cos posso dire, non erano quelle giuste insistette Chan. Posso chiederle se quella volta era seduto o disteso?
Seduto.
Ecco perch. Non  cos che si fuma. Vede, cacciare il dragone  un'arte, va fatto nel modo giusto.
Chan si alz dalla poltrona, and a uno scaffale l accanto, prese un oggetto e lo porse a Zachary. Si trattava di una pipa lavorata, con un cannello lungo quanto l'avambraccio di un uomo. Era di una lega d'argento simile a peltro, mentre il bocchino era di antico avorio ingiallito, come pure il fornello ottagonale all'altro capo.
Questa  la mia pipa migliore, Mr Reid.  conosciuta come dragone giallo. Mi hanno offerto migliaia di tael per questa pipa. Capir perch. Se la prova, capir perch.
Un brivido scosse Zachary mentre passava le dita sul lungo cannello metallico. D'accordo disse. Prover, solo per questa volta.
Bene. Un uomo dovrebbe sempre saggiare la merce che vende sorrise Chan. Ma se vuole provarla, deve farlo nel modo giusto, Mr Reid, e non si pu fumare nel modo giusto in giacca e pantaloni. Meglio indossare abiti cinesi.
Batt le mani e di nuovo comparve la ragazza. Scambi poche parole con Mr Chan poi condusse Zachary oltre una porta, in una stanza che sembrava un ampio guardaroba. Gli porse una vestaglia color tortora, e inchinandosi usc.
Mentre si cambiava, Zachary ud il rumore di mobili che venivano spostati. Tornando nella cabina vide che le luci erano state abbassate e due canap avvicinati in un angolo. Tra i canap c'era un tavolino col piano di marmo su cui erano allineati vari oggetti: una scatola col coperchio laccato, un paio di aghi con la punta ricurva, un paio di piattini, e naturalmente il dragone giallo, lungo quasi come il tavolino. La ragazza, inginocchiata accanto al tavolino, reggeva una piccola lampada.
Chan fece segno a Zachary di accomodarsi su uno dei canap. Si stenda per favore, Mr Reid, si metta comodo.
Quando Zachary si fu disteso, Chan prese la scatoletta laccata e porgendogliela disse: Ecco, questo  oppio appena preparato, lo chiamiamo chandu. Lo si ottiene bollendo l'oppio grezzo, come quello che ha nelle sue casse.
Dentro la scatola c'era una piccola pepita marrone scuro. L'annusi, Mr Reid.
L'aroma era dolce e fumoso, diversissimo dall'odore della resina di oppio grezzo.
Dopodich Mr Chan consegn la scatola alla ragazza, che adesso era in ginocchio fra i due canap. Alla luce della lampada, prese un ago dal tavolino, lo immerse nell'oppio e lo ruot con mossa esperta staccando una pallottolina di resina non pi grande di un pisello. Poi l'avvicin alla fiamma della lampada; quando inizi a sfrigolare e gonfiarsi la porse a Mr Chan. Posandosi il bocchino del dragone giallo sul petto, Chan ruot e premette l'oppio riarso nel fornello d'avorio dello strumento. Ripet il procedimento due volte, senza ancora utilizzare il bocchino.
Poi disse: Ci siamo quasi, Mr Reid. Quando lo arrostir di nuovo, l'oppio prender fuoco. Il fumo durer un paio di secondi. Si tenga pronto, deve buttar fuori il fiato, svuotandosi il petto in modo da poter inspirare tutto il fumo. Quando l'oppio comincer a bruciare, lo metter nell'occhio del dragone. Indic il piccolo foro nel fornello ottagonale. E lei dovr inspirare forte.
Porgendo la pipa a Zachary, affond di nuovo nella fiamma la pallottolina d'oppio. A un tratto prese fuoco e lui esclam: Pronto?
S.
Zachary si era gi svuotato il petto. Quando la pallottolina in fiamme fu messa nell'occhio del dragone, inal lungamente riempiendosi i polmoni di fumo. Aveva quasi la consistenza di un liquido, denso, oleoso e assai profumato, e invest il suo corpo come un diluvio, fluendo nelle vene e allagandogli il cervello.
Lo vede, Mr Reid? La forza che muove il mondo adesso  dentro di lei. Rimanga disteso, lasci che scorra in lei.
Mentre si abbandonava sui cuscini, Zachary divenne improvvisamente consapevole del suo battito. La pulsazione per non era solo nel polso o nel collo, ma in tutto il corpo; il tambureggiare del cuore era cos potente che Zachary percepiva il fluire del sangue nei capillari. Era una sensazione cos forte che abbass lo sguardo sull'avambraccio e vide che la sua pelle aveva cambiato colore. Era rossa e congestionata, come se ogni poro fosse stato risvegliato e irradiato.
Guard il soffitto, ed era come se anche i suoi occhi si fossero fatti pi percettivi, lo sguardo pi penetrante, fino a vedere le pi minute crepe del legno. Anche l'udito si era fatto pi acuto, e lo sciabordio delle onde gli riempiva le orecchie. Chiuse gli occhi, godendosi la sensazione di leggerezza, lasciando che il fumo lo portasse via, come su una corrente.
Era il turno di Chan alla pipa. Quando ebbe finito, la pos sul tavolino e si adagi contro un guanciale. Sa perch ho una passione per il fumo, Mr Reid? Perch sono un giardiniere di professione. Amo i fiori, e questo fumo  l'essenza del regno dei fiori.
La sua voce and perdendosi.
Poco dopo Zachary si rese conto che Chan era uscito dalla cabina lasciandolo solo con la ragazza, che per la prima volta alz il capo e lo guard con un tenue sorriso sulle labbra. Zachary la fissava, incapace di distogliere gli occhi dal suo viso: c'era in lei qualcosa di familiare, ma non riusciva a capire cosa, cos allung il braccio e le sfior il viso con la punta delle dita. A un tratto trov la risposta: aveva un'arcana somiglianza con Mrs Burnham. Perfino il tocco delle mani che ora vagavano sul suo corpo e sotto la sua veste era lo stesso; e ancor pi lo era il contatto delle sue membra.
Quando la strinse fra le braccia, la somiglianza non fece che accentuarsi, rendendolo sempre pi famelico. Era come se stesse facendo l'amore con Mrs Burnham, al punto che alla fine ne mormor il nome ad alta voce. Ma gli era appena uscito dalle labbra che si sent in colpa e si gir mortificato, allarmando la ragazza, che lo prese per un rimprovero.
No, no disse per rassicurarla. Non si tratta di te, si tratta di me.
Si rese conto, peraltro, che lei non aveva capito. Incapace di spiegarsi, le prese la mano e con essa si diede una sberla scherzosa, come per punirsi. Fu un colpo molto leggero, ma la sua pelle ancora irradiata dal fumo cominci a formicolare. Aveva il viso in fiamme, una sensazione piacevole e tuttavia strana, proprio perch il piacere nasceva dalla sensazione di essere punito, di espiare il peso di una colpa.
Lo fece di nuovo, un po' pi forte, e fu ancora meglio. Ora sembrava che la ragazza avesse capito cosa voleva, e cominci a dargli schiaffi leggeri, non solo sulla faccia ma anche sulla schiena e le natiche nude, e il piacere era cos intenso che se non avesse smesso sarebbe stato indotto a ricominciare daccapo, con un'altra pipa.
Quel pensiero lo plac, e le disse sorridendo: Adesso devo andarmene,  ora che me ne vada.
La ragazza gli porse i vestiti, e lui s'infil una mano in tasca e ne estrasse una manciata di monete. Ma lei scosse il capo e inchinandosi usc.
Zachary si stava mettendo la giacca quando si apr una porta ed entr Mr Chan, scatenando in lui lo sgradevole pensiero che fosse rimasto a osservare per tutto quel tempo.
Ma nulla nei modi di Mr Chan, che erano di nuovo spicci e concreti, giustificava tale supposizione. Bene, Mr Reid disse, confido che abbia apprezzato la visita. Spero sia l'inizio di una lunga collaborazione.
Grazie, signore mormor Zachary. Lo spero anch'io.
Oh, sono sicuro che noi due ci intenderemo alla perfezione ribatt Chan stringendo con forza la mano di Zachary. Sono stato lungamente in affari con Mr Burnham, e devo dire che lei me lo ricorda molto. Vi somigliate moltissimo.
Grazie, Mr Chan. Gentile da parte sua.
Per Zhong Lou-si e la sua cerchia la battaglia della Barriera rappresent una sconfitta sotto molti aspetti. Anche se vi avevano assistito di persona, non riuscivano a persuadere il commissario Lin della verit di ci che avevano visto. Un comandante dell'esercito si era recato per primo dal commissario convincendolo che la battaglia si era conclusa con una grande vittoria per i cinesi: gli inglesi erano stati messi in fuga con molte perdite. Il prefetto della provincia confinante con Macao corrobor tali fuorvianti rapporti, e lo stesso fecero alcuni altri funzionari. Coloro che cercavano di dirgli la verit, come Zhong Lou-si, erano in netta minoranza, e di grado inferiore.
Di conseguenza il commissario Lin accett una versione fittizia della battaglia di Macao, e i suoi dispacci all'imperatore rispecchiarono tali falsit.
Se Lin Zexu pu essere ingannato cos, diceva Compton sfiduciato, come potr mai la verit arrivare alla Citt Proibita?
Tuttavia presto fu chiaro che l'imperatore non poteva essere tenuto all'oscuro di ci che stava realmente accadendo lungo la costa.
La battaglia di Macao era ancora viva nella memoria quando a Guangzhou si seppe che una squadra di navi britanniche aveva risalito la foce del fiume Bei arrivando molto vicino a Beijing. Con la capitale minacciata da vicino, il governatore di quella provincia, un illustre mandarino di nome Qishan, aveva accettato la lettera che da parecchie settimane il capitano Elliot cercava di far pervenire all'imperatore.
E il contenuto di tale lettera si rivel pi sconvolgente di quanto chiunque avesse immaginato: oltre a numerose altre richieste, gli inglesi esigevano sei milioni di dollari spagnoli come risarcimento per l'oppio confiscato l'anno prima dal commissario Lin. Esigevano inoltre che venisse loro ceduta un'isola come base commerciale.
L'aspetto pi stupefacente della lettera era che gli inglesi non facevano alcuna ammenda per i loro crimini: nessun riconoscimento del contrabbando, delle loro ripetute provocazioni, del loro rifiuto di rispettare le leggi cinesi sul suolo cinese. La responsabilit veniva fatta ricadere interamente sul commissario Lin, accusato di condotta criminale e sequestri illeciti. Sembrava che la potenza di fuoco delle loro navi gli desse il diritto di stabilire che la notte era giorno.
La pressione su di lui era tale che il commissario Lin decise di scrivere una lunga lettera all'imperatore, cercando di dar conto dei propri errori e fallimenti. Pur ammettendo di aver commesso alcuni sbagli, faceva notare che in tutte le sue azioni aveva ottemperato a specifiche richieste dell'imperatore. N risparmiava le accuse ai mercanti di Guangzhou che, scriveva, in ogni circostanza erano stati collusi con gli inglesi.
Ancora non si sapeva come l'imperatore avesse reagito a quella lettera, ma correva voce che le spiegazioni del commissario non l'avessero convinto; si diceva anche che avesse acconsentito a consegnare il commissario agli inglesi, abbandonandolo alla punizione che costoro avrebbero giudicato adeguata.
Per Zhong Lou-si e la sua cerchia simili notizie erano come i tremori della terra: impossibile ignorare i segnali di un imminente cataclisma nel firmamento della loro autorit. Ogni giorno si registravano piccole e grandi scosse, sotto forma di denunce e dicerie, a memento che il terreno stava loro franando sotto i piedi.
Dai resoconti di Compton, Neel comprese che tra i circoli della burocrazia di Guangzhou era scoppiata una guerra, con molteplici fazioni in lotta per il potere. Ed era evidente che quelli che se la vedevano peggio erano gli uomini con posizioni eterodosse, come Zhong Lou-si. I tradizionalisti erano in ascesa e, mentre la loro stella saliva, un miasma di sospetti calava su chi, come Zhong Lou-si e i suoi, si era dedicato allo studio di cose straniere.
N i circoli ufficiali erano gli unici a patire dei recenti sviluppi. Anche la gente comune cominciava a risentire del blocco britannico sul Fiume delle Perle. Si moltiplicavano le voci di attacchi a Ting-hae, a Macao e ad altre citt, creando grande inquietudine. Nel Guangdong si guardavano con crescente sospetto tutti coloro, ed erano in molti, che avevano legami con gli stranieri. Ovunque si parlava di han-chien, faan gwat jai e chieng-shang: traditori, ribelli, spie e infidi mercanti collusi con gli inglesi.
Per Baburao e la sua famiglia il problema era particolarmente grave: era ormai risaputo che soldati e marinai indiani haak-gwai facevano scorrerie sulla costa in combutta con gli inglesi faan-gwai. I legami di Baburao col Bengala erano ben noti sul fronte del porto; e si sapeva anche che la barca-cucina di Asha-didi serviva soprattutto gli achha, gente che veniva dall'Yindu. La situazione si fece cos spiacevole che non rimase altra scelta che chiudere.
Poi, in una fredda notte autunnale, due mesi dopo la battaglia di Macao, qualcuno buss alla porta di Neel. Era Compton, e appariva distrutto.
Cattive notizie, Ah Neel.
Il commissario Lin era stato destituito, e nella maniera pi offensiva. L'imperatore aveva inviato una lettera al vicecommissario nominandolo quale successore di Lin Zexu.
In quel modo ignominioso il grand'uomo era stato deposto: nessun preavviso, nessuna notifica, solo una lettera a un funzionario di grado inferiore per comunicare che lo avevano sostituito! Ecco la ricompensa per il fedele e onorato servizio reso all'imperatore!
Neel non aveva mai visto Compton cos demoralizzato.
Pochi giorni dopo, giunse la conferma ufficiale: Lin Zexu era stato richiamato a Beijing in disgrazia. Sarebbe stato sostituito da Qishan, che era stato nominato governatore generale delle due province meridionali del Guangdong e del Guangxi.
La notizia provoc un'ondata di proteste nel Guangdong, dove l'ex commissario restava immensamente popolare. La gente si riversava in strada per esprimergli la propria solidariet; ovunque andasse era assediato dalla folla, che circondava la sua portantina e gli lanciava doni: scarpe, ombrelli, vestiti, incensieri e altro.
La caduta di Lin Zexu fu una sconfitta anche per Zhong Lou-si e, di conseguenza, per Compton. Entrambi sapevano che nella nuova amministrazione il ruolo di Zhong Lou-si sarebbe stato nettamente ridimensionato: di fatto significava veder vanificato il lavoro degli ultimi due anni.
Neel si trovava per caso nella stamperia di Compton il pomeriggio in cui Zhong Lou-si fece una visita imprevista. Gli parve invecchiato di molti anni negli ultimi due mesi; si appoggiava pesantemente al bastone, con un'espressione rassegnata e colma di preoccupazione. Fu un saluto malinconico. Neel non l'avrebbe rivisto mai pi.
Il giorno seguente Compton and all'abitazione di Lin Zexu per porgergli i suoi omaggi prima della partenza. L apprese invece che l'ex commissario non sarebbe partito. L'imperatore aveva mandato istruzioni che restasse a Canton. Avrebbe affiancato il nuovo governatore, Qishan, nell'inchiesta sulla sua stessa condotta.
Lin Zexu era diventato l'equivalente di una tavoletta ancestrale, da tirare fuori o riporre a seconda delle necessit del momento.
Ora, mentre Guangzhou attendeva l'arrivo del governatore, l'inquietudine che si era impadronita della citt fu accresciuta da una sensazione d'inerzia e incertezza.
Una sera, mentre scendeva dal ferry tornando alla casa-barca di Baburao dalla stamperia di Compton, Neel fu circondato da una banda di monelli, che si misero a urlare insulti e oscenit:
...Yun gwai, faan uk-kei laan hai!
...laahn gwai, diu neih louh mei!
...jihn hai, haahng lan toi!
Non era insolito che agli stranieri - e a dire il vero anche a cinesi di altre province, o perfino ai vicini di un altro villaggio - venissero rivolte simili contumelie, ma nella voce dei ragazzi c'era una nota rabbiosa che Neel non aveva mai sentito. La cosa strana era che non lo avevano identificato come alieno nero bens come traditore: cosa sarebbe accaduto se si fossero resi conto che era un haak-gwai? Meglio non saperlo. Era comunque evidente che non poteva tornare alla casa-barca: condurre l quei ragazzi avrebbe potuto creare problemi alla famiglia di Baburao. Si diresse invece verso il monastero tibetano, che distava poche centinaia di metri.
I monelli gli andarono dietro urlando sempre pi forte. Stava varcando i cancelli quando un sasso lo colp alla schiena, ma per fortuna la banda non lo segu all'interno.
Taranathji era quello di sempre, gentile e caloroso. Annu cupamente sentendo il racconto di Neel. Il clima a Guangzhou stava diventando pessimo, disse. Non venivano aggrediti soltanto gli stranieri, ma anche i cinesi delle altre province. La situazione si era fatta cos grave che i monaci tibetani non mettevano pi piede fuori dal monastero.
Propose a Neel di restare l, e lui accett con gratitudine. Mandarono un messaggio a Baburao, che poco pi tardi si present coi pochi averi di Neel.
Baburao non si meravigli che fosse stato assalito. Aveva sentito molte storie simili da amici e parenti; davano del traditore o della spia anche alla gente delle barche. Le autorit provinciali avevano incolpato la comunit dei barcaioli di non aver affondato neppure una nave britannica. Erano convinte che i bravi d'acqua avrebbero distrutto le navi straniere grazie ai loro poteri speciali, ed erano furiose perch ci non era accaduto.
Kintu amra ki korbo? disse Baburao in bengali. Cosa possiamo fare? I terraioli magari pensano che abbiamo poteri miracolosi, ma non  cos, siamo persone come le altre.
La mattina dopo Neel fece sapere a Compton che aveva trovato rifugio nel monastero. L'amico venne a trovarlo e gli consigli di restare l fino a quando si fosse trovata una soluzione pi duratura.
Torn qualche giorno dopo. Aveva parlato con Zhong Lou-si ed entrambi ritenevano che per Neel fosse meglio trasferirsi sulla Cambridge, che era ancora ormeggiata a Whampoa. L sarebbe stato al sicuro, perch la nave era sotto la protezione speciale delle autorit provinciali; e l'equipaggio sarebbe stato senza dubbio contento di avvalersi dei suoi servizi come traduttore.
Zachary vendette l'ultima cassa d'oppio all'inizio di dicembre, al largo della Manciuria. Con la stiva della Ibis ormai vuota, non perse tempo, invert la rotta e la goletta veleggi verso sud.
A due giorni dalla Baia di Hong Kong, fu avvistato il brigantino di Philip Fraser che si dirigeva verso di loro. I due velieri manovrarono per affiancarsi e Zachary sal a bordo per il pranzo.
Fraser aveva un sacco di novit da comunicargli. La flotta britannica era tornata nell'estuario del Fiume delle Perle ad attendere l'apertura dei negoziati con Qishan, il nuovo vicer del Guangdong. Uno dei plenipotenziari, l'ammiraglio George Elliot, si era ammalato e aveva ceduto il comando al commodoro Bremer. Il capitano Elliot era adesso l'unico plenipotenziario, cosa che provocava non poco malcontento nel corpo di spedizione. Tra gli ufficiali si era fatto la reputazione di essere troppo morbido coi cinesi. Prevaleva la sensazione che la sua strategia di parlare-parlare-parlare non avrebbe portato a nulla, e i militari erano convinti che i cinesi stessero solo prendendo tempo per allestire le loro difese. Molti ufficiali erano dell'avviso che Pechino non avrebbe fatto alcuna concessione finch non gli si dava una bella bastonata, e dileggiavano il plenipotenziario per le sue illusioni. Molti lo consideravano sciocco e inetto, e non si facevano scrupolo a dirlo. I nomignoli sarcastici si sprecavano: Plenipot, Plenny-potty, Plenny-pissy-potty e via dicendo.
Nel frattempo, alla flotta britannica si erano aggiunte parecchie navi da guerra, tra cui un nuovo, rivoluzionario vascello, la Nemesis, un piroscafo corazzato, il primo del suo genere ad avventurarsi nell'Oceano Indiano. Fraser aveva potuto fare un giro su quel meraviglioso vascello e non riusciva a smettere di parlarne. La Nemesis era fatta quasi interamente di metallo; c'era cos tanto ferro che si era dovuto applicare un apposito dispositivo alla bussola per correggere la deflessione magnetica. Le due massicce pale erano azionate da due motori da sessanta cavalli l'uno che divoravano ogni giorno undici tonnellate di carbone. Eppure il pescaggio di quel possente vascello era cos ridotto che poteva operare in acque non pi profonde di un metro e mezzo! Ci perch aveva due derive che potevano essere alzate e abbassate. Anche gli armamenti erano tali da lasciare attoniti: era dotato di due bocche da fuoco ad affusto girevole capaci di sparare granate o candelotti, cinque pezzi per proiettili da sei libbre e dieci cannoni brandeggiabili; inoltre sul ponte, tra le pale, c'era un tubo di lancio per razzi Congreve.
Molti ritenevano che la Nemesis avrebbe cambiato per sempre la natura delle battaglie navali: sarebbe stata utilizzata come arma segreta, seminando il terrore fra i cinesi.
Tra tutte quelle notizie, un dettaglio rivestiva particolare interesse per Zachary: Mr e Mrs Burnham erano arrivati in Cina sulla loro nave, l'Anahita. Fraser li aveva incontrati nella Baia di Hong Kong ed entrambi si erano molto compiaciuti dei successi di Zachary come libero mercante.
Quella notizia lo indusse a forzare di vele gli alberi della Ibis, facendo volare la goletta sulle onde.
Chusan e l'andamento della campagna nel nord furono oggetto di molte discussioni nelle tende dei sepoy a Saw Chow. Nelle prime settimane le notizie erano scarse, ma a quanto risultava i combattimenti erano stati di poco conto, e Chusan era stata presa con perdite minime.
Ma, quando agosto lasci il posto a settembre, cominciarono a circolare voci preoccupanti, voci di malattie e infermit. Kesri venne a sapere che soldati malati e morenti venivano riportati da Chusan al settore meridionale. Si vociferava che venissero mandati a Macao per essere sistemati alla Misericordia o in un'abitazione privata adibita a ospedale.
Un giorno giunse la notizia che era arrivato da Chusan, e ora languiva alla Misericordia, un contingente di sepoy malati della loro unit gemella, l'altra compagnia del battaglione dei Bengal Volunteers. Kesri and dal capitano Mee a chiedere se era vero, e il capitano non solo conferm la notizia ma gli diede anche il permesso di condurre un gruppo di sottufficiali a Macao per far loro visita.
Da quando erano arrivati in Cina, i sepoy non avevano mai messo piede a Macao e, sebbene quella visita non fosse certo un viaggio di piacere, erano contenti di avere l'occasione di vedere la citt. Non ne furono delusi, anzi, Macao fece loro, soprattutto a Kesri, un'impressione straordinaria. Caso volle che il gruppo sbarcasse vicino al tempio di A-Ma, la dea del mare, e Kesri non pot fare a meno di entrare a dare un'occhiata. Rest meravigliato da quanto quel luogo gli risultava familiare: l'incenso, gli idoli, gli alberi sacri, le figure intagliate che montavano la guardia all'ingresso. Naturalmente sapeva che molti cinesi erano buddhisti, ma non si era mai reso conto delle somiglianze fra il loro dharma e il suo.
Pi tardi, mentre cercavano di raggiungere la Misericordia, i sepoy si persero nei meandri della citt. Ma a ogni angolo c'era qualcuno cui chiedere indicazioni, non solo in inglese ma anche in indostano: ovunque c'erano goani, che gestivano negozi, pattugliavano strade e sorvegliavano porte. Un drappello di sepoy goani li port addirittura a visitare la propria caserma, e don loro dei frutti.
La Misericordia era un tetro edificio grigio, cos affollato che nessuno bad a loro. Per fortuna Kesri adocchi Rosa, che lo riconobbe per via della Hind e li condusse a un'ala dell'edificio dove, in una corsia buia e angusta, erano ricoverati i sepoy.
Informandosi sulla situazione a Chusan, Kesri apprese che, se conquistare l'isola era stato in effetti relativamente facile, dopo la battaglia gli eventi avevano preso una piega infernale. Erano scoppiate epidemie di malaria e altre malattie, e centinaia di soldati e sepoy erano stati colpiti da una dissenteria cronica e incontrollabile. Nell'ospedale da campo i materassi erano talmente addossati l'uno all'altro che gli infermieri non riuscivano a muoversi senza calpestare gli uomini malati e agonizzanti.
Il problema di fondo era che gli alti comandi non conoscevano l'isola. Il luogo dove accamparsi non era stato scelto con la dovuta attenzione, e non si era tenuto conto del fatto che le aree pianeggianti di Chusan erano cosparse di paludi e acquitrini. Di conseguenza le truppe erano state esposte a vapori nocivi e miasmi letali. Inoltre, spesso le tende venivano allagate dalle mareggiate. Un distaccamento di sepoy si era trasferito su un colle, ma solo per ritrovarsi alle prese con un fetore terribile, cos persistente che si era deciso di sondare il terreno nella speranza di trovare la soluzione di quel mistero, e a pochi centimetri di profondit ci si era imbattuti in teschi, scheletri e ossa putrescenti, scoprendo che il colle era in realt un tumulo funerario. Gli ufficiali avevano decretato che si trattava di una fonte di contagio e ordinato di farlo saltare in aria. Col risultato di aprire un cratere zeppo di bare e cadaveri.
A Chusan, continuarono i sepoy malati, l'acqua dolce era cos difficile da trovare che a volte si erano ridotti a bere dai fossati che irrigavano le risaie. Le vettovaglie, perlopi acquistate a Calcutta, erano insufficienti o marce, infestate da parassiti e funghi. Evidentemente qualcuno aveva tratto enormi profitti fornendo provviste scadenti. Ma la penuria di cibo era tale che il commissariato era stato costretto a rifornirsi, a prezzi enormemente gonfiati, dalle navi mercantili che avevano accompagnato le forze d'occupazione verso nord.
C'era poi la calura, che perfino i sepoy stentavano a reggere, mentre per i soldati bianchi era al di l di ogni sopportazione. Come se non bastasse, gli occupanti avevano dovuto affrontare l'implacabile ostilit degli abitanti dell'isola. A causa delle taglie offerte dalle autorit cinesi, i soldati non potevano mai abbassare la guardia, per paura di essere assassinati o rapiti. I pochi che si erano lasciati andare l'avevano pagata cara. Un capitano della Madras Artillery, ad esempio, era stato circondato da una folla e portato sulla terraferma, e il suo servitore indiano era morto nel tafferuglio.
Prima dello sbarco a Chusan, gli alti comandi britannici avevano fatto credere alle truppe che sarebbero state accolte a braccia aperte dagli isolani: i manchu erano odiati da tutti, quindi i soldati del corpo di spedizione sarebbero stati salutati come liberatori.
A Chusan si era scoperto che si trattava di pie illusioni.
Nell'ascoltare storie come quelle, Kesri si rese conto di quanto era stata fortunata la Compagnia B a essere rimasta stanziata a sud. Sebbene la vita sull'isola di Saw Chow non fosse piacevole, le provviste non mancavano, e la flottiglia di bettoline garantiva costanti rifornimenti. E per quanto anche molti dei suoi sepoy si fossero ammalati, l'ospedale da campo non si era riempito all'inverosimile. Tutto sommato, non si poteva negare che se la fossero passata relativamente bene.
A fine ottobre cominciarono ad arrivare alla spicciolata dall'India gli ultimi battaglioni del 37o Reggimento di Madras. Anch'essi erano acquartierati sull'isola di Saw Chow, e raccontavano storie allucinanti riguardo alla traversata. Per risparmiare, le autorit militari della provincia di Madras avevano noleggiato per il trasporto truppe vecchie bagnarole sgangherate. Stentavano a tenere il mare, e non erano attrezzate per affrontare nemmeno una tempesta di media intensit. Disgraziatamente, nel Mar della Cina meridionale si erano imbattute in un terribile tifone, e tutt'e quattro le imbarcazioni avevano subito gravi danni ed erano state disperse dal vento. Una aveva trascorso diversi giorni assediata dai pirati e, se non fosse giunto in suo soccorso un vapore britannico, chiss cosa ne sarebbe stato. Un'altra invece era scomparsa. Si trattava della Golconda, la nave quartier generale del 37o Madras, che trasportava il daftar del reggimento, trecento sepoy e anche la maggior parte degli ufficiali, incluso il comandante. Si temeva il peggio.
Qualche giorno dopo, il capitano Mee conferm a Kesri che la Golconda si era capovolta e tutte le persone a bordo erano decedute. Conferm anche che quella nave non era idonea alla navigazione e non avrebbe dovuto essere noleggiata per il trasporto truppe. Si sapeva che erano state unte molte mani e che alcuni ufficiali erano stati corrotti, forse anche uno di quelli periti sulla nave. Molto probabilmente ci sarebbe stata un'inchiesta ufficiale.
Tutta colpa di quei civili arraffoni disse il capitano digrignando i denti. Se c' una cosa che mi manda in bestia sono questi mercanti che si arricchiscono sulla pelle dei soldati. Quei bastardi sono peggio dei tombaroli!
Quella notte, disteso sulla sua branda, Kesri pens ai due ragazzi che a Calcutta avevano cercato di disertare, e a come, interrogati, avevano rivelato di temere che le provviste fossero avariate e le navi insicure; tutte cose che lui aveva liquidato come fandonie prive di fondamento. Ricord anche che aveva assunto lui stesso il comando del plotone di esecuzione, e il modo in cui erano morti, cadendo in avanti coi volti bendati.
Da quel momento i ragazzi morti cominciarono a comparire regolarmente nei suoi sogni. Gli davano dello stupido per aver ripetuto a pappagallo le parole degli ufficiali angrez, e lo chiamavano nakli gora, maschera bianca.
Nel frattempo, Kesri continu ad andare regolarmente alla Misericordia ogni quindici giorni per portare sattu e altre provviste ai sepoy malati. Spesso faceva il viaggio fino a Macao insieme al capitano Mee e, mentre il capitano andava a trovare amici e conoscenti, lui guidava una fila di portatori attraverso i vicoli ormai familiari della citt.
Quelle visite erano molto apprezzate dai convalescenti, molti dei quali erano affamati di notizie e ansiosi di sapere quando avrebbero potuto tornare a casa. Kesri riferiva ci che aveva sentito dire: che i plenipotenziari erano ancora nel nord e stavano cercando di convincere i mandarini ad accogliere le loro richieste.
Non diceva per che la fine di quell'avventura era ancora lontana.
I sepoy malati erano ogni volta pi numerosi, finch la Misericordia non pot accogliere altri pazienti. Da quel momento i nuovi arrivati vennero spediti a Manila.
E tuttavia continuavano ad arrivarne: a inizio novembre Kesri seppe che, dei duemilacinquecento soldati che avevano preso Chusan, solo ottocento erano ancora in piedi.
Finalmente, a met del mese, giunse una buona notizia da recare alla Misericordia: il grosso del corpo di spedizione sarebbe tornato a sud. Gli inglesi si erano impegnati a restituire Chusan ai cinesi in cambio di un'altra isola da usare come base. Fino ad allora, per sicurezza, a Chusan sarebbe rimasta una piccola guarnigione britannica, ma il resto delle truppe era gi in viaggio verso sud e sarebbe entrato nell'estuario del Fiume delle Perle entro pochi giorni.
Giungendo alla Baia di Hong Kong, Zachary scopr che Mr e Mrs Burnham erano andati a Macao con l'Anahita. Non perse tempo e sal su un ferry per raggiungerli.
Era tardo pomeriggio quando mise piede sulla loro nave, e si stup nel trovare la tolda deserta salvo un paio di lascari che sonnecchiavano all'ombra di una vela di straglio. Si chiese se Mrs Burnham fosse a bordo: era pi che probabile, e il cuore prese a battergli pi forte.
Vide che sul cassero era stato teso un tendone di tela. Serviva senz'altro a proteggere Mrs Burnham dai raggi del sole, di cui aveva terrore, e Zachary con un certo disagio immagin che lei fosse lass. Cerc di non pensarci: non sarebbe venuto nulla di buono, ammon se stesso, dal lasciar vagare la mente in quella direzione. Eppure, quando i suoi piedi cominciarono a muoversi verso il cassero, non fece alcuno sforzo per trattenerli. Del resto, cosa c'era di pi naturale del fatto che un capitano, quale lui era, salisse sul cassero? Qualunque ufficiale avrebbe fatto lo stesso.
Sal lentamente la scala di boccaporto e, quando la sua testa fu a livello del ponte, scrut con attenzione a destra e a manca. Non vedendo ombra di Mrs Burnham n di nessun altro, tir un sospiro, se di sollievo o delusione non lo sapeva neppure lui. Quando fu sul cassero, vide ai piedi dell'albero di mezzana una panchetta circolare intagliata. Decise che avrebbe aspettato l.
Ma mentre vi si dirigeva si apr all'improvviso una porta e, voltandosi, Zachary si trov davanti una figura velata, chiusa in un carapace di abiti.
Mr Reid!
Mrs Burnham?
Bench fosse una giornata fredda, Mrs Burnham non aveva lesinato gli sforzi per proteggersi dal sole: era avvolta dalla testa ai piedi da calic bianco adorno di pizzi; le braccia erano coperte fino al gomito da guanti di cotone, e il capo e il viso erano al riparo di un cappello rotondo, dalla cui tesa pendeva un velo di rete bianca simile alla visiera di un elmo. Una mano reggeva un parasole di lino leggero orlato di merletto, anch'esso bianco.
Mentre Zachary restava pietrificato sul ponte, il cappello con la visiera di rete cominci a girare da una parte all'altra. Poi, con un guizzo del polso, Mrs Burnham sollev il velo sopra la tesa.
A quanto pare siamo soli per il momento, Mr Reid. Mio marito  andato sulla Wellesley per incontrare il capitano Elliot.
Zachary non sapeva cosa dire, come rispondere. Qual era il modo pi naturale di salutare la moglie del suo datore di lavoro, per un uomo nella sua posizione? Incapace di darsi una risposta, si diresse verso la murata di dritta, dove si ricompose aggrappandosi alla balaustra. Anche quando ud il fruscio degli abiti alle sue spalle non si volt, ma tenne lo sguardo fisso sulla Wellesley, distante un quarto di miglio. Aveva i sensi talmente all'erta che riusciva a seguire i movimenti di Mrs Burnham senza guardarla: sapeva che adesso era ferma accanto a lui, ma a una distanza che sembrava calibrata con precisione per dare a occhi esterni l'impressione che loro due fossero semplici conoscenti, in piedi davanti alla balaustra per godersi la vista.
Sono molto contenta, Mr Reid disse lei, che ci sia concessa questa opportunit di incontrarci da soli.
All'improvviso un'onda di desiderio travolse Zachary, che si ritrov a dire, non senza un certo rammarico: Mi stupite, Mrs Burnham. Quando ci siamo lasciati ho avuto la netta impressione che voleste liberarvi di me.
Da sotto il parasole Mrs Burnham gli rivolse un'occhiata implorante. Vi prego, Mr Reid, conoscete benissimo le circostanze. Se vi sono sembrata scortese era solo perch era cos difficile dimenticare la nostra... la nostra intimit. Comunque il passato non conta, adesso. Ho da dirvi una cosa della massima importanza, e non so se avremo un'altra occasione. Mr Burnham sar qui fra un momento, abbiamo pochissimo tempo.
Sorpreso dall'intensit del suo tono, Zachary disse: Di cosa si tratta, Mrs Burnham? Ditemi.
Si tratta di Paulette. So che le avete scritto per troncare il vostro legame. Mi ha parlato della vostra lettera.
Cosa vi ha detto?
Non molto, ma ho capito che era ferita, profondamente ferita.
Mi dispiace disse Zachary. Ho cercato di essere cortese, ma la verit  che anch'io sono stato profondamente offeso da ci che lei ha detto di me.
Ma  proprio questo il punto! Mrs Burnham prese fiato con un singulto. Paulette non intendeva ci che io pensavo! C' stato un terribile equivoco da parte mia.
Non capisco, Mrs Burnham. La voce di Zachary si era ridotta a un bisbiglio. Quindi non ha mai inteso dire che c'era un bambino?
No. Non intenzionalmente.
E cosa mi dite dei suoi rapporti con vostro marito? Non mi direte che erano del tutto innocenti!
Be', Mr Reid, credo che lo fossero, almeno per quanto riguarda Paulette. Sono sicura che la storia delle percosse era vera, ma sono anche sicura che agiva senza sapere ci che faceva, e quando l'ha capito ha lasciato immediatamente casa nostra, prima che le cose andassero oltre.
Negli ultimi mesi Zachary si era convinto che Paulette avesse di proposito e malevolmente ingannato sia lui sia Mrs Burnham, e adesso gli era difficile accettare che i suoi sospetti fossero infondati. E voi come lo sapete? domand. Glielo avete chiesto?
No. Non a lei direttamente. Ma un giorno io e mio marito l'abbiamo incontrata per caso, a Macao. Ho potuto osservarli da vicino e vi posso assicurare che il suo comportamento smentiva ogni nostra congettura. Era del tutto spontanea e tranquilla, mentre mio marito sembrava impacciato e ansioso. Adesso sono convinta che vi disse la verit su quanto era accaduto tra loro... sono sicura che non c' stato altro.
Ancora poco persuaso, Zachary insistette: Non vedo come possiate esserne cos sicura.
Invece lo sono, Mr Reid. Mi sono resa conto che avevo sbrigliato la mia immaginazione. Non riuscivo a capire perch Paulette fosse fuggita da casa nostra, e l'unica spiegazione era che voi l'aveste sedotta e messa incinta. Quando siete venuto a cercare lavoro, ero tormentata da quel sospetto; pensavo che se vi avessi avuto in pugno avrei potuto farvi pentire del vostro libertinaggio e guarirvi per sempre. Poi qualcosa  cambiato, mio malgrado mi sono sentita attratta da voi e incapace di resistervi. Forse per questo preferivo pensare il peggio di Paulette, mentre lei era del tutto innocente. L'errore  stato soltanto mio.
Zachary cominciava finalmente a cedere. L'errore  stato mio quanto vostro, Mrs Burnham disse risentito. Ci che vi attribuite vale per entrambi. Anch'io ero dispostissimo a pensare il peggio di Paulette, forse perch ci sembrava ridimensionare la nostra colpa.
S, siamo entrambi colpevoli...
Tagli corto quando in lontananza vide un barchino che si staccava dalla Wellesley e muoveva verso l'Anahita.
Ecco mio marito! disse precipitosamente. Sar qui in pochi minuti, e io pi tardi devo andare in citt. Ci resta pochissimo tempo, Mr Reid. Ascoltatemi, jaldee.
Vi ascolto, Mrs Burnham.
Noi, o piuttosto io, abbiamo reso una gravissima ingiustizia a Paulette. Avrei voluto fare ammenda di persona, ma non oso, per timore di rivelare troppo su di noi... voi e io.
Dunque Paulette non sa di noi?
No, certo che no. Non le ho detto nulla per non pregiudicare un futuro per voi due.
Zachary si accigli. Cosa intendete per futuro, Mrs Burnham?
Intendo la vostra felicit, Mr Reid. Mrs Burnham si asciug una lacrima. Eravate destinati l'uno all'altra, voi due, ora me ne rendo conto. E probabilmente le cose sarebbero andate cos, se non fosse stato per me.
Lo guard dritto in faccia, con gli occhi lucidi. Sono una creatura vile, egoista, debole, Mr Reid. Ho ceduto alla tentazione e ho causato grande infelicit a voi e a Paulette, per la quale non provo che affetto. So fin troppo bene cosa significa veder distrutto il proprio amore, e mi ossessiona il pensiero di essermi macchiata di una simile colpa nei vostri confronti. Non potete lasciarmi andare nella tomba con questo peso sulla coscienza. Non avr pace finch non sapr che vi siete riunito a lei.
Ma non ci si pu far nulla, Mrs Burnham protest Zachary. Paulette ha la mia lettera, non posso riprendermela.
Potete, Mr Reid. Potete scusarvi con lei. Potete spiegarle che siete stato ingannato da pettegolezzi malevoli. Potete chiederle perdono. Dovete farlo per il mio bene, se non per il vostro. Se mai ho significato qualcosa per voi, dovete farlo per me.
C'era una tale urgenza nella sua voce che Zachary non pot rifiutare. Ma come far a incontrarla? Dubito che voglia ricevermi.
Di questo non dovete preoccuparvi. Ho gi pensato io a come farvi incontrare.
Il tono di Mrs Burnham si fece pi precipitoso, vedendo che il barchino stava accostando all'Anahita.
Ne avrete prestissimo l'occasione. Per Capodanno daremo un ricevimento al tramonto a bordo dell'Anahita. Mr Burnham ha invitato alcuni ufficiali del corpo di spedizione. Ci saranno anche alcune signore, e io ho invitato Paulette. Ha accettato, forse perch non sa che siete qui. Dovete venire, e avrete modo di parlare con lei.
Ci detto, gir sui tacchi e scese sulla tolda, col parasole su una spalla. Zachary la segu tenendosi qualche passo pi indietro e la vide a poco a poco ricomporsi. Quando Mr Burnham mise piede sul ponte, aveva ritrovato la sua solita postura, eretta e languida. Guardandoli mentre si scambiavano un bacio frettoloso e poche parole tranquille, Zachary ebbe un moto di ammirazione, non solo per lei, ma anche per il marito, che era il ritratto di una calma padronanza di s.
Posso prendere il barchino adesso, caro? disse lei. Pensavo di andare a Macao per sbrigare alcune faccende.
Naturalmente, cara. E, se posso, ti affiderei un'incombenza.
Certo. Di cosa si tratta?
Forse ti ricordi di Mrs Moddie. L'abbiamo incontrata una volta a Bombay. Se non sbaglio ti ho gi detto che era in viaggio per Macao, sulla Hind. Il suo defunto marito era mio collega nel Comitato della Camera di commercio di Canton, un uomo di grandi qualit. Forse questo corpo di spedizione non esisterebbe, se non fosse stato per Mr Moddie: in una riunione cruciale del comitato fu lui a far trionfare le nostre idee schierandosi in difesa della libert.
S, me ne ricordo disse Mrs Burnham. Me ne hai parlato.
Bene, suppongo che Mrs Moddie sia alla Villa Nova, la casa di suo nipote sulla Praya Grande. Penso che dovremmo invitarla alla festa di Capodanno.
Certo che dobbiamo, caro. Passer senz'altro da lei.
Grazie, mia cara e Burnham si chin a baciare la moglie su una guancia.
Solo quando il barchino si fu allontanato Mr Burnham si rivolse a Zachary. Venga, Reid disse facendogli strada verso il cassero. Sono certo che ha un sacco di cose da dirmi.
S, signore.
Per la successiva mezz'ora andarono avanti e indietro insieme sul ponte mentre Zachary gli raccontava dei suoi viaggi sulla Hind e sulla Ibis, e delle vendite di oppio a Singapore e lungo la costa cinese. Mr Burnham ascoltava attentamente ma parlava poco, limitandosi ad annuire di tanto in tanto per indicare la sua approvazione. Solo quando Zachary fece il nome di Lenny Chan ruppe il silenzio.
Mr Chan  un uomo molto utile da conoscere, Reid, davvero molto utile!
L'approvazione di Mr Burnham crebbe quando Zachary gli mostr i conti spiegando che con quell'unico viaggio aveva realizzato un profitto netto di quasi un milione di dollari: bastavano quelle cifre a dimostrare che, malgrado tutti gli sforzi del governo cinese, la fame d'oppio continuava a crescere, soprattutto fra i giovani.
Shahbash, Reid! Splendido! esclam. L'aumento dei prezzi  la riprova della potenza del mercato; e una dimostrazione della follia di chi cerca di contrastare il funzionamento di leggi di natura stabilite per volont divina. Avversare i tiranni significa compiere l'opera di Dio. Verr certamente il giorno in cui i liberi mercanti come lei saranno considerati apostoli della libert.
Grazie, signore disse Zachary riconoscente.  stato un piacere rendermi utile. Se c' qualcos'altro che posso fare, spero vorr contare su di me.
Al che Burnham si fece pensieroso e parve attraversare uno dei suoi rari momenti d'incertezza. Be', Reid disse infine, anche se finora si  comportato molto bene, lei  ancora giovane. Non so se sia pronto per altre sfide.
La prego, signore lo incalz Zachary, spero vorr darmi l'occasione di dimostrare ci che valgo!
Burnham chin il capo, come se stesse ponderando valutazioni contrastanti. Poi si decise, mise un braccio intorno alle spalle di Zachary e lo condusse dall'altra parte del ponte.
Il suo desiderio di migliorarsi  davvero encomiabile, Reid. Ma immagino capisca che certe questioni esigono un assoluto riserbo.
Oh, certo, signore. Sar muto come un pesce.
In tal caso, Reid, guardi laggi.
Guidandolo verso la balaustra, gli indic un punto dove la Wellesley e la Druid erano ancorate a breve distanza.
Riuniti in queste acque ci sono migliaia di soldati e marinai di molte zone dell'impero britannico. Ognuno di loro va nutrito, pi volte al giorno, in conformit ai suoi gusti e pregiudizi. Di tutti questi uomini i pi difficili da sfamare sono i sepoy, soprattutto i sepoy bengalesi, perch si attengono a un gran numero di regole alimentari diverse. Mangiano esclusivamente cibi che conoscono: cereali, lenticchie, verdure essiccate, spezie e affini. Per fortuna sono cibi economici e facilmente reperibili nel loro paese, ma oltremare  spesso difficile trovarli. Ne deriva una situazione che si attaglia perfettamente alla prima legge del commercio.
Non sono sicuro di capire, signore.
Comprare a poco e rivendere a tanto.  o non  la prima legge del commercio?
Ora capisco, signore! Intende dire che tali cibi sono a buon mercato in India ma qui costano cari.
Esatto! Ora, se qualcuno possiede una nave carica di tali merci, e non le nascondo che l'Anahita lo , le possibilit di profitto sono illimitate. Ma per vendere simili carichi  indispensabile la collaborazione di uno o due ufficiali. E qui sorge il problema: ottenere la collaborazione dei militari non  sempre facile, perch molti di loro nutrono verso il commercio perversi sospetti. Si potrebbe quasi dire che in quanto categoria non sono meno ottenebrati dei celestiali nella loro ostilit per le divine leggi del mercato.
Dice davvero, signore?
S, disgraziatamente  fin troppo vero. Ma per fortuna ce ne sono sempre alcuni disposti a capire che Dio non avrebbe dotato l'Uomo del gusto per il profitto se non fosse stato per il suo bene. Se gli si garantisce una quota degli utili, spesso diventano assai collaborativi. Parecchi di loro sono in grado di esercitare una grande influenza sugli ufficiali responsabili degli acquisti.
Ma come si fa a individuarli, signore?
Attenta osservazione e duro lavoro, Reid. La cosa pi importante  raccogliere informazioni. Bisogna cercare di scoprire quali ufficiali vivono al di sopra delle loro possibilit e hanno bisogno di soldi per saldare i debiti. In un contingente come questo, si pu star sicuri che ce ne sono molti; vanno volontari proprio perch sperano di guadagnare abbastanza per soddisfare i loro creditori.
Burnham cominci a tamburellare con le dita sulla balaustra.
Non ho difficolt a dirle, Reid, che ho messo gli occhi su un ufficiale che potrebbe fare al caso nostro. L'ho conosciuto sulla Wellesley qualche giorno fa e ho potuto osservarlo mentre giocava a carte.  esattamente il tipo di giovanotto testardo e spendaccione che potrebbe avere dei debiti. Ma temo sia anche un tipo collerico, non facile da avvicinare.  senza dubbio un'impresa non da poco.
Burnham tacque per scrutare Zachary con occhi indagatori. Stavo pensando di affidarlo a lei. Crede di poterci riuscire, Reid?
Zachary rispose d'impulso: Certo, signore! Conti pure su di me.
Bene! Allora glielo affido. Verr alla festa che daremo per Capodanno. Si tratta del capitano Neville Mee.
Che Mr Burnham facesse proprio il nome dell'unico ufficiale col quale era quasi venuto alle mani era l'ultima cosa che Zachary si aspettava. Stava per abbandonarsi a un'imprecazione, ma riusc a mordersi le labbra.
Per fortuna Burnham parve non aver notato il suo turbamento. Per caso conosce il capitano Mee?
Un po' rispose Zachary esitante. Era anche lui sulla Hind.
Ah, certo. Me n'ero dimenticato.  un bene che vi siate gi conosciuti. Crede di poter ottenere la sua collaborazione?
Corrompere il capitano Mee non sarebbe stato facile, Zachary ne era ben cosciente, ma a quel punto doveva riuscirci, se non voleva giocarsi la buona opinione che Mr Burnham aveva di lui. Ci prover, signore. Far del mio meglio.
Fuori dai cancelli della villa di Dinyar Ferdoonjee, davanti alla Praya Grande, c'era una panchina. Quando il capitano Mee era invitato alla villa, Kesri restava l ad aspettarlo, per poi tornare con lui all'isola di Saw Chow.
Kesri era seduto su quella panchina, in attesa che il capitano riemergesse da un pranzo alla villa, quando not una memsahib che si dirigeva verso di lui a passo svelto, con le gonne che ondeggiavano come una campana. Aveva un largo cappello con un velo di rete e un parasole orlato di merletto.
Quando fu chiaro che la memsahib era diretta alla villa, Kesri si alz e le tenne rispettosamente aperto il cancello. Pensava che sarebbe entrata alla svelta, al massimo degnandolo di un cenno di saluto. Invece si ferm e alz il capo con un'angolazione tale che Kesri si ritrov a guardare dritto nella visiera di rete che le copriva il viso. Poi, con sua grande meraviglia, da sotto il velo una voce bassa, gutturale, si rivolse a lui in indostano, chiamandolo per nome: Kesri Singh? Mujhe pehchana nahi? Non mi riconosci?
Lui scosse il campo senza aprire bocca, cercando di sbirciare sotto il velo, e solo allora lei si rese conto che il suo viso era completamente nascosto e si affrett a scoprirlo.
Abh? Adesso mi riconosci?
Dopo aver scrutato il suo viso una, due volte, e poi di nuovo, Kesri borbott incredulo: Cathy-mem? Aap hai kya? Siete voi?
Lei rise e continu, in indostano: HKesri Singh! Sono io.
Kesri rivide, celata nei contorni del viso, la crisalide della ragazza che aveva conosciuto vent'anni prima, quando le faceva da portatore di fucile. Ricordava i modi diretti e spontanei che allora l'avevano tanto colpito, e gli parve che ora gli avesse parlato nello stesso modo. Il suo viso si era arrotondato, ma not che era soffuso da una specie di malinconia.
Maaf karna... Perdonatemi, Cathy-mem, se non vi ho riconosciuto. Ma avete un aspetto diverso.
Lei scoppi a ridere. Aap bhi... Anche tu sei cambiato, Kesri Singh, tranne gli occhi. Perci ti ho riconosciuto, anche se  passato tanto tempo.
Devono essere quasi vent'anni, disse Kesri.
Proprio cos. Adesso sono Mrs Burnham, e vedo che tu sei un havildar.
S, Cathy-mem. E come sta vostro padre, il jarnail-sahib?
Sta bene. Anche mia madre. Sono tornati in Inghilterra, e mia figlia  con loro.
Una figlia sola?
S, una figlia sola. E tu, Kesri Singh? Quanti figli hai?
Cinque, tre maschi e due femmine. Vivono al villaggio, con mia moglie e la mia famiglia.
E tua sorella, Kesri Singh? Quella di cui parlavi tanto, com' che si chiamava?
Kesri sobbalz. Era come se Deeti lo avesse raggiunto dal lontano passato. C'era qualcosa di sovrannaturale in tutto ci, che lo fece esclamare: Kamaal hai! Vi ricordate di mia sorella! Si chiama Deeti.
Giusto, disse lei sorridendo. E tu, Kesri Singh? Cosa ti porta in Cina?
La spedizione, Cathy-mem. Sono venuto volontario.
Lei abbass gli occhi, e lui comprese che stava pensando a qualcos'altro.
Quando li rialz, la sua voce era pi sottile e incerta.
E cosa mi dici degli altri del Pacheesi? Gli ufficiali, come stanno?
Kesri cap dal suo tono che la domanda era ingannevole nella sua genericit, e che quella curiosit riguardava un ufficiale in particolare. E chi poteva essere, se non Mee? Dopotutto lui era forse l'unico a sapere cos'era accaduto fra lei e Mee tanti anni prima.
A quel pensiero Kesri prov una sensazione di pericolo imminente. Al capitano Mee non poteva venirne niente di buono, salvo ripiombare nel junoon, la pazzia che lo aveva posseduto all'epoca. Cathy-mem non era pi una ragazza, era sposata adesso, e senza dubbio il marito era un uomo ricco e potente, capacissimo di distruggere un ufficiale del rango del capitano Mee.
C'era una certa inquietudine nella sua voce, bassa e inespressiva, quando rispose: Mr Mee  qui con noi, Cathy-mem;  il comandante della mia compagnia.
Oh!
Vedendola impallidire, Kesri si affrett ad aggiungere: Mee-sahib  dentro, Cathy-mem,  nella casa per un tiffin.
Yah hai?  qui?
Mrs Burnham rest di stucco, e Kesri ebbe l'impressione che stesse per fare dietrofront e andarsene. Ma proprio in quel momento si ud una voce: Mrs Burnham,  lei?
Era Shireen, che veniva incontro alla visitatrice: Che piacere vederla, Mrs Burnham! Entri, la prego!
Salve, Mrs Moddie.
Mentre si stringevano la mano, Shireen not che le dita di Mrs Burnham tremavano leggermente, e guardandola vide che era pallidissima.
Che cosa c', Mrs Burnham? Non si sente bene?
Mrs Burnham vacill, lasciando scivolare il parasole e portandosi una mano al petto. Temendo che cadesse, Shireen la prese per un gomito e la sostenne guidandola verso la veranda.
Santo cielo, Mrs Burnham! Cosa le succede?
Solo un capogiro disse debolmente lei, premendosi una tempia. Sono mortificata di dare tanto disturbo. Non  nulla.
La prego, venga a sedersi!
Shireen la aiut a salire i gradini della veranda e le indic una poltrona. Gradisce dell'acqua, Mrs Burnham?
Lei annu, e stava per aggiungere qualcosa quando dal vestibolo riecheggiarono le voci di Dinyar e dei suoi amici. Un attimo dopo la porta d'ingresso si spalanc e Dinyar usc, seguito dal capitano Mee e da un paio di altri ufficiali.
Il capitano port una mano alla visiera dello sciacc: Arrivederci Mrs Moddie, grazie per lo squisito karibat.
Arrivederci, capitano Mee.
Shireen not che gli occhi del capitano si erano spostati sulla visitatrice. Si gir verso Mrs Burnham con l'intenzione di presentarli, ma vide che la donna guardava dall'altra parte, col velo abbassato: era evidente che preferiva evitare.
Shireen salut gli uomini e and a sedersi accanto a Mrs Burnham, che si affrett a bisbigliare le sue scuse: Mi perdoni, Mrs Moddie, se le sembro sgarbata, ma mi sento cos male che non sono in vena di fare la conoscenza di nessuno.
La capisco benissimo. Vuole stendersi un momento?
Forse  meglio.
Shireen la condusse in camera sua, dove l'aiut a levarsi il cappello e a mettersi distesa.
Togliendosi il velo, Mrs Burnham mostr il viso imperlato di sudore. Il suo aspetto febbricitante allarm Shireen. Vuole che le chiami un dottore?
No, no! disse lei allungandosi sul letto.  solo uno sciocco malessere. Fra un attimo star meglio.
 sicura?
S. Le va di sedersi qui accanto a me, Mrs Moddie?
Mi chiami Shireen, per favore.
Volentieri. E lei mi chiami Cathy.
Gli occhi di Mrs Burnham si posarono sul dipinto in cornice accanto al letto.  il suo defunto marito, vero?
S. Shireen prese il ritratto e glielo porse.
Mrs Burnham lo studi in silenzio per alcuni minuti. Poi, a bassa voce, disse: Era un uomo molto bello.
Shireen annu sorridendo ma non disse nulla.
Ho sentito raccontare molte cose su suo marito continu Mrs Burnham. Mio marito pensa ogni bene di lui, perci oggi mi ha chiesto di invitarla.
A quelle parole Shireen nascose il viso contro la spalla.
Deve averlo amato molto mormor Mrs Burnham.
Incapace di parlare, Shireen le rivolse un sorriso esangue.
Mrs Burnham continu: Vede, Shireen, anche se lo ha perduto, deve considerarsi molto fortunata, non a tutte le donne  concesso di passare la vita con l'uomo che amano.
Shireen, sorpresa dalla sua voce strozzata, vide che ora anche lei si asciugava gli occhi.
Cathy? Che cosa c'?
Mrs Burnham cerc di ricomporsi e di sorridere, ma riusc solo ad apparire sempre pi affranta. Shireen ignorava l'origine del suo dolore, ma non aveva importanza; pur sapendo pochissimo l'una dell'altra, si capivano perfettamente.
Anche Mrs Burnham pareva commossa dall'intimit del momento. Le prese una mano e mormor: Diventeremo buone amiche, vero, Shireen?
S, Cathy, credo proprio di s.
Allora spero che verr sull'Anahita la prossima settimana... daremo una festa al tramonto per Capodanno. Io e Mr Burnham saremmo davvero felici di averla con noi.
Molto gentile da parte sua, ma...
Shireen non trovava le parole: come spiegare che per lei l'Anahita non era una nave qualunque? Ogni volta che Bahram issava le vele in partenza da Bombay lei era presente, e pregava che l'Anahita lo proteggesse... Invano, purtroppo, visto che proprio da quella nave era caduto trovando la morte.
Mrs Burnham le strinse la mano. La prego, mi dica che verr.
Mi piacerebbe, Cathy disse Shireen. Solo che sarebbe un po' difficile per me, perch mi ricorder l'incidente occorso a mio marito... S'interruppe. Ma sarebbe pi semplice se potessi venire con gli amici di mio marito, Mr Karabedian e forse il suo figlioccio...
Ma sicuro esclam Mrs Burnham senza lasciarla finire. Porti i suoi amici. Sar un piacere averli con noi.
Al termine della giornata, quando Kesri e gli ufficiali tornarono al campo sull'isola di Saw Chow, Kesri fu subito intercettato da un portaordini: era convocato a rapporto alla tenda del capitano Mee.
Sebbene fosse piuttosto tardi, il capitano era ancora in uniforme. Havildar, c' un messaggio dal commodoro Bremer. Dice che dobbiamo prepararci a una ripresa delle ostilit. Qualche giorno fa il capitano Elliot ha inviato un ultimatum ai mandarini: o accolgono le nostre richieste o sferreremo un attacco. L'ultimatum  scaduto, quindi potremmo essere mobilitati da un momento all'altro.
Quando lo sapremo, kaptn-sah'b?
Probabilmente ci vorr ancora un po' rispose Mee con uno sbadiglio. Di certo tergiverseranno il pi a lungo possibile. Ma ho pensato bene di dirtelo.
Ji, kaptn-sah'b.
Da qualche ora, Kesri sperava di avere l'occasione di parlare a quattr'occhi col capitano. Sentendo che stava per essere congedato, disse: Kaptn-sah'b, ci sarebbe ancora una cosa.
Cosa, havildar? Jaldee, per favore.
Kaptn-sah'b... oggi, mentre vi aspettavo alla casa del mercante parsi, a Macao...
S?
...una memsahib mi ha riconosciuto.
E allora? Mee sollev un sopracciglio. Che importanza ha?
Era Miss Cathy, kaptn-sah'b.
La testa del capitano ebbe uno scatto, e il viso bruno impallid.
Vuoi dire...?
Ji, kaptn-sah'b. Miss Cathy, la larki del jarnail Bradshaw.
Mee sollev un fermacarte e cominci a farlo girare sulla scrivania, come una trottola. Senza guardare Kesri, chiese: La signora col velo?
Ji, kaptn-sah'b.
Sicuro che era Cathy?
S, kaptn-sah'b. Mi ha visto, e ci siamo parlati. Mi ha chiesto di voi.
Cosa le hai detto?
Che siete qui, con la spedizione... non lo sapeva.
Adesso, mentre alzava gli occhi dalla scrivania, sul viso del capitano comparve un'espressione perplessa. Cosa ci fa Cathy in Cina, havildar?
 qui col marito, kaptn-sah'b. Un certo Mr Bunn-am, mi pare.
Burnham?
S, kaptn-sah'b. Ha detto di chiamarsi Mrs Burnham, ora.
Oh, mio Dio!
Mee si alz e si mise a camminare avanti e indietro. Avrei dovuto indovinarlo... ma non pensavo...
Cosa, kaptn-sah'b?
Lo guard con la coda dell'occhio. L'altro giorno, sulla Wellesley, ho incontrato suo marito. Non ho pensato che fosse... che potesse essere... Comunque ha invitato gli ufficiali della nostra compagnia a bordo della sua nave per Capodanno. Vuole fare un tumasher con tutti i crismi: presentatarm, saluto alla bandiera e via dicendo. Gli ho assicurato che porter con me un drappello di sepoy, e anche alcuni pifferai e tamburini.
Si interruppe fissando l'estuario, poi riprese: Presumo ci sar anche Cathy, no?
Ji, kaptn-sah'b. Kesri tossicchi. Forse, kaptn-sah'b...
S, havildar?
Forse non dovreste andarci.
Con sua sorpresa, il capitano non si risent. Invece sospir, come a suggerire una sorta di rassegnazione di fronte a un kismat cui non aveva la forza di opporsi. C' lo zampino del diavolo, havildar disse. Ma non posso rinunciare a vederla... devo...
Lasci la frase in sospeso e si volt a guardare Kesri. Ma mi farebbe piacere se ci fossi anche tu, havildar. Vorrei che fossi tu a comandare il drappello che mi accompagner.
 un ordine, signore?
No disse Mee. Non lo ... per mi farebbe piacere.
L'aria autorevole del capitano era svanita; nei suoi occhi adesso c'erano una confusione e una vulnerabilit quasi infantili. Era come se l'amarezza accumulata nel corso degli anni si fosse dissipata, e fosse tornato a essere il ragazzo schietto e impetuoso di quando Kesri era suo attendente, tanti anni prima; solo che all'epoca non l'avrebbe mai supplicato cos, n avrebbe lasciato trapelare i propri sentimenti. Era come se il recesso in cui aveva stivato la sua angoscia si fosse fatto sempre pi profondo, mentre il guscio esterno si faceva pi duro e coriaceo. Ora che il dolore aveva fatto breccia, il capitano sembrava inerme, in balia dei propri sentimenti.
Kesri non fece altri tentativi di dissuaderlo; ormai non aveva pi la facolt di proteggere colui che un tempo era stato il suo butcha.
Ji, kaptn-sah'b. Verr col drappello.
16.
La Cambridge era parecchio lontana, all'ancora a Whampoa, quando Jodu la indic a Neel. Curioso amalgama di Occidente e Oriente, non somigliava a nessuno dei velieri che Neel aveva avuto occasione di vedere. La sagoma era quella di un qualsiasi mercantile inglese a tre alberi, ma le decorazioni le conferivano l'aspetto di una giunca da guerra mimetizzata: sull'alberatura sventolavano pennoni con simboli yin-yang e bandiere con l'ideogramma cinese per coraggio; sui ponti dondolavano lanterne di carta; e lunghi festoni in caratteri cinesi pendevano dalle murate sfiorando l'acqua, simili a giganteschi cartigli. Come in qualunque giunca, i masconi ostentavano due enormi occhi. Quel tocco la rendeva insieme familiare e vagamente comica: anche le imbarcazioni fabbricate in Bengala, grandi e piccole, di solito avevano occhi dipinti sui masconi, ma su un tre alberi costruito a Liverpool sembravano fuori posto.
Salendo a bordo Neel ebbe molte altre sorprese. Mentre la topografia interna del veliero restava europea, lo schema d'uso era del tutto diverso. Gli ufficiali cinesi della nave avevano scelto di occupare il ponte di castello, che sui velieri occidentali era sempre assegnato all'equipaggio; mentre i lascari erano sistemati in cuccette nella tuga di poppa, che su una nave inglese sarebbe stata territorio esclusivo degli ufficiali.
Anche il funzionamento della Cambridge era diverso da quello di una nave occidentale. Nessun capitano, bens un ufficiale il cui ruolo era simile a quello del lao-dah di una giunca, pi un coordinatore che un comandante alla maniera occidentale. Ci stava benissimo all'equipaggio, perch gran parte delle questioni operative era lasciata a loro: di solito le decisioni venivano prese di comune accordo, perci l'atmosfera a bordo era pi rilassata che sulla maggior parte delle navi.
La ciurma era quanto mai varia - oltre ai lascari indiani c'erano contingenti di marinai di Giava, Sumatra, Molucche, Filippine e naturalmente del Guangdong - ma perlopi tutti filavano d'amore e d'accordo e c'era un clima di grande cameratismo.
Nell'atmosfera a bordo della Cambridge c'era per qualcosa di vagamente irreale. Il veliero era costantemente circondato da lance di ronda, e l'equipaggio non poteva scendere a terra senza una scorta armata. Se fosse per proteggerli o per impedire loro di disertare non era chiaro, ma Jodu non era certo l'unico della ciurma a scherzare sul fatto che la Cambridge fosse un carcere galleggiante.
Per Neel l'aspetto pi frustrante del vivere a bordo di quella nave era la mancanza di notizie. Avrebbero potuto essere in mare aperto, per quanto ne sapevano di ci che stava accadendo intorno a loro.
Fortunatamente Compton era diventato, per necessit, il messaggero che portava gli ordini delle autorit di Guangzhou all'equipaggio della Cambridge. Poich era sempre una ricca fonte di informazioni, le sue visite erano molto attese, da Neel pi che da chiunque altro.
Avendo lavorato per un anno a stretto contatto con lui, Neel era estremamente sensibile agli umori dell'amico. Col passare delle settimane not un vistoso cambiamento nella sua consueta esuberanza. A ogni visita sembrava pi scoraggiato. A parte andare su e gi col ferry portando messaggi, diceva, aveva ben poco da fare. Il nuovo governatore, Qishan, si era portato dietro il suo traduttore, tale Peng Bao. Il problema era che quell'uomo non era realmente un traduttore bens un linkister, la cui conoscenza dell'inglese era limitata al yangjinbang, ovvero il pidgin, avendo egli per molti anni lavorato per un noto trafficante d'oppio inglese, Lancelot Dent. Peng Bao era un hou gau, un tizio meschino, il tipo d'uomo che mente anche quando prega. Eppure in qualche modo era riuscito a guadagnarsi la fiducia del governatore mentre i consiglieri e i traduttori del commissario Lin venivano emarginati. Il vecchio ufficio traduzioni era stato praticamente smantellato, e sulle questioni di qualche importanza Zhong Lou-si non veniva pi consultato.
All'inizio di novembre, Compton confid a Neel una cosa che lo stup ancora di pi: nonostante lui e i suoi nutrissero un grande amore per Guangzhou, aveva deciso di trasferire la famiglia al villaggio natio, sulla costa, a poca distanza da Chuenpee.
Perch?  successo qualcosa?
Compton si rabbui. Le cose stavano cambiando molto in fretta a Guangzhou, disse. Parole come traditore e spia venivano scoccate con tale facilit che chiunque avesse avuto contatti con gli stranieri aveva ragione di preoccuparsi; la citt stava diventando uno stagno infestato dai coccodrilli. Impossibile prevedere cosa poteva succedere se le cose fossero peggiorate ulteriormente.
Anche sulla Cambridge gli uomini dell'equipaggio erano consapevoli delle tensioni che andavano crescendo intorno a loro, il che non dissuadeva i lascari musulmani dal recarsi ogni mese alla moschea di Huaisheng a Guangzhou. Per prudenza non si servivano pi del ferry che univa Whampoa e Guangzhou e si spostavano su barche a nolo con scorta armata. Di solito ci andavano il gioved pomeriggio, passavano la notte alla moschea e tornavano sulla Cambridge l'indomani, dopo la preghiera di mezzogiorno.
Le occasioni di sfuggire alla segregazione sulla Cambridge erano cos rare che Neel prese l'abitudine di accompagnare i lascari nelle loro uscite mensili. Quando si separava da Jodu e dai suoi amici diretti alla moschea, passava sull'altra riva del fiume e si recava al monastero tibetano, dove poteva sempre contare sul caloroso benvenuto di Taranathji. E spesso Compton lo raggiungeva l.
Durante una di tali visite, nel cuore dell'inverno, loro tre - Neel, Taranathji e Compton - ebbero una lunga conversazione. Compton disse di aver saputo da fonti ben informate che il nuovo governatore, Qishan, non intendeva provocare un altro scontro armato con gli inglesi; fosse stato per lui, avrebbe soddisfatto le richieste britanniche, ma l'imperatore gli aveva espressamente proibito di fare qualunque concessione. Gli ordini da Beijing restavano immutati: gli alieni ribelli dovevano essere espulsi dalla Cina a qualunque costo.
A quel punto intervenne Taranathji, facendo notare che il modo migliore per riuscirci sarebbe stato seguire il consiglio dei gurkha: attaccare gli inglesi alle spalle lanciando una spedizione congiunta contro i territori della Compagnia delle Indie orientali in Bengala. Se gli inglesi fossero stati costretti a difendersi in India, non avrebbero avuto altra opzione che ritirarsi dalla Cina.
Un mesto sorriso si disegn sulla faccia di Compton, il quale rivel di aver saputo da Zhong Lou-si che l'attuale re dei gurkha, Rajendra Bikram Shah, aveva recentemente rinnovato la sua offerta di intervento militare sollecitando Beijing a sostenerlo in un attacco alle forze britanniche in Bengala.
A quelle parole, Neel drizz la schiena pieno di speranza. E che ne era stato di quella proposta? chiese. C'era qualche possibilit che i cinesi si unissero ai gurkha in un attacco da terra all'India britannica?
Compton scosse il capo. No, disse, era contrario alla politica di Beijing stringere alleanze con altri regni. E in ogni caso i Qing non si fidavano completamente dei gurkha.
Di fronte a quell'affermazione Neel perse la pazienza.
Siete degli sciocchi, voi han-ren! grid. Malgrado tutta la vostra intelligenza siete degli sciocchi! Ma non lo capite che  l'unica strategia che potrebbe funzionare? I gurkha hanno perfettamente ragione!
Compton fece un gesto rassegnato. Che importanza ha, ormai, Ah Neel?  gi troppo tardi.
Quella notte Neel rimase disteso nel buio a riflettere su come avrebbero potuto essere diverse le cose, in Indostan e in Cina, se i Qing avessero seguito il consiglio dei tributari nepalesi. Chiss, forse i gurkha sarebbero riusciti a costruire un regno esteso a gran parte della pianura gangetica, uno stato forte abbastanza da tenere lontane le potenze europee.
Se non fosse stato per la miopia di poche persone a Beijing, la mappa del mondo avrebbe potuto essere assai diversa...
Proprio quando Neel stava per prendere sonno, dall'altra parte del fiume, nell'enclave straniera, ci fu un improvviso scoppiettio. Corse fuori e vide bagliori di fuochi artificiali davanti alla factory americana, dove tuttora risiedevano molti mercanti stranieri.
Si stava evidentemente celebrando l'arrivo del nuovo anno in Occidente: iniziava il 1841.
Shireen aveva pensato di indossare il suo migliore abito da sera al ricevimento di Capodanno dei Burnham. Ma col passare dei giorni l'idea di salire sull'Anahita in abiti europei le sembrava sempre pi inopportuna: si andava infatti convincendo che Bahram, per il quale la nave era stata costruita, non avrebbe approvato. Cos, quando venne il momento, prefer mettere un sari, e ne scelse uno che le aveva regalato il marito, di velluto di seta color malva ricamato a Canton.
Per coerenza con la scelta di Shireen, anche Freddie e Zadig decisero di evitare le solite giacche e pantaloni. Quando, il giorno del ricevimento, Zadig si present alla villa, sembrava un dignitario della Sublime Porta, con un caffetano di burumcuk e un alto calpacco nero. Freddie, un passo dietro di lui, indossava una veste cinese semplice ma elegante, con un collo finemente ricamato. Sul suo viso sbarbato di fresco, Shireen not un'espressione tesa e inquieta che non gli aveva mai visto prima: evidentemente la prospettiva di tornare a bordo della nave del padre suscitava in lui un fermento di emozioni.
Si era stabilito che avrebbero raggiunto la pinaccia dell'Anahita a un molo sull'altro versante del promontorio di Macao, di fronte al porto esterno. Shireen vi fu trasportata in portantina e si stup di essere riconosciuta appena messo piede sulla barca. Il serang si precipit a salutarla, con una mano sulla fronte: Salaam Bibiji. Khem chho?
Essere salutata in gujarati, e per di pi in un modo che faceva pensare che l'uomo la conoscesse, la meravigli. Ma poi, guardandolo meglio, si rese conto che era un membro dell'equipaggio originario dell'Anahita. Come molti di loro, stava con la sua famiglia fin da prima che la nave venisse costruita, essendo stato reclutato nel Kutch, da ragazzo, per lavorare sul battello di suo padre.
Yusufji? disse Shireen. Sei tu?
S, bibiji.
Il serang si compiacque di essere stato riconosciuto e la sua faccia barbuta e segnata dalle intemperie si distese in un ampio sorriso.
Dunque lavori ancora sull'Anahita?
Il serang annu e disse che Mr Burnham aveva mantenuto l'intero equipaggio di Seth Bahram; per tutti gli uomini della nave lei era la bibiji, e la notizia che oggi sarebbe venuta aveva suscitato grande eccitazione a bordo.
Bibiji, disse il serang, forse i legni dell'Anahita hanno cambiato mano, ma il suo spirito apparterr sempre a voi e alla vostra famiglia. Le navi sono come i cavalli, bibiji, ricordano chi li ha addestrati.
I segni di reciproco riconoscimento parvero accumularsi quando la pinaccia si stacc da riva. Shireen non ebbe difficolt a individuare l'Anahita tra i tanti velieri all'ancora: n mercantile n nave da guerra, aveva la snella eleganza di un'imbarcazione da diporto.
Intanto, a bordo della nave, molti uomini si affollavano alle murate, sporgendosi per vedere la bibiji che tornava. Il loro entusiasmo mise in imbarazzo Shireen: sembrava che venisse a reclamare un'eredit che le era stata strappata da usurpatori. Non pot fare a meno di chiedersi se una simile accoglienza avrebbe offeso i Burnham.
Se pure avvenne, Mrs Burnham non lo diede a vedere; accolse tutt'e tre con grande cordialit, ma fu particolarmente affettuosa con Shireen. Prendendola sottobraccio, disse: Immagino che lei conosca molto bene la nave, cara Shireen.
In effetti  cos. Shireen fu lieta di constatare che Mrs Burnham si era completamente rimessa dal suo malessere: indossava un abito da sera giallo canarino molto grazioso, con corpetto arricciato e maniche rigonfie alla mamelucca.
Vi andrebbe, a lei e ai suoi amici, di dare un'occhiata all'interno, in ricordo dei vecchi tempi?
Mi piacerebbe molto. Grazie.
Allora andiamo, vi accompagno io, prima che arrivino altri ospiti.
Shireen si aspettava di trovare gli interni dell'Anahita molto cambiati, e cos era, in effetti. La scala interna che portava alla suite di Bahram, un tempo adorna di quadri e pannelli intagliati con motivi zoroastriani e assiri, adesso era priva di immagini. I dipinti e le opere lignee erano spariti.
Una sorpresa ancora pi grande l'aspettava in fondo al corridoio, nella suite dell'armatore. Era la zona pi lussuosa del veliero ed era stata progettata per ospitare gli appartamenti personali di Bahram. Era l che lui aveva sempre dormito, in una grande cumra riccamente decorata con finestre che affacciavano a poppa.
Shireen presumeva che la occupassero i nuovi proprietari, invece quando la porta si apr vide che veniva usata come stanza di sgombero. Vi era ammassata una gran quantit di mobili: sedie, tavoli, letti smontati, divanetti, chaise-longue, perfino un pianoforte verticale. Una delle due finestre era spalancata.
Purtroppo questa suite ha subito dei danni disse Mrs Burnham. Mentre ci avvicinavamo alla costa cinese siamo stati investiti da una burrasca e le finestre di questa cumra si sono aperte. L'intera suite si  allagata e dovr essere interamente raddobbata. Nel frattempo abbiamo deciso di usarla come magazzino.
Indic una finestra. Ecco, guardate. Ho appena detto a un kussab di chiuderla, ma a quanto pare quel budmash se n' scordato.
Freddie fece un passo verso la finestra. Volete che lo faccia io, lah?
S, grazie.
Dopo aver chiuso la finestra, Freddie si scost per guardare l'orizzonte che andava arrossandosi.
Bahram-bhai amava quelle finestre disse Zadig. Lo ricordo come fosse oggi, disteso nel suo letto con lo sguardo perso in lontananza.
Quelle parole cos evocative richiamarono un'immagine talmente vivida del marito che a Shireen parve di vederlo comparire tra le ombre della sera per ammirare il tramonto. Anche a casa, a Bombay, l'aveva visto spesso cos, mentre guardava il mare con aria pensosa, vagamente malinconica. A volte si era chiesta a cosa stesse pensando, e ora riflett che probabilmente pensava a Canton, alla sua amante e al figlio, Freddie, che ora stava guardando dalla finestra in un modo che ricordava moltissimo il padre.
O forse la cabina era cos satura della memoria di Bahram da evocarne la presenza?
Shireen fu scossa da un brivido. Per favore, Cathy disse. Ho bisogno di un po' d'aria.
Ma certo.  piuttosto umido qui. Torniamo sul ponte.
La prese sottobraccio e s'incamminarono. Nel corridoio vennero intercettati da Baboo Nob Kissin. Erano arrivati il capitano Mee e i sepoy, disse. Il burra sahib pregava Mrs Burnham di salire sul ponte di coperta per riceverli.
Grazie, Baboo.
La voce di Mrs Burnham era languida, quasi indifferente, ma Shireen, tuttora a braccetto con lei, sent che fremeva e che le si accelerava il respiro.
Cathy? Qualcosa non va?
No, no disse lei con un leggero affanno. Sto benissimo.
Ma nel dirlo si strinse con pi forza al braccio di Shireen, appoggiandosi come se cercasse sostegno. Conosce gi il capitano Mee, vero, Shireen? Le va di venire con me a riceverlo?
S, certo.
Sbucando sul ponte, trovarono una schiera di pifferai e tamburini che si arrampicavano sulla scala laterale. Dopo aver messo piede a bordo, i ragazzi si spostavano ordinatamente all'estremit del ponte, tra i masconi, dov'erano gi riuniti i sepoy.
Il capitano Mee fu l'ultimo degli ufficiali a salire. Era splendido: in alta uniforme, con la spada al fianco e una mantellina scarlatta buttata sulla spalla. Quando mise piede sul ponte, Mrs Burnham serr la stretta al braccio di Shireen. La sua agitazione parve aumentare mentre il marito dava al capitano il benvenuto a bordo. Conversarono per qualche istante, poi Mr Burnham fu condotto altrove da un altro ospite, cos tocc a Shireen presentare il capitano a Mrs Burnham. E nel farlo not che era impallidita, poi si avvide che anche il capitano aveva cambiato colore ed era rosso in viso. Quando prese la mano di Mrs Burnham, la coccarda dello sciacc, che teneva sotto il braccio, cominci a tremare come una foglia. Per un minuto restarono entrambi muti, fissandosi a vicenda, poi Mee si allarg il colletto come se stesse per soffocare.
Shireen, sconcertata, volse lo sguardo altrove chiedendosi se tutto ci fosse frutto della sua immaginazione. Ma poi not che anche l'havildar Kesri Singh stava osservando con profondo interesse l'incontro fra il capitano Mee e Mrs Burnham. Quando i suoi occhi incrociarono quelli di Shireen, parve prenderlo come un segnale e accorse al fianco del capitano. Signore, qualcosa non...
Mentre Kesri lo conduceva via, Shireen disse a Mrs Burnham: Qualche problema, Cathy?
No, assolutamente no! rispose lei, ma continu a seguire con gli occhi i due uomini che si allontanavano.
L'altro giorno l'ho vista parlare con l'havildar disse Shireen, alla Villa Nova. Lo conosce?
S mormor Mrs Burnham. Kesri Singh era nel reggimento di mio padre. L'ho conosciuto molti anni fa.
Davvero? Shireen fu colta da un pensiero improvviso. Ma allora avr conosciuto anche il capitano Mee. Una volta l'ho sentito dire che lui e l'havildar sono nello stesso reggimento da quasi vent'anni.
La reazione di Mrs Burnham fu sorprendente: le tremavano le labbra e per un attimo chiuse gli occhi. Infine mormor: Ebbene s, cara Shireen, conosco Mr Mee. Un giorno o l'altro le racconter come ci siamo incontrati...
Proprio allora ricomparve Baboo Nob Kissin per fare un altro annuncio:  arrivata la barca di Miss Paulette Lambert.
Shireen rimase indietro a guardare mentre Mrs Burnham andava incontro alla nuova arrivata.
Paulette indossava un antiquato abito nero da viaggio col colletto alto, e aveva in testa quello che sembrava un cappellino da vedova. Gli abiti le cadevano addosso in uno strano modo, e il viso non era convenzionalmente grazioso. Eppure Shireen not in lei qualcosa che catturava lo sguardo, una specie di luminosit.
All'altro capo della tolda, anche Zachary stava osservando e, quando Mrs Burnham e Paulette si buttarono l'una nelle braccia dell'altra, fu assalito da una bizzarra quanto oscillante gelosia, che andava da Paulette a Mrs Burnham e viceversa. Era come se le due donne simboleggiassero i poli del suo desiderio: una diretta, spontanea e semplice nei modi; l'altra enigmatica, sofisticata, innamorata del lusso. Vederle insieme fu per lui un'epifania; comprese infatti che, bench fossero cos diverse, sarebbe rimasto per sempre legato a entrambe. Ma poco importava, perch ormai sapeva di averle perdute.
Anche Paulette aveva scorto Zachary, ed era piombata in uno stato di agitazione: le ferite inferte dalla sua lettera sanguinavano ancora, e non sopportava l'idea di parlargli. Se avesse saputo che l'avrebbe trovato l non avrebbe accettato l'invito, ma adesso era troppo tardi.
Gir sui tacchi e quasi alla cieca si diresse nella direzione opposta, verso una scala interna. Arrivata in cima, si ritrov sul cassero dov'era gi riunita una numerosa compagnia: quasi tutti ufficiali in uniforme, per la maggior parte giovani. I camerieri di bordo si muovevano nella calca con vassoi carichi di bevande e rinfreschi. Sebbene il sole non fosse ancora calato all'orizzonte, erano gi state accese coloratissime lanterne cinesi, che pendevano in lunghe file dai bagli e dal sartiame.
Tutt'a un tratto apparve al suo fianco Mr Doughty. Shahbash, Miss Lambert! strill. Non sapevo che sarebbe venuta, sono ekdum khush di vederla! Avevo sentito dire che era in questi paraggi e la stavo cercando!
Anche Paulette fu lieta di trovare una faccia nota. Mr Doughty! Che grande sorpresa rivederla qui, chez les Burnham, encore!
Si misero allora a dipanare i ricordi delle feste dei Burnham a Calcutta: Oh, erano tumasher coi fiocchi, i burra-khana dei Burnham, dico bene? Si ricorda gli ortolani, Miss Lambert? E i chitchky di spinaci? Pensare alla tavola dei Burnham fa subito venire l'acquolina in bocca.
Ha proprio ragione, Mr Doughty...
A quel punto Paulette si accorse che una figura era entrata nel suo campo visivo; anche senza guardare sapeva che era Zachary. Era molto tesa, mentre quell'ombra muoveva dai margini al centro della sua visuale, eppure, con uno sforzo di volont, riusc a tenere gli occhi fissi sulla faccia di Doughty, notandone trucemente i dettagli: i pori sulle guance carnose e i peli arricciati dei basettoni. Poi, avvertita da un minaccioso schiarirsi di gola, si rese conto che Zachary stava tentando di intromettersi nella conversazione. Nel tentativo di impedirglielo, si mise a parlare velocissima, sperando di allontanarlo prolungando lo scambio con Doughty: E ricorda come Mrs Burnham farciva la quaglia, tutta avvolta nella pancetta? Come un galletto col cappuccio, amava dire.
Oh s, impossibile dimenticarsene! Solo a pensarci ti si drizza il controfiocco.
E che dire di quei meravigliosi stufati che venivano serviti alla loro tavola, Mr Doughty? Confesso di non aver mai mangiato un dumbpoke migliore che in quella casa.
Doughty, tuttora ignaro della presenza di Zachary alle sue spalle, rispose con entusiasmo: E che dire delle salse e dei condimenti, Miss Lambert? Se li ricorda? Concorda con me che, se mai c' stato un chutney da leccarsi i baffi,  quello di Mrs Burnham?
A quel punto Paulette si rese conto, con un certo sollievo, che il suo stratagemma aveva funzionato: Zachary stava ora leggermente discosto e a capo chino, come se provasse vergogna. Il suo turbamento, per quanto inspiegabile, la rallegrava, e non le sarebbe dispiaciuto tirarla per le lunghe; ma fu impossibile, perch parlare di cibo aveva stimolato l'appetito di Doughty. Vedendo un cameriere con un vassoio carico, si conged con un brusco: Voglia scusarmi! lasciando Paulette proprio nella situazione che pi aveva cercato di evitare, sola con Zachary.
Mentre lui si schiariva la gola, Paulette si guard intorno costernata. Ma non c'era via d'uscita: non le restava che girarsi dall'altra parte, nella speranza di dissuaderlo dal rivolgerle la parola.
Ma il risultato non fu quello auspicato: il suo viso rivolto altrove, lungi dallo scoraggiare Zachary, ebbe l'effetto di riportarlo ai giorni in cui i battibecchi erano il suo unico mezzo per attirarla fuori dalle ombre e tra le sue braccia. Era come se fosse tornato a un precedente avatar di se stesso, quando le sue ambizioni erano pi modeste e Paulette il suo principale oggetto del desiderio. Le scuse che si era accuratamente preparato per ordine di Mrs Burnham gli sfuggivano. Tutto ci che riusc a escogitare fu: Miss Lambert, ho bisogno di dirle una cosa.
L'evidente disagio di Zachary diede a Paulette il coraggio di rispondere con tono tagliente: I suoi bisogni non mi riguardano, Mr Reid. Non voglio saperne nulla.
Zachary si pass un dito nel colletto. La prego, Miss Lambert...
E in quella critica situazione, Paulette, ormai alle corde, fu salvata da un colpo di gong.
Signore! Signori!
Era la voce di Mr Burnham, e forn a Paulette un ottimo motivo per voltare le spalle a Zachary.
Signore e signori esord Mr Burnham, due parole prima di recitare insieme una preghiera al successo della missione per la quale  stato reclutato questo contingente.
La postura di Mr Burnham era quella di un predicatore sul pulpito, con una mano sulla chiesuola e l'altra sul risvolto della giacca.
Come forse sapete disse con voce tonante, quindici giorni fa il capitano Elliot ha dato un ultimatum a Qishan, il nuovo governatore di questa provincia, avvertendolo che, qualora le nostre richieste non fossero state accolte, Canton sarebbe stata attaccata. L'ultimatum  ampiamente scaduto e sembra poco verosimile che riceva una risposta.  ormai risaputo che l'ordine dell'imperatore ai mandarini  annientare i barbari.
Qui Mr Burnham fece una pausa per scrutare il suo uditorio, che ascoltava in religioso silenzio. Poi riprese con voce ancora pi stentorea: Bene, i tiranni manchu ne avranno quanto prima l'occasione! So da fonte autorevole che le ostilit riprenderanno presto, forse in settimana. L'esito, su cui non esiste il minimo dubbio, avr certamente un'importanza storica.
Quindi Burnham si volse verso il capitano Mee, in piedi al suo fianco, posandogli enfaticamente una mano sulla spallina dorata.
Su spalle come queste ricadr l'onere di affrancare dalla tirannide un quarto dell'umanit; di accordare al popolo cinese il dono della libert che l'impero britannico gi ha conferito a tutte le aree del globo che ha conquistato e assoggettato.
Burnham s'interruppe per indicare col braccio i giovani ufficiali riuniti sul cassero.
Sarete voi, signori, a consegnare ai cinesi i doni che la Gran Bretagna ha voluto garantire alle moltitudini di uomini che si gloriano di essere sudditi della nostra benigna regina, certi che non esista libert pi grande, n maggior motivo d'orgoglio, che appartenere all'impero britannico. Questa  la divina missione che l'Onnipotente stesso ha assegnato alla nostra Razza e alla nostra Nazione. Non dubito neppure per un istante, signori, che ancora una volta vi dimostrerete all'altezza.
Non consentiamo a nessuno di dire che  stato il nostro governo a volere questo conflitto. Al contrario, siamo stati di una pazienza esemplare; abbiamo sopportato insulti, oltraggi e angherie con incrollabile forza d'animo; abbiamo inviato missione dopo missione a parlamentare con l'empio tiranno che si definisce Figlio del Cielo. Ma tutti i nostri sforzi diplomatici non hanno portato a nulla. I nostri ambasciatori, rappresentanti della pi potente nazione della terra, sono stati insultati o respinti; sono stati loro rivolti epiteti come occhio barbaro;  stato loro ordinato di prosternarsi davanti al despota che si arroga un mandato divino. Ogni nostro sforzo di conciliazione e compromesso  stato inutile; l'oppressore manchu li ha disdegnati tutti.  lui che, con la sua vanagloriosa ignoranza, si  tirato addosso la tremenda resa dei conti che attende a breve lui e le sue coorti. A lui tocca la responsabilit ultima degli intollerabili affronti che ci ha inflitto il commissario Lin, culminati in un atto del pi grossolano ladrocinio: la confisca delle nostre merci. Non si attribuisca per la nostra crociata al desiderio di risarcimento monetario. Era un conflitto predestinato, inevitabile quanto la lotta fra Caino e Abele. Da un lato sta una razza impantanata nella depravazione, nella tirannia, nell'albagia e nell'errore; dall'altro i pi sinceri, i pi virili rappresentanti della libert, della civilt e del progresso che la storia abbia mai conosciuto.
Uno scroscio di applausi lo interruppe. Mr Burnham ringrazi sollevando una mano prima di riprendere: Non dimentichiamo che alla radice di questo conflitto stanno due valori preziosi quanto inviolabili, Libert e Dignit. Questa guerra sar combattuta non solo per liberare i Figli di Han dalla tirannide manchu, ma anche per difendere la nostra dignit, che qui ha subito oltraggi peggiori che in qualunque altro paese.
Ci fu accolto con un coro spontaneo di: Vergogna! Vergogna!
Burnham lasci che le grida si placassero prima di proseguire:  forse possibile continuare a digerire gli insulti rivolti agli uomini bianchi in questo paese? Dovremo per sempre acconsentire a essere svillaneggiati come barbari, diavoli stranieri, demoni dai capelli rossi e cos via?
I presenti ruggirono: No! Mai pi!
 forse possibile continu Burnham, per noi che viviamo sotto la pi orgogliosa, la pi combattiva bandiera della terra, non cercare soddisfazione per i ripetuti e odiosi affronti agli emissari della nostra graziosa sovrana?
Si interruppe di nuovo, e di nuovo i presenti ruggirono: No!
E cos sia! disse Burnham. Assaggino dunque i celestiali il castigo che si sono meritati, e auguriamoci che ci li conduca sul sentiero della redenzione. Non dice forse il Santo Libro:  per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual  il figlio che non  corretto dal padre? Invidio ai cinesi la fortuna che la verga del loro castigo sia impugnata da mani come queste.
E impadronendosi di un polso del capitano Mee, Mr Burnham gli lev in alto il braccio, suscitando gli applausi di tutti i presenti.
Ora, illuminata dagli ultimi raggi del sole al tramonto, la faccia di Mr Burnham si arross, come in preda all'eccitazione. Non ho il minimo dubbio, signori, che Dio benedir e aiuter la vostra impresa, perch  la Sua opera quella che vi apprestate a compiere. Quando sar conclusa, la Cina sar irriconoscibile, e siffatto cambiamento sar il vostro lascito alla storia. Le generazioni future leggeranno con stupore del miracolo da voi compiuto. Giustamente si dir che mai nella storia del mondo una cos piccola compagnia di uomini ha operato una cos grande trasformazione!
Mentre intorno a lui scoppiavano gli applausi, Mr Burnham con una mano chiese silenzio: E ora, signori, preghiamo.
Paulette stava mormorando le parole della preghiera, a testa bassa, quando si avvide che Zachary si era di nuovo avvicinato. Decise che appena finita la preghiera se ne sarebbe andata, ma prima di riuscire a svignarsela fu distratta da un altro annuncio: E ora, signore e signori, un saluto alla nostra bandiera da parte dei nostri magnifici sepoy bengalesi.
Mentre Kesri scandiva il primo comando, Zachary bisbigli all'orecchio di Paulette: Ho bisogno di dirle una cosa...
Ormai fuggire era impossibile, cos Paulette si diresse verso l'estremit del ponte, dove quantomeno non c'era pericolo di essere uditi. A ogni passo aveva la sensazione di essere letteralmente spinta al limite. Quando raggiunse la murata, si gir vers Zachary con occhi fiammeggianti. No, Mr Reid! sibil. Lei non ha bisogno di dirmi nulla. Non  bastata la sua lettera? Ora la conosco per quello che veramente , un bugiardo e un traditore. Una persona le cui parole non hanno peso n valore. Non c' nulla che mi interessi in ci che pu dirmi.
Queste parole, e la veemenza con cui furono pronunciate, colpirono Zachary cos intimamente che le scuse preparate con cura gli morirono in gola. Perch aveva dato corda alle speranze di riconciliazione di Mrs Burnham? Perch mai doveva assumersi il compito di fare ammenda in vece sua? Aveva fatto pi che abbastanza per Paulette in passato e non ne aveva mai ricavato altro che sofferenze; ora desiderava soltanto farle rimangiare le sue parole, tutte fino all'ultima. In quel preciso istante un comando a gran voce richiam il suo sguardo su Kesri, dritto sull'attenti all'altro capo del ponte, con la spada solennemente levata in alto.
E d'un tratto seppe esattamente cosa doveva dire: Era proprio sicura, Miss Lambert, quando ha detto che non ho nulla di interessante da dirle?
S, ero sicura.
In tal caso, cercher di dimostrarle che si sbaglia.
E le indic Kesri, che ora stava urlando un ordine al drappello dei sepoy.
Vede l'havildar laggi? disse. Quel sepoy alto? Credo che potrebbe essere di grande interesse per lei, Miss Paulette, sapere chi .
Perch? Chi ?
Zachary indugi prima di fare la sua rivelazione, affinch sortisse il massimo effetto possibile:  il fratello della sua amica della Ibis, Ditty.
Paulette arretr turbata. Non le credo, Mr Reid disse esitante. Lei mi ha ingannata molte volte in passato, perch ora dovrei fidarmi di ci che mi dice?
Perch  vero, Miss Lambert. Io e l'havildar siamo arrivati qui sulla stessa nave, la Hind. In qualche modo lui ha scoperto che un tempo ero sulla Ibis.  venuto a parlarmi di sua sorella e io gli ho detto quello che sapevo. Mi ha chiesto di non farne parola con nessuno e ho rispettato la sua richiesta, fino a oggi. Ma almeno lei deve sapere chi , perch forse ci l'aiuter a ricordare che fu per via di Ditty che venne nella mia cabina quella notte, sulla Ibis; fu per il bene di Ditty che mi supplic di lasciar scappare suo marito, insieme agli altri fuggiaschi. Ho fatto ci che mi aveva chiesto, e per tale ragione ho passato parecchi mesi in prigione, dormendo sulla nuda pietra, mentre lei... I ricordi delle passate sofferenze lo investirono e il suo tono si fece pi aspro. Mentre lei giaceva su un letto di rose e fiori, essendo stata adottata da un uomo ricco.
Ammutolita, Paulette non sapeva come replicare.
S, Miss Lambert riprese Zachary. La Ibis ci ha lasciato con molti segreti, e io sono stato leale nel conservarli. Forse non sono quel traditore e bugiardo che lei crede.
Paulette fu d'un tratto lucidamente consapevole del significato delle sue parole. Cap che, pur volendo farla finita con lui, di Zachary non si sarebbe mai liberata: il vincolo della Ibis era come una creatura viva, capace di emergere dal passato e di avere la meglio sulla volont di chi ad essa era legato. Si sentiva sciocca per aver nutrito l'illusione di essere libera di decidere del proprio destino.
Prima che lei riuscisse a pensare qualcos'altro da dirgli, Zachary si port due dita al cappello e si conged con un inchino: Buona giornata, Miss Lambert. Non so se ci rivedremo, ma nel caso stia pur certa che non sar per mia scelta.
Un lungo battimani accompagn la conclusione del saluto alla bandiera. Quando si affievol, Mrs Burnham, che sedeva accanto a Shireen sul cassero, si alz in piedi. I sepoy hanno eseguito il saluto cos splendidamente che mi sento in dovere di ringraziarli di persona.
Quella proposta ebbe l'entusiastica approvazione di suo marito: Certo che devi, mia cara. E devi accertarti che vengano loro serviti dei rinfreschi.
Sul ponte di coperta, per forza d'abitudine, Kesri seguiva i movimenti delle persone sui ponti dell'Anahita come fossero truppe sul campo di battaglia. La sua attenzione si concentrava soprattutto sul capitano Mee e Mrs Burnham: erano come vessilliferi che fornivano punti di riferimento nella polvere e nel fumo della battaglia; ne seguiva gli spostamenti quasi senza rendersene conto. Aveva notato che dopo l'incontro iniziale accanto alla scala laterale, quando il suo tempestivo intervento aveva evitato al capitano di rendersi ridicolo, i due si erano tenuti a distanza. Adesso, vedendo che Mrs Burnham veniva verso di lui, scatt sull'attenti, fissando gli occhi su un punto a media distanza. Lei gli disse: Salaam, Kesri Singh! E lui rispose senza guardarla direttamente.
Salaam, memsah'b.
Avete fatto un magnifico saluto, tu e i tuoi uomini, Kesri Singh.
Aap ki meherbani hai. Siete gentile a dirlo, Cathy-memsah'b.
Segu un momento di silenzio, e quando Mrs Burnham parl di nuovo fu con un tono completamente diverso, sbrigativo e pressante.
Kesri Singh, disse, abbiamo pochissimo tempo e non posso sprecarlo.
Ji, memsah'b.
Voglio chiederti una cosa, Kesri Singh. Riguardo a Mee-sahib.
Ji, Cathy-memsah'b.
 sposato?
No, Cathy-memsah'b.
Oh.
Poi, a voce pi bassa: Forse ha una... una... kali-bibi, una moglie nera?
Non saprei, Cathy-memsah'b.  il mio kaptn-sah'b. Non parliamo di queste cose.
Kesri prevedeva che non avrebbe abboccato; essendo figlia di un militare sapeva benissimo che dentro un battaglione  impossibile tenere nascoste simili questioni.
E infatti cap dalla sua smorfia che aveva interpretato la sua risposta come un rifiuto.
Dunque non vuoi parlare con me, Kesri Singh?
Non c' niente da dire, Cathy-memsah'b. Mee-sah'b non  sposato e non ha nessuna donna.
Di me non ha mai parlato?
Non con me, no, memsah'b.
Tutto qui? Non hai nient'altro da dirmi?
La disperazione nella sua voce lo impietos.
C' una sola cosa che posso dirvi, Cathy-memsah'b.
S?
Ek baar... Una volta, dodici anni dopo quell'inverno a Ranchi, Mee-sah'b  stato ferito. Ero al suo fianco, e sono stato io a togliergli la koortee. In tasca aveva delle carte, qui. E Kesri si mise una mano sul cuore.
Quali carte?
Credo che fosse la vostra lettera.
La mia lettera?
S, Cathy-memsah'b. Credo che fosse la lettera che mi avevate dato perch la dessi a lui, tanti anni fa, a Ranchi.
Kesri sapeva, perch due gocce lucenti erano apparse nella parte inferiore del suo campo visivo, che le luccicavano gli occhi. E nello stesso momento vide il capitano Mee che scendeva la scala e veniva verso di loro. Nel tentativo di avvertire Mrs Burnham, si concesse un guizzo dello sguardo, e lei, voltandosi appena, scorse il capitano e pot fingersi affaccendata con la sua borsetta a rete.
Spero, Mrs Burnham disse il capitano con tono forzatamente ironico, che il mio havildar non le stia rivelando i segreti del battaglione. A quanto pare ha molte cose da dirle.
Non mi dir, capitano Mee disse Mrs Burnham con lo stesso tono, che  geloso del suo havildar.
Poi d'un tratto fu come se fosse rimasta senza fiato.
Oh, Neville disse con un filo di voce. Per quanto tempo dobbiamo fingere?
Quella domanda diretta colse il capitano alla sprovvista, demolendone la compostezza. Come anelli sulla superficie di un lago, il dolore, il desiderio e i patimenti degli ultimi vent'anni parvero increspare la sua faccia. Quando parl di nuovo, la sua voce era quella che Kesri aveva sentito nella tenda qualche giorno prima: la voce di un diciottenne infelice, disorientato.
Cathy, non so cosa dire. Ho aspettato cos tanto, e adesso...
Da sotto l'orlo del cappello, Mrs Burnham lanci a Kesri un'occhiata piena di gratitudine. Poi, lentamente, i due si allontanarono.
Eccola qui, Reid!
Mr Burnham mise un braccio intorno alle spalle di Zachary e lo prese da parte. Ha gi avuto modo di scambiare due parole col capitano Mee?
Non ancora, signore rispose Zachary. Non sar facile, con tanta gente intorno, ma ci prover.
Meglio agire al pi presto disse Burnham. Se non lo acciuffa subito, stia pur certo che lo far qualcun altro.
Ci detto, Burnham and a intrattenere un altro ospite e Zachary fece un giro sul cassero gremito, in cerca del capitano Mee. Non trovandone traccia, diede un'occhiata alla tolda sottostante e vide invece Mrs Burnham che curiosamente, con tutta la gente che c'era, aveva scelto di conversare fitto fitto col sergente dei sepoy bengalesi.
Zachary l'aveva osservata da lontano in innumerevoli feste e ricevimenti, e ora gli parve di notare qualcosa di strano nella sua postura, diversissima dal suo consueto portamento mondano. Dall'inclinazione del capo si sarebbe detto che pendesse dalle labbra del sergente.
Ma cosa poteva avere di tanto interessante da dirle, un havildar?
Mentre rimuginava sulla cosa, Zachary not una figura in uniforme che si dirigeva verso i due. Un attimo dopo lo riconobbe: altri non era che il capitano Mee.
Inchiodato sul ponte, osserv Mrs Burnham e il capitano Mee mentre si parlavano. Quando si allontanarono da Kesri, si sporse in avanti stringendo rabbiosamente la balaustra. A quel punto Mrs Burnham si gir e il bagliore di una lanterna di carta le illumin direttamente il viso. Zachary dovette soffocare un sospiro, perch l'espressione con cui guardava il capitano Mee non era la sua faccia pubblica, bens quella che Zachary stesso aveva imparato a conoscere nel boudoir. Per quanto ne sapeva, solo un altro uomo aveva avuto il privilegio di conoscere tale aspetto di Mrs Burnham, e quell'uomo era un soldato, un alfiere, gli aveva detto lei: il suo primo e unico amore.
Zachary not ora che anche le spalle foderate di rosso del capitano Mee si curvavano verso Mrs Burnham in un modo che suggeriva una conoscenza tutt'altro che casuale. Un repentino sospetto esplose dentro di lui, seguito da un impeto di gelosia cos intenso che dovette stringere ulteriormente la presa sulla balaustra per darsi un contegno.
Di cosa stavano parlando, scambiandosi sguardi cos intimi?
Zachary voleva sapere; la curiosit che si era impadronita di lui era troppo forte per resistere. Senza rendersene conto, mosse verso la scala e scese sulla tolda, dove si fece strada nella calca per raggiungere la coppia. Ma era a pochi passi da loro quando un pensiero lo trattenne: se l'avesse visto, forse Mrs Burnham avrebbe immaginato cosa aveva in mente.
Si ferm a riflettere sul da farsi, e proprio allora scorse l'uniforme bianca di un pifferaio e si rese conto che era Raju, che vagabondava con aria smarrita.
Ehi, kid-mutt!
Salve, signore rispose Raju con una vocina spaventata.
Come ti va?
Tutto bene, signore.
Ti piace essere un pifferaio?
S, signore. Mi piace. Il pi delle volte.
Ma non adesso.  per questo che te ne vai in giro come un cagnolino smarrito?
Signore, i tamburini mi hanno chiesto di trovare del grog. Dicono che tocca sempre al pifferaio pi giovane. Ma io non so dove trovarla, una bottiglia di grog, signore, e ho paura che poi si arrabbiano.
Zachary si accovacci e gli bisbigli all'orecchio: Sta' a sentire, kid-mutt. Io ti trovo una bottiglia di grog, promesso, ma devi guadagnartela.
E come, signore?
Facendo un gioco.
Quale gioco, signore?
Zachary gli indic col capo il capitano Mee e Mrs Burnham. Li vedi quei due?
S, signore.
Benissimo, il gioco  questo: devi raggiungerli di soppiatto e ascoltare quello che dicono. Ma non devono accorgersi che ci sei.  un gioco segreto, d'accordo?
S, signore.
Credi di esserne capace?
S, signore.
Allora vai.
Mentre Raju si avviava, Zachary blocc un cameriere e gli mise in mano un dollaro spagnolo. Puoi portarmi una bottiglia di grog? Jaldee ekdum?
S, signore. Ekdum jaldee.
Mentre aspettava il cameriere, Zachary vide che Raju aveva fatto il giro del ponte e spiava, non visto, il capitano Mee e Mrs Burnham. Poi arriv la bottiglia di grog e Zachary gli fece segno di tornare.
Hai sentito qualcosa, kid-mutt?
S, signore. Mrs Burnham stava parlando del negozio di una modista, vicino alla chiesa di St Lazarus, a Macao. Diceva che ci va spesso.
E lui cos'ha detto?
Ha detto che l'avrebbe vista l.
Nient'altro?
 tutto quel che ho sentito, signore.
Gli diede una pacca sulla schiena e gli pass la bottiglia. E bravo, kid-mutt. Te lo sei guadagnato, il grog. Ma ricordati:  un segreto, acqua in bocca!
Certo, signore. Grazie, signore.
Neppure per un istante, dopo essere salita sul cassero dell'Anahita, Shireen era riuscita a dimenticare che l'incidente di Bahram era avvenuto l, che proprio cadendo da quel ponte suo marito aveva trovato la morte. Per tutta la durata del discorso di Mr Burnham e della successiva cerimonia, si era chiesta se fosse caduto a jamna o a dawa. O forse era ruzzolato a poppa? Riflettendoci fu presa da una strana inquietudine, sensazione che si accentu quando vide Freddie che conduceva verso di lei Paulette. Ma una volta fatte le presentazioni, Shireen prov simpatia per quella nuova conoscenza e la invit a sedersi accanto a lei, restando per un po' ad ascoltare tranquillamente Zadig e Paulette che parlavano di giardinaggio.
Poi, cautamente, si decise ad affrontare l'argomento che la tormentava:  vero, Miss Lambert, che si trovava sull'isola il giorno in cui mor mio marito?
S, Mrs Moddie rispose Paulette. Ero su al vivaio quel giorno, e ho visto questa nave, l'Anahita, ancorata nella baia. Sebbene ci fossero molte navi quella mattina, ha attratto la mia attenzione.
Perch? chiese Shireen.
Perch c'era una scala, una scala di corda, che pendeva da una finestra aperta a poppa.
Ovvero dalla suite di mio marito?
S disse Paulette. Proprio l.
Stupita, Shireen esclam: Ma perch avrebbe dovuto esserci una scala alla sua finestra?
Non lo so disse Paulette. Sembrava molto strano anche a me, perch sotto non c'era nulla, solo acqua.
Shireen si gir a guardare Freddie e Zadig. Sapevate di questa scala?
Zadig scosse il capo.  la prima volta che ne sento parlare, bibiji.
Non ne ho parlato con nessuno disse Paulette. A essere sincera, me n'ero dimenticata finch Freddie non me l'ha chiesto.
Ma Freddie come faceva a saperlo? insistette Shireen, girandosi verso di lui. Qualcuno ti aveva detto della scala, Freddie?
No, nessuno me ne ha parlato. Ma la vedo nei miei sogni, la scala, che pende dalla finestra. Perci chiedo a Miss Paulette. E poi lei mi dice che s, l'ha vista quella mattina, ma dopo un'ora non c'era pi.
L'avr tirata dentro Vico disse Zadig. Ma non me ne ha mai fatto parola.
Ma perch una scala? insistette Shireen. Pensate che sia stato un omicidio?
No Zadig scosse il capo. Se fosse stato un omicidio non avrebbero lasciato la scala a penzolare all'esterno. E comunque non c'era segno di lotta nella cabina o sul corpo di Bahram-bhai.
Ma allora cos' successo? disse Shireen. A cosa serviva la scala, a salire o a scendere?
Tacevano tutti, cos Shireen si rivolse di nuovo a Freddie: Tu conosci la risposta, vero, Freddie? Dimmelo, ti prego.
Freddie non rispose subito; aveva gli occhi chiusi e sembrava quasi in trance. Quando parl di nuovo, lo fece con molta tenerezza: Credo che padre  sceso perch qualcuno lo chiamava.
Chi?
Mia madre.
Tua madre? esclam Shireen. Ma  impossibile. Non era morta gi da qualche anno?
Freddie scosse il capo. Mia madre non era morta, lah! Era stata uccisa. Da uomini che sono venuti a cercare me. Lei mi ha aiutato a fuggire e non ha detto dove andavo. Cos l'hanno accoltellata e buttata nel fiume, il Fiume delle Perle. Non c' stato funerale, niente. Cos  ancora nel fiume, ancora nell'acqua, l'acqua su cui stiamo ora. A volte la vedo, non ha trovato riposo, cos viene da me. Quella notte, quando padre  venuto qui da Canton, con questa nave, credo che  venuta da lui e l'ha chiamato. Lui ha messo la scala per andare da lei. L'ho visto in sogno, lah.
No! A Shireen girava la testa, e cominci a girarle ancora di pi mentre la scuoteva violentemente da una parte all'altra. No! Non posso crederci. Non ci creder mai.
Poi, a un tratto, si fece tutto buio.
Notando un certo subbuglio sul cassero, Kesri si allarm. Osserv con attenzione quanto stava accadendo ma, quando vide un corpo riverso che veniva portato dentro, si rese conto che non c'era motivo di allarmarsi: una signora era svenuta.
Poco dopo vide avvicinarsi una memsahib in abito e cappellino nero. Non vi diede molto peso; numerosi sahib e memsahib erano gi venuti a complimentarsi con lui, ed evidentemente anche lei intendeva fare lo stesso.
Ma quando furono faccia a faccia, la missy-mem si limit a fissarlo in silenzio.
Forse non era sicura che lui sapesse l'inglese, pens Kesri. Cos la salut: Buonasera, memsah'b.
E a quel punto lei cominci a parlare, e non in inglese, ma in indostano.
Siete il fratello di Deeti, vero? Lo si vede dalla faccia, dagli occhi. Vi faceva sempre il ritratto. Una volta ne ho visto uno, vi aveva disegnato col fucile.
Ora tocc a Kesri ammutolire. Quando si riprese, riusc solo a dire: Come fate a saperlo? Come fate a sapere che Deeti  mia sorella?
Me l'ha detto Mr Reid, disse Paulette. Anch'io ero sulla nave... sulla Ibis. Vostra sorella era mia amica, parlavamo tanto; soprattutto negli ultimi giorni, prima di arrivare a Mauritius.
Eravate insieme? Kesri scroll il capo, incredulo. Deeti vi ha raccontato perch era scappata dal villaggio dopo la morte del marito?
S, mi ha raccontato tutto.
Temendo che non ci fosse il tempo per ascoltare tutta la storia, Kesri la incalz: Raccontate, raccontatemi di Deeti.  tanto tempo che aspetto di sentirlo... ditemi tutto.
Si era fatto buio, perci Raju non vide la figura color zafferano di Baboo Nob Kissin finch non gli fu quasi addosso.
Ehi, ragazzo! Vieni qui... ti devo parlare.
Lo condusse accanto alla balaustra e s'inginocchi per sussurrargli all'orecchio: Raju, ascolta,  molto importante. Fra gli ospiti di questa festa ci sono alcuni amici di tuo padre. Possono aiutarti a trovarlo.
Chi? chiese Raju.
L'hai vista una memsahib con abito e cappellino nero? Un momento fa stava parlando con l'havildar. Si chiama Paulette Lambert... Conosce tuo padre. Era anche lei sulla Ibis, e poi l'ha incontrato di nuovo qui in Cina. E forse hai visto anche un uomo in abiti cinesi? Anche lui  amico di tuo padre. Devi parlare con lui.
Raju si guard intorno ma non vide n l'uno n l'altra.
Dove sono?
Saranno entrati, disse Nob Kissin. Per vedere come si sente Mrs Moddie.
Sollev un dito per indicare un passavanti: Va' a vedere laggi.
Raju si avvi senza aggiungere altro. Facendosi strada in mezzo agli ospiti, raggiunse il passavanti e si diresse verso le cabine di poppa.
Quella parte della nave era deserta e silenziosa; il corridoio era illuminato solo da alcune fioche lampade.
Raju avanz piano rasente a una parete. C'erano cabine sia sulla destra sia sulla sinistra, ma erano tutte chiuse. Solo una porta in fondo era un po' scostata, e sopra c'era scritto Suite dell'armatore.
Vi si avvicin di soppiatto e sbirci dallo spiraglio. Dentro c'erano un sacco di vecchi mobili. A un tratto una corrente d'aria apr la porta, come invitandolo a entrare. Dopo un istante di esitazione, Raju varc la soglia.
Dalle finestre, una delle quali era spalancata, entrava la luce della luna, e il ragazzo rest sorpreso scorgendo qualcuno seduto in poltrona accanto alla finestra. Nel chiarore lunare si vedeva solo il profilo di una testa inturbantata.
L'uomo non si era accorto di lui, e Raju indietreggi trattenendo il fiato. Meglio tagliare la corda.
Ma proprio mentre stava scivolando via, la testa inturbantata si volt, e in quella luce argentata Raju intravide un uomo dal viso largo e squadrato e la barba tagliata corta.
Perdonatemi, signore disse. Non sapevo che foste qui.
L'uomo si limit a sorridere in silenzio.
Biascicando un altro Perdonatemi, signore, Raju si ritir con un inchino. Si chiuse la porta alle spalle e, voltandosi, si trov davanti due figure, un uomo e una donna, che uscivano da una delle altre cabine. L'uomo era in abiti cinesi e, vedendo Raju, disse: Salve! E tu chi sei? Cosa ci fai qui?
Raju cap subito che si trattava della coppia di cui Baboo Nob Kissin gli aveva parlato.
Stavo cercando voi, signore disse d'impulso. E anche la signora.
Stavi cercando noi? ribatt Paulette sorpresa. Ma perch?
Raju si avvicin. Voi due conoscete mio padre disse abbassando la voce. Me l'ha detto Baboo Nob Kissin.
E chi  tuo padre?
Si chiama Neel.
Kesri si stava ancora riprendendo dallo stupore per l'incontro con Paulette, quando gli comparve davanti Zachary.
Buongiorno, sergente. Potrei scambiare due parole con voi?
Vi ascolto, Reid-sah'b.
Sergente, ricordate quella sera, sulla Hind? Quando siete venuto nella mia cabina per farmi delle domande su vostra sorella?
S, Reid-sah'b.
Sergente, adesso dovete ricambiarmi il favore. Ho io delle domande per voi.
Domande? disse Kesri sorpreso. Per me?
S, sergente. Mi avete raccontato di essere stato l'attendente del capitano Mee, diciassette anni fa... giusto?
Sissignore.
Siete mai stato con lui in un posto chiamato Ranchi?
S, Reid-sah'b.
All'epoca era un alfiere?
S.
E c'era anche Mrs Burnham?
La faccia di Kesri s'irrigid e i muscoli della mascella cominciarono a pulsare. Perch volete saperlo, Reid-sah'b?
State a sentire, sergente disse aspro Zachary, quando mi avete chiesto di vostra sorella, io vi ho risposto. E mi avete detto di venire da voi se avessi avuto bisogno di qualcosa. Bene, ora sono venuto da voi con una domanda, una domanda molto semplice, e se siete un uomo di parola mi dovete rispondere. Ve lo chiedo di nuovo: Mrs Burnham era a Ranchi nello stesso periodo del capitano Mee?
Kesri annu riluttante. S, signore disse. Era l.
Grazie, sergente. Non mi serve altro.
Ora che la sua supposizione aveva trovato conferma, Zachary si sentiva pi tranquillo. Era come se Mrs Burnham gli avesse fatto l'ennesimo regalo: adesso spettava a lui volgere quel segreto a proprio favore.
Tu kahan jaich? Kai? Dove stai andando? Perch?
Quando apr gli occhi, Shireen visse un istante di autentico terrore: non aveva idea di dove si trovasse e di come ci fosse arrivata.
Poi ud, vicinissima, la voce di Zadig Bey: Va tutto bene, bibiji... ci sono qui io.
Si tir su di scatto facendo scivolare la pezzuola bagnata che le avevano messo sulla fronte. Dove sono?
Zadig Bey sollev una lampada e aument l'intensit della luce. Siete nella cabina di Mrs Burnham, bibiji, sul suo letto. Quando siete svenuta, ha detto di portarvi qui. Io sono rimasto sempre con voi. Sono passati anche Paulette e Freddie, ma se ne sono andati quando hanno visto che eravate ancora svenuta.
Shireen fece correre lo sguardo sulle pareti della cabina lasciandosi ricadere contro i cuscini. Le batteva forte il cuore, e si port una mano al petto come per rallentarlo.
Che cosa vi succede, bibiji?
Zadig Bey le prese l'altra mano e strinse il palmo caldo e febbricitante fra le sue dita fresche. Cosa c', bibiji? Ditemi.
Shireen chiuse gli occhi. Ho fatto un sogno, Zadig Bey, un sogno molto strano, come quelli di cui parla Freddie.
Ditemi, bibiji.
Ho visto mio marito: era in piedi al mio fianco. Era venuto a trovarmi, aveva una cosa da dirmi.
Si mise a tossire e dovette interrompersi. Zadig Bey le diede un bicchiere d'acqua. Continuate, bibiji.
Mi ha chiesto perdono e mi ha detto che devo lasciarmi il passato alle spalle. Che devo guardare al futuro e vivere meglio che posso gli anni che mi restano. Poi mi ha salutato ed  sparito. E io mi sono svegliata.
Shireen si asciug gli occhi con un lembo del sari.
Perch piangete, bibiji? disse Zadig. Non c' niente di brutto in quello che avete udito.
Shireen soffoc un singhiozzo.  solo che non capisco... Perch ha chiesto il mio perdono, Zadig Bey? Per cosa?
Poich non rispondeva, lei si gir per guardarlo negli occhi. Ditemi la verit, Zadig Bey. Bahram ... morto per mano propria?
Zadig serr le labbra. Non credo sia cos semplice, bibiji disse. Probabilmente  come dice Freddie. Deve aver avuto la sensazione di udire la voce di Chi-mei. Una volta Bahram-bhai mi raccont di aver avuto una visione, proprio qui sull'Anahita.
Una visione? esclam Shireen. Impossibile! Bahram non ha mai creduto in queste cose!
Ma  stato lui a raccontarmelo, bibiji.  accaduto durante il suo ultimo viaggio, quando Chi-mei era morta da tempo. L'Anahita era incappata in una tempesta, nel Golfo del Bengala. Le casse d'oppio si erano sganciate, perci Bahram-bhai era sceso nella stiva per legarle. Ed  stato allora che ha udito la voce e visto la faccia di Chi-mei. La stiva era satura dell'odore dell'oppio grezzo, e potrebbero essere state le esalazioni a fargli quell'effetto. Forse  stato cos anche la notte in cui  morto. Probabilmente c' di mezzo l'oppio.
Non vi seguo disse Shireen. State dicendo che mio marito faceva uso di oppio?
Zadig si mosse sulla sedia, a disagio. Avrei preferito non parlarvene, bibiji, ma la verit  che nell'ultimo periodo Bahram fumava moltissimo oppio. Dopo la crisi di Canton, era in uno stato di grande prostrazione.
Per il suo rovescio finanziario?
S, ma non solo per quello. Era angustiato anche da altre cose.
Continuate, Zadig Bey.
La crisi dell'oppio  stata causa di grandi sofferenze per Bahram-bhai. Si sentiva dilaniato fra le sue due famiglie, fra Canton e Bombay, fra la Cina e l'Indostan. Si trovava l, a Canton, con un gigantesco carico d'oppio; perderlo avrebbe significato la rovina, non solo per lui ma anche per voi e le vostre figlie. D'altro canto, sapeva molto bene cosa l'oppio aveva fatto a Freddie, e cosa stava facendo alla Cina; sapeva che stava a poco a poco corrodendo famiglie, clan, monasteri, perfino l'esercito; ogni cassa in pi creava nuovi drogati...
Zadig fece una pausa e si gratt il mento.
Bibiji, una cosa devo dirvi su Bahram-bhai. Non era un moralista, non era un uomo che pontificasse sulla religione, e sul bene e sul male. Per lui le emozioni, i pensieri, nascevano dalla carne, dal sangue, dal cuore. Era soprattutto un uomo che amava la famiglia, ma il destino gliene aveva date due, di famiglie, una in Cina e una in India. Sapeva che le conseguenze delle sue azioni come trafficante d'oppio a Canton sarebbero ricadute su entrambe le sue famiglie per generazioni, e non lo sopportava. Per questo, credo, fumava tanto: non per cercare una via di fuga, ma per sacrificare se stesso in espiazione per le sue azioni.
Shireen continuava a stropicciare il lembo del sari. Con voi parlava di queste cose, Zadig Bey? Vi parlava di Chi-mei? Vi diceva che la amava?
No, bibiji rispose categorico Zadig. Bahram-bhai non era un romantico. Era un uomo pratico, e riteneva che l'amore non facesse per uomini come lui.
Si interruppe e si schiar la gola. Sotto questo aspetto, bibiji, io e lui eravamo completamente diversi.
Cosa intendete, Zadig Bey?
Fin da quando mi sono innamorato per la prima volta, da ragazzo, ho capito di essere del tutto indifeso in queste faccende.
Deglut, col pomo d'Adamo che andava su e gi. Poi, con voce roca e gutturale, disse: E anche con voi  cos... fin da quel giorno in chiesa.
A quelle parole Shireen ebbe un brivido e, quando lui le prese le mani fra le sue, non le ritrasse.
Sentendo un rullare di tamburi in lontananza, Paulette prese Raju fra le braccia e lo baci su una guancia. Onek katha olo, disse.  un sacco di tempo che parliamo. I tuoi amici della banda si chiederanno dove sei finito.
S, meglio che vado disse Raju. Arrivederci, Miss Paulette.
Arrivederci.
Freddie gli mise una mano sulla spalla. Meno male che ti abbiamo visto, eh? Mentre uscivi da quella cabina.
Sissignore, Mr Lee.
Com' che eri l? Cosa stavi facendo?
La porta era aperta, cos sono entrato rispose Raju. Pensavo non ci fosse nessuno.
E invece c'era qualcuno?
S, un signore.
Un signore, eh? Freddie si accovacci per guardarlo dritto in faccia. E chi era?
Non lo so chi era disse Raju. Non l'avevo mai visto.
Che aspetto aveva?
Aveva la barba, e un turbante bianco.
Oh!
Freddie tir Raju a s e lo abbracci. Non preoccuparti, lah. Andr tutto bene. Mander un messaggio a tuo padre. Ci vorr un po' di tempo, ma gli faremo sapere che sei qui.
Grazie, signore disse Raju. E arrivederci.
Arrivederci. Sii prudente.
Quando Raju corse via, Freddie parve cadere in trance. Poi, senza rivolgere la parola a Paulette, si avvi verso la porta in fondo al corridoio. Paulette lo segu e sbirci oltre la sua spalla mentre abbassava la maniglia.
All'interno, un ammasso di mobili si stagliava contro due finestre illuminate dalla luna. Una era aperta, e l'imposta era mossa dal vento. L accanto c'era una poltrona vuota.
Freddie and alla finestra con passi lenti e misurati, come se avesse paura di ci che poteva trovare. E quando guard oltre il davanzale, Paulette lo ud sospirare: Venite qui.
Gli si avvicin e vide che dalla finestra penzolava una scala di corda.
 questa la scala che avete visto quel giorno? le chiese. Era appesa cos, vero?
Forse. E comunque cosa ci fa l adesso?
Freddie non rispose. Sporse il capo dalla finestra e guard, gi, il riflesso della luna sull'acqua.
Per un po' rest a occhi chiusi, come ad ascoltare lo sciabordio del mare. Poi Paulette lo ud che diceva: Li sento, lah... mi chiamano, loro due, mia madre e mio padre.
D'istinto, gli mise una mano sulla spalla e lo tir indietro. I suoi zigomi spigolosi spiccavano al chiaro di luna, conferendo una strana bellezza al suo viso smunto e tormentato.
Non potete andare da loro disse. Non lo permetto.
Perch?
Non siete stato voi a dirlo? Che i legami della Ibis sono molto forti? Ognuno di noi ha bisogno degli altri.
...
.
...
FINE Parte 3.